La vostra voce. Lettera di Renato alla mamma: perché non hai capito?
La vostra voce. Lettera di Renato alla mamma: perché non hai capito?
La lettera che pubblichiamo oggi è stata scritta da un nostro amico facente parte del coordinamento nazionale vittime pedofilia di Prometeo.
Destinatario: l’anziana madre, il cui cruccio che sapesse o meno, ha marcato profondamente la vita del figlio. Il quale oggi ha deciso di scriverle questa lettera. Dolorosa e forte. Ma necessaria e utile. Innanzitutto per buttare fuori quella rabbia covata dentro per 30 anni. E mai smaltita.
La lettera che verrà letta alla madre sarà diversa, però. Gli abbiamo infatti suggerito di modificare la seconda parte. Perchè lei è anziana, malata, ma soprattutto perché il fine non è distruggere, ma costruire, anzi ricostruire. Qua invece ci sta, così com’è, senza togliere una virgola. Perché è segno che un abuso può durare davvero decenni. Ma è anche segno che quando lo si vuole, c’è quella riscossa che porta a fare sì che “nessun dolore sia per sempre!”. E “il nostro Renato” apre con questa lettera la seconda parte della sua vita….!
«Cara Mamma,
ti sembrera’ strano che ti scriva una lettera cosi’ dopo tanto tempo ma ho
sentito il bisogno di farlo perche’ vorrei dirti tutto cio’ che non sono mai
riuscito a fare quand’ero bambino. Sei stata una brava mamma. mi hai voluto
bene, eri la mamma di tutti i miei amici. Ricordo che venivano tutti sempre e
volentieri a casa nostra, perche’ trovavano in te quella mamma che forse non
era la loro, quell’affetto che tu hai sempre saputo regalare a tutti e non solo
a me. Giocavi con noi, scherzavi e ridevi con noi, e tutti si confidavano con
te, avevi sempre una parola di conforto. Io quel calore l’ho sempre sentito
tranne che… Per quella volta! Da allora non sono mai riuscito a parlartene,
un po’ per vergogna, un po’ per paura e comunque anche per quel dannato senso
di colpa che mi porto dentro da anni e che mi perseguita, di cui non riesco a
liberarmene.
I miei ricordi iniziano piu’ o meno da quando avevo 5/6 anni, eravamo una
bella famiglia, si viveva serenamente, ero un bambino felice, sereno e
sensibile, al punto che, come dicevate sempre voi, sembravo io la femminuccia
che non dava alcun problema, mentre mia sorella invece il maschietto ribbelle.
Quel bambino cosi’ sereno apparentemente, purtroppo non lo era e dentro di se
portava quel terribile segreto di cui non riusciva a parlart,i. E’ stato
abusato per tanti anni! Nonno era l’orco, quell’uomo che voi tutti stimavate,
cosi’ bello con la sua divisa dell’aeronautica militare, la sua pipa con
l’inconfondibile odore di tabacco che si diffondeva ovunque passava, quell’uomo
e’ stato il mio incubo per tanti anni. Quando venivano a trovarci, lui e la
nonna, ci portavano tanti regali e tante cose buone da mangiare, eravano tutti
felici, tranne me, perche’ quella felicita’ io dovevo pagarla a caro prezzo. Mi
faceva sedere sul divano accanto a lui, davanti alla TV e quando non c’era
nessuno in sala, mi metteva un cuscino sulle mie gambe e con la sua mano mi
sbottonava i pantaloni e mi molestava ripetutamente. Questo accadeva ogni volta
che venivano a trovarci o che noi andavamo da loro. Mi chiamava, mi faceva
sedere…ed ogni volta la stessa cosa. Il cuscino forse lo utilizzava
evidentemente, per non farsi scoprire, semmai sarebbe entrato improvvisamente
qualcuno nella stanza, ma questo era il “minimo” che mi potesse accadere.
