Maestro di karatè pedofilo arrestato: nome e foto.

carmelo cipriano

Ha 43 anni, maestro di karatè, è di Lonato (Bs) e si chiama Carmelo Cipriano .
Aspettavamo già a fine agosto la notizia, ma finalmente, anche se in ritardo, da ieri è agli arresti. L’accusa: aver abusato alcune sue allieve minorenni ed averle obbligate a fare sesso con orge insieme ad altri adulti, tutti denunciati.
il processo partirà a breve. Una vittima ci ha raccontato cose a dir poco atroci. Il meccanismo è il “solito”, già visto in casi simili (ricordate l’allenatore bergamasco per il quale finimmo anche alle Iene? No? Eccolo: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/michelangelo-nava-maestro-di-karate-bergamo  ): ovvero, farsi amiche le famiglie, “sedurre” e poi ricattare le ragazze, sfruttare in toto il ruolo di “maestro”, etc. etc..
ora è in carcere. E siamo certi che dopo il processo ci resterà per molto.
Un plauso a chi ha fatto le indagini ed alla Procura: certi casi del passato hanno insegnato che la tutela delle vittime viene prima di tutto…..Ed un abbraccio alle vittime, soprattutto a chi ancora sta molto male, ma insieme ce la faremo!

carmelo cipriano 2

Altro link utile:
http://www.larena.it/home/italia/pedofilia-arrestato-istruttore-di-karate-1.6008898

A breve nuovi aggiornamenti.

Addio a Barbara Blaine, voce delle vittime di abusi, fondatrice di Snap.

Bello lo slogan della Carrefour: “ho scelto di essere un eroe”.

Non è facile essere eroi, anzi, spesso sono i primi a cadere. Ma aprono così la strada a chi poi seguirà, il loro impegno, il loro tracciato.

Oggi, tra una telefonata ed un post su Facebook, mi arriva la notizia della scomparsa di una cara amica, si chiamava Barbara Blaine, fu lei a fondare Snap Usa. La invitai in Italia una vita fa, quando a parlare di pedofilia (specialmente nella chiesa) qua c’ero solo io. Lei per me era (è) un mito. Ho sempre invidiato agli americani la cultura del “sopravvivo e aiuto gli altri”. Il loro sapersi esporre. Combattere. E vincere. Lo dico sempre. Se rinasco, ti prego signore, fammi rinascere là. Dove farei il triplo di quello che faccio con la metà della fatica. Che qua è tanta. Barbara si è spenta ieri per un infarto, aveva 61 anni, ma il suo impegno continua, in ogni parte del MONDO. Lei aveva subito abusi da un sacerdote. E non si stancava mai di raccontarlo. Facendo sì che a lei si unisse il mondo intero. Lei ha scelto di essere un eroe. Ma si può anche scegliere il contrario. Sta ad ognuno di noi fare i conti con quello che si vuole o non vuole fare nella vita. Ogni scelta è rispettata. Ogni scelta, se sa di vita, va bene! Quando incontro gli studenti che vogliono lavorare “nel sociale” la prima regola che dico loro è : preparatevi a due cose. Spalare tanta tantissima merda (sic) e non aspettatevi MAI un grazie o un aiuto, quando vi serve.

Ma nutritevi di esempi a cui attingere”.

Ecco Barbara era il mio esempio. Uno dei tanti….

Papa Francesco: mea culpa . Ma ora servono azioni.

“Sul problema pedofilia la Chiesa è arrivata tardi, mai perdonerò preti pedofili”. Papa Francesco, 2017

“Non c’è spazio nella Chiesa per chi abusa. Un prete pedofilo è una bestemmi a Dio e per questo non dovrebbe nemmeno essere chiamato prete. (…) Deve essere denunciato e fermato, non spostato”. Massimiliano Frassi, Prometeo, 1999.

 

Vorrei dire che il tempo ci ha dato ragione. Ma prima di festeggiare aspettiamo i fatti. Caro papa Francesco, sai, anni fa per avere detto quello che ho riportato qua sopra e per aver difeso giovani vittime di preti e suore ricevetti la prima fatwa cattolica italiana. Ancora oggi da certi ambienti siamo ostracizzati. In certo oratori non possiamo entrare. E, diciamolo una volta per tutte, grazie all’intervento di santa madre chiesa allora molti criminali la fecero franca. Per fortuna la pulizia del nostro impegno e della nostra fede, furono più forti degli ostracismi. Delle suore che facevano volantinaggio mentre io tenevo una conferenza. Dei balordi reclutati per farci del male o diffamarci. Dei parenti dei pedofili convinti di essere nel gisuto, per assolvere certi criminali. Ma i  tempi sono cambiati. Oggi sono le cronache a parlare. Noi poi non abbiamo mai mollato. E forse, oggi, le cose stanno cambiando anche grazie a quel impegno costante. Ora però aspettiamo i fatti. Reali, veri. Quelli che si consumano oggi giorno sulla pelle di tanti bambini, lontani dai riflettori e dai comunicati stampa. E preghiamo Dio a che davvero ci sia giustizia. Anche per Emanuela Orlandi, sperando che queste belle parole non arrivino guarda caso dopo la (prima) bomba mediatica sulla sua storia. Di bambina…. p.s. se serve aiuto, conta su di noi caro Francesco….

 

 

chiesa e pedofilia

Parole contro l’abuso

Dalla pagina Facebook:

Non si “muore per amore”, si muore per eccesso, possesso, senso di superiorità, violenza, odio, invidia. Non esistono “fidanzatini”, se si parla di omicidio esistono “assassini” e “criminali”. “E’ buono”, “lo conosco bene”, “è un bravo ragazzo”: sono frasi fatte che hanno fatto il loro tempo. E non si possono più sentire. Tutti i pedofili sono brave persone. Tutti i padri abusanti sul lavoro sono splendidi. Ed anche “l’uomo” nella foto adorava gli animali. Ma chiedete un po’ alle loro vittime come li si deve definire…dovrebbero essere le uniche autorizzate a parlare di loro. Le parole sono importanti. Ed una rivoluzione culturale, oggi più che mai necessaria, passa anche da queste. Orientate dalla parte della vittima, senza se e senza ma. Orientate contro chi delinque, senza alibi né fioriture varie.

Emergenza Stupri 2/2

EMERGENZA STUPRI 2/2.

Lo stupro non ha colore. Né sesso. Né età.
Lo stupro deve inorridire sempre. Che a commetterlo sia un bianco, un nero, un azzurro, un giallo.
Un maschio o una femmina.
Un ragazzino minorenne, o un anziano.
Lo stesso dicasi della vittima.
Non importa il sesso. Che sia giovane o 81enne. Bianca o non.
Ma fino a quando davanti ad una violenza non sentiremo una condanna inappellabile, decisa e netta, senza se e senza ma, senza valutazioni sullo status sociale dell’abusante, sulla sua religione, sul colore della sua pelle. Quando sarà l’azione ad essere condannata, a prescindere dall’agente, allora sì, avremo creato una cultura dove lo stupro è un abominio inaccettabile.
Ma temo siamo lontani anni luce da tutto questo!
Poiché prevalgono strumentalizzazioni, che con la condanna della violenza non hanno proprio nulla a che fare, anzi…

 

Emergenza stupri 1/2

Dalla pagina Facebook:

EMERGENZA STUPRI ½. Discussione da Bar. “Ma non si può andare avanti così, ma è solo una ragazzina. Fossi io glielo taglierei. Troppo buoni siamo. E poi via tutti a casa…” “Perché a casa? Ma sei matto, è il suo vicino di casa, se lo rimandi lì lei lo ri vede e magari lui la minaccia”. “Ma no che hai capito, a casaaaaa lorooooo, giù in Africaaaaaa, babaluba”. “Ma guarda che lui non è africano, è italiano, bresciano, è il xx non lo conosci? La domenica  sta sempre in prima fila in chiesa”.

-silenzio –

“Se comunque poi bisogna vedere come stanno le cose. E quella lì, se è come sua madre, le piace darla via. Poi si rovinano le famiglie. Dai tu (alla barista) qua un altro calice che c’ho sete”.