Quando invece, e te lo ricorderai benissimo, mi portava al cinema, oppure
uscivo con lui, si e’ vero che mi ci portava, ma poi io dovevo ricambiare quel
“regalo”, e sai come lo facevo? Mi portava a casa loro, la nonna era da voi, mi
spogliava nudo, si spogliava nudo anch’egli e li’, in quella cazzo di cameretta
degli ospiti, abusava di me! Non ti racconto i dettagli osceni, vorrei
risparmiarteli, ma non posso fare a meno di ricordare lo schifo dell’odore e il
sapore del suo membro, la puzza del suo orgasmo, l’odore nauseante della sua
brillantina per i capelli quando avevo io, la sua testa tra le mie gambe, il
dolore fisico che provavo in quel momento e l’impossibilita’ di respingerlo, mi
sussurrava frasi che per me allora non avevano senso, ma che ora a distanza di
anni, capisco eccome. E’ andato avanti per anni e quando e’ morta la nonna,
avete avuto, tu e papa’, la brillante idea di ospitarlo a casa nostra, e dove
l’avete messo??? Nella mia cameretta!!! Volevo morire, pensavo che non avrei
avuto piu’ scampo, e cosi’ e’ stato. Mi ha abusato quasi tutte le notti, ogni
volta che ne aveva voglia, come e quando voleva e voi gli avete spianato la
strada per farlo, ha avuto terreno fertile e sembrava che il dolore per la
scomparsa della nonna, a lui non lo scalfisse minimamente, tanto aveva il suo
“giocattolino erotico” cosi’ a portata di mano, da potersi sfogare.Mi svegliava
in piena notte e abusava, ricordo il dolore, mi faceva male quando mi
penetrava, ma non riuscivo ad urlare, non riuscivo a respingerlo malgrado fossi
abbastanza grande ormai, in eta’ adolescenziale, lui non si fermava, ha
continuato a farlo per tutto quel tempo, senza che tu, voi, vi accorgeste mai
di nulla!!! Ma davvero tu, non ti sei mai accorta di nulla??? Una mattina,
stavo andando a scuola, facevo la 3^ media, tu stavi in cucina, davanti al
lavello e lavavi le tazze della colazione che ci avevi appena preparato. Lui
quella notte si era “divertito” come sempre ed io non ce l’ho fatta piu’.
Mentre uscivo da casa, davanti alla porta d’ingresso gia’ aperta, ti ho detto
:” Mamma… Nonno ni da fastidio, mi fa male!” Tu non ti sei nemmeno voltata,
sei rimasta li’ di spalle a me ed io sono scappato via dalla vergogna, nel
dubbio se tu avessi sentito o meno quello che ti avevo appena detto. Al mio
ritorno pensavo ne avessimo riparlato e ricordo l’imbarazzo e la vergogna
quando rientrai a casa. e invece.. Nulla!!! Il silenzio, non mi hai chiesto e
detto nulla e da quel momento per me e’ calata la notte per sempre. Ho capito
che ero solo nel mio dolore e che non ne avrei mai piu’ riparlato ma che dovevo
far qualcosa per salvarmi! Cosi’, una delle “solite” notti, l’orco mi ha
svegliato convinto di poter “giocare” ancora con me ed ha incominciato a
toccarmi. Ho deciso che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe
fatto, gli ho fermato con forza la mano, gli ho stretto il braccio e con uno
spintone l’ho scaraventato con forza sul suo letto urlandogli:” Se lo fai
ancora, giuro che ti ammazzo!!!” Da allora non l’ha piu’ fatto, ero piccoletto,
avevo 13 anni ma mi sentivo cosi’ grande, immenso. La mattina successiva mi
sentii finalmente libero. Avra’ avuto paura? Non lo so, fatto sta che non e’
piu’ successo, forse aveva capito d’essersi spinto troppo in la’, forse ha
avuto paura che lo ammazzassi per davvero, fatto sta che da qualla notte
finalmente mi ha lasciato in pace, non l’ha piu’ fatto. La mia vita cambiava,
crescevo, diventavo uomo, ma quei maledetti ricordi, cara mamma, non li ho mai
cancellati dalla mia mente, persino quando mi sono sposato ed ho avuto una
famiglia tutta per me. Finche’ lui e’ morto, ricordo la telefonata di papa’ in
quella notte di capodanno del 1999 in cui mi annunciava la sua morte, ricordo
che a lui dissi che mi dispiaceva ma in realta’, da un lato ero contento,
finalmente me ne ero liberato, aveva smesso di tormentarmi anche solo
psicologicamente visto che non c’era piu’ alcun contatto fisico ormai, ma
dall’altra parte ero dispiaciuto perche’ la sua morte significava che non avrei
mai piu’ potuto poterlo denunciare ed avere giustizia. Ricordo che papa’ mi
chiese di venire al suo funerale, ma io trovai la scusa piu’ banale per dirgli
di no, dovevo lavorare e non potevo, ma in realta’ non volevo piu’ vederlo
nemmeno da morto!!!
Oggi mia cara mamma, sono un uomo di 45 anni, ho la mia vita, seppure
movimentata e tormentata a tratti, ma posso dirti che, quella ferita si e’
rimarginata, anche se la cicatrice resta ed e’ il marchio di bambino abusato,
quella non andra’ mai piu’ via. Ho deciso di collaborare con Prometeo,
affinche’ possa condividere con altre persone che come me, hanno vissuto e
subito sulla propria pelle, lo stesso mio dramma. Ho deciso che quelle persone
saranno per sempre la mia nuova famiglia e non li lascero’ mai!!! Lotteremo e
combatteremo affinche’ tutto sto schifo prima o poi finisca, anche se ci
rendiamo conto che non sara’ mai cosi’, gli orchi ci hanno rubato l’anima cosi’
come nonno ha rubato la mia,ma noi vogliamo riprendercela e crediamo tutto
questo sia possibile, vogliamo essere per sempre, dalla parte dei bambini…
Ti voglio bene comunque e per sempre!
“Renato” »
NUOVO CORSO PER LE FORZE DELL’ORDINE. STAVOLTA PARLANO LE VITTIME.
Dopo il grande successo del corso per le forze dell’ordine e dopo l’ultimo incontro avvenuto in quel di Albettone, torniamo a proporre una conferenza molto particolare.
Saranno infatti le vittime sopravvissute all’abuso a ricoprire il ruolo di relatori per un incontro mai realizzato prima.
Sempre e solo con l’obbiettivo di creare un fronte unico: dalla parte dei bambini!
http://www.bergamosera.com/cms/?p=93227
INCOMMENTABILE: GB, 631 TEENAGER STUPRATE DA RETE DI PEDOFILI!
LONDRA – Shock in Gran Bretaqna: oltre 600 ragazzine particolarmente vulnerabili – 187 negli ultimi dieci mesi – sono state sistematicamente violentate negli ultimi cinque anni da una gang di pedofili che le prelevava da case di accoglienza per minori. La sconvolgente vicenda è venuta in luce a Liverpool, in seguito alla condanna di nove uomini di origine asiatica: avrebbe, secondo il Times, dimensioni molto più vaste di quelle emerse durante il processo. La gang finita in carcere per aver organizzato la tratta delle teen-ager era composta da britannici di origini pachistane e da un afghano in attesa di asilo. Tassisti o fattorini di take-away tra i 22 e i 59 anni sono stati condannati per stupro, traffico di minori e pedofilia per un totale di 77 anni di prigione. Le vittime erano tutte ragazzine bianche. Fuori dall’aula del processo gli estremisti della English Defense League hanno manifestato cercando di capitalizzare un successo politico sulla triste vicenda mentre voci più moderate hanno sottolineato che la maggioranza dei reati sessuali in Gran Bretagna sono commmesi da maschi bianchi. Ma c’é chi sostiene che le comunità del Nord dell’Inghilterra hanno un problema specifico, con un mix tossico di uomini alienati e ragazzine poco sorvegliate che ha reso possibile il loro sfruttamento. Le case di accoglienza in Inghilterra ospitano 1.800 ragazze. Negli ultimi cinque anni 631 adolescenti tra i 12 e i 16 anni sarebbero state “vendute” per atti sessuali, ha scoperto il Times. Due di loro, affidate a istituzioni a Manchester e Rochdale, sarebbero morte in seguito agli stupri. Due sono rimaste incinte: una, di appena 13 anni, ha abortito. I dettagli emersi al processo sono degradanti: una ragazzina della casa di Rochdale sarebbe stata violentata da 25 uomini in una singola notte. Le ragazzine venivano adescate con la promessa di cibo, sigarette o carte di credito telefoniche, drogate o ubriacate e poi trasportate in giro in appartamenti, pub, negozi di kebab e taxi di Greater Manchester, Lancashire e West Yorkshire (nord dell’Inghilterra). “Erano terreno di caccia perché non appartenevano alla vostra comunità, alla vostra