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Follia 2/ 2 – Italia: insegnante di religione manda foto osé e viene spostato in….

insegnante di religione pedofilo lavora in oratorio

25 anni. “Gentile, sempre disponibile, molto amichevole” Pure troppo. Eco come viene descritto in un articolo del Corriere della sera sezione locale, un insegnante di religione bresciano. Uscito dal Seminario di Brescia (  http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/viaggio-nel-seminario-dove-i-vicerettori-commettono-abusi-sessuali/34976/   ).
Il prof, giovane e gentile, leggiamo che era ritenuto “figo”. Portava i suoi alunni a guidare (parliamo sempre di minorenni). Pare fumasse droga leggera con loro e ultimo ma non ultimo mandasse per tutta la notte messaggi. Con foto osé. Entrando poi nell’intimità degli stessi. E se qualcuno si opponeva ecco che i toni cambiavano. Facendo nascere negli stessi, quei sensi di colpa spesso difficili da sradicare, quando si parla di vittime di abusi. Per fortuna uno di loro ha parlato e nel cuore della notte ha svegliato i genitori, capendo che si era andati oltre. Troppo oltre. Ora in Procura si sta indagando (forse, dico forse, è per questo che il suo nome non compare?). Il ragazzo che ha esposto i fatti e avuto il coraggio di denunciare è vittima di bullismo “hai rovinato la vita a una così gentile professore”, mentre il gentile professore, indagato e non colpevole certo, ma comunque indagato di quanto avete letto sopra (agli atti tutti i messaggi mandati al ragazzo che per fortuna li ha salvati e non cancellati), secondo voi dove è stato spostato? In un ospizio? A fare un lavoro socialmente utile, in ospedale, con gli adulti? Ok ok, ci seguite da così tanto tempo che lo sapete: ovvio, l’hanno spostato in oratorio. Lì da qualche parte nella provincia bresciana. Un plauso alla coerenza. E massima solidarietà a chi ha il coraggio di denunciare simili soggetti.

Follia 1/ 2 – Serial killer di bambini fa volontariato in una scuola!

serial killer di bambini volontaria a scuola
Meno male. No dico, meno male.
Io che ho sempre guardato all’estero, dicendo “ma vedete come sono avanti? Vedete come tutelano i bambini? Solo noi poveri italioti, e blablabla e blablabla perché quando i treni arrivavano puntuali e blablabla”….. Meno male che invece arrivano notizie così. Le quali hanno il merito di riconciliarmi con il mio paese. Detestarlo di meno. E capire quindi che, come si dice in gergo, se tutto il mondo è paese quindi il nostro non è un MONDO per bambini.
Canada. Montreal per l’esattezza. La tizia che vedete in foto è una psicopatica serial killer. Di quelli veri, che di solito vediamo solo nei film ma che esistono, eccome se esistono.
Lei in passato ha rapito, abusato ed ucciso diverse bambine , catturate all’uscita da scuola. Complice, il di lei marito. Oggi dopo aver scontato la pena (12 anni per lei mentre lui è ancora dentro) viene paparazzata nella sua nuova attività. Volontaria in una “scuola privata cattolica”.
Grazie Canada. Grazie Mondo. Bimbi, appena è pronta l’arca vi portiamo su Marte, o pure oltre se serve.
– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi
a cura di Blog Staff.

Zia pedofila condannata a quasi 6 anni.

Esiste una pedofilia al femminile? Sì. Ve lo diciamo da anni. Esiste. Numericamente lontana anni luce da quella maschile, “qualitativamente” superiore. Poiché quando è la mamma a farti del male…. Però non se ne parla, o se ne parla pochissimo e grazie anche a questo spesso non ottiene la giusta considerazione da parte di chi se ne dovrebbe occupare. Salvo alcune eccezioni. L’ultima arriva da La Spezia. Una donna di 67 anni e stata condannata a quasi 6 anni di reclusione per abusi sulla nipotina. La quale dopo essere stata ritenuta credibile ed in grado di testimoniare, ha confermato quanto aveva detto in lacrime ai genitori. I baci, le “carezze” e quant’altro la zia l’aveva obbligata a subire. La pedofilia non conosce età, sesso, credo religioso, posizione sociale. E’ un fenomeno che può toccare tutti, in entrambi i sensi. Quello delle vittime. E quello dei carnefici.

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