religione”, ha detto il giudice leggendo il verdetto. “Sono l’incarnazione del male”, ha detto una fonte della polizia. E il peggio, si è scoperto adesso, che tanto male poteva essere evitato. Errori delle forze dell’ordine, degli assistenti sociali e della Procura della Corona hanno fatto sì che nel 2008 la denuncia di una 15enne che era stata venduta per sesso da una gang di tassisti di Manchester non era stata creduta. Oggi dopo la condanna della gang, la Indipendent Police Compaint Commission ha deciso di vederci chiaro: come è possibile che per tanto tempo le forze dell’ordine siano state cieche davanti all’evidenza? Solo nel 2010 il procuratore Nazir Afzal ha deciso di riaprire l’inchiesta puntando i riflettori su un “bagaglio culturale importato” di uomini che considerano le donne “una specie inferiore”: la disponibilità di ragazzine bianche vulnerabili “era quel che attirava questi uomini malvagi. Questo non diminuisce di un grammo la loro colpevolezza”. FONTE ANSA.
Carcere a vita? Si, per le vittime.
Carcere a vita? Si, per le vittime.
Che i pedofili in carcere non se la passino bene è cosa nota.
Spesso vengono tenuti in isolamento perché gli altri detenuti, fossero pure i peggiori criminali sulla piazza, non tollerano la presenza di chi ha fatto del male ad un bambino. In carcere quindi c’è paradossalmente più controllo sociale di quanto accada fuori.
Ma in una società garantista come la nostra, dove chi delinque spesso è più appoggiato di chi subisce, stanno nascendo carceri che per i predatori di bambini sono veri propri villaggi vacanze, dove scontare i sempre pochi anni di condanna che ottengono.
E così ecco delle belle celle singole, al posto di stanze sovrappopolate. Servizi di catering che giungono dall’esterno (forse per evitare che chi cucina sputi nei pasti? Chissà…). Attività teatrali ed artistiche. Palestra, biblioteca e cineforum. E uno psicologo sempre a disposizione a cui raccontar un mucchio di fregnacce, ridendo poi di lui alle spalle.
Come già scrissi penso alla vita che vita non è di certe vittime. Che faticano ad arrivare a fine mese (e l’attuale crisi non c’entra). Che non hanno i soldi per andare in terapia. Quanto al cineforum o al teatro poi manco a parlarne.
Per molti di loro inoltre la pena non è di pochi anni, ma dura una vita intera. Un ergastolo dell’anima che toglie la voglia di vivere.
E’ anche questo uno dei tanti aspetti che rendono questo crimine ancora più intollerabile. Non solo verso chi delinque, ma verso quel sistema che intorno al delinquente, complice si stringe….
p.s. giusto per non smentirmi: il mio carcere ideale per un pedofilo, anzi l’unico carcere possibile per chi abusa di un bambino è Guantanamo.
Grandissimo successo per la conferenza ad Albettone.
Grandissimo successo per la conferenza ad Albettone.
Quasi 200 rappresentanti delle forze dell’ordine (tutti straordinari ed attivi nel creare un fronte dalla parte dei bambini!), per una delle nostre conferenze migliori.
Grazie davvero a tutti, ma in particolar modo ad Elena Martellozzo e Nicholas Duffield di Scotland Yard (nonché membri ad honorem del nostro comitato scientifico), all’europarlamentare Sergio Berlato ed al sindaco di Albettone (paese sempre più anti pedofilo) Joe Formaggio: tutti davvero straordinari.
….E presto si replica, con un incontro mai fatto prima, in nessuna parte del mondo ![]()
A breve vi diciamo tutto.
Quota 200. Scotland Yard ad Albettone con Prometeo, dalla parte dei bambini!
Tanti gli iscritti a tutt’ora al corso di formazione che faremo domani ad Albettone, alle porte di Vicenza.
Il fronte comune anti pedofili cresce sempre di più e non si era mai visto prima d’ora in Italia un corso con 200 agenti delle forze dell’ordine (insieme a membri di Prometeo e Scotland Yard), desiderosi di impegnarsi attivamente per contrastare il peggiore dei crimini.
Intanto ci arrivano richieste di replicare corso in tutta Italia: cosa che siamo orgogliosi di poter garantire a tutti, fin d’ora. Grazie!!!!
Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo: e di carabinieri e bambini eroi!
Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo, ma con un altro punto di vista.
Di Aristide Mazza, maestro pedofilo di Bergamo in questi giorni molto abbiamo detto, ma soprattutto molto diremo. Specialmente andando a rispondere alle domande che alcuni giorni fa ci siamo posti e che pare stiano trovando già delle risposte (ci sono altri bambini? Dato che non si diventa abusanti improvvisamente ha già fatto del male, impunemente, in passato? E via dicendo).
Oggi però torno sul fatto. Su quanto accaduto.
Con due esempi. Di coraggio. Sensibilità., Forza. Intelligenza.
Perché se ci lamentiamo spesso di come il mondo esterno non stia dalla parte dei bambini, è altresì giusto evidenziare quando quel mondo c’è, con che qualità riesce appunto ad essere presente.
Partiamo dal primo esempio: i carabinieri. Nello specifico quelli intervenuti sul caso.
Di loro si è letto solo che appunto l’hanno arrestato in flagranza di reato.
Io vorrei oggi non solo ringraziarli, ma spiegarvi cosa hanno dovuto fare (non entrando ovviamente nei dettagli dell’indagine!), ma soprattutto come si sono mossi.
Stavano in attesa, da diverso tempo. Controllando dall’auto civetta cosa stesse accadendo in quelle aule. E quando hanno visto il maestro allontanarsi con la sua vittima, e preparasi, eccitato, ad abusarla. Sono entrati. Pistola alla mano. Sfondando la porta e mettendo subito in salvo il bimbo e le manette al pedofilo. Colto , lo ripeto (e ho detto tutto) in flagranza.
Avrei pagato oro per vedere la sua faccia….ma non è questo il punto.
Il punto è che prima che carabinieri sono uomini. Magari padri di bimbi altrettanto piccoli. E che hanno dovuto tenere a bada quelle emozioni che, se sfociate, portano a lidi lontani da quelli per cui hanno indossato la divisa.
Ma il punto è anche che nessun bambino ha visto o sentito nulla. Che hanno innanzitutto accolto, protetto e calmato la vittima. Poi hanno fatto sì che in tutte le aule venissero abbassate le tapparelle con una scusa, e gli alunni tenuti distanti dalla visione del maestro che incappucciato veniva portato via in manette.
Bravi. Davvero. Sembra scontato dirlo ma visto come altri soggetti intervenuti sulla vicenda (e non parliamo del mondo delle forze dell’ordine ma di quello della scuola) si sono mossi, il complimento/ringraziamento tanto scontato poi non è.
Un plauso poi per il modo in cui hanno accolto e preparato il bimbo vittima.
Secondo protagonista di questa storia.
Che bravissimo, ha parlato, ha chiesto aiuto ma soprattutto ha collaborato attivamente con i carabinieri (e qua non voglio dire di più!), con una forza ed un coraggio di cui andare orgogliosi. A vita.
La stessa forza e lo stesso coraggio che oggi servirebbe a tanti altri….
“Ero solo una bambina vivace”. La vostra voce.
“Ero solo una bambina vivace”.
Uno dei meriti che questo blog ha è quello senza dubbio di avervi dato voce. Non solamente raccontandovi, ma mostrandovi gli effetti benefici dimettere voi stessi sulla carta quel immenso dolore. Di cui a tratti vi vergognavate pure e che invece, una volta buttato letteralmente fuori dal vostro corpo, ha dimostrato fare meno male. E poter essere più facilmente affrontato.
L’amica che ospitiamo oggi quel dolore lo ha raccontato in terza persona, sotto forma di una storia……la sua. Ma soprattutto l’ha fatto con una delicatezza straordinaria.
A lei il nostro abbraccio migliore ed il più sincero ringraziamento.
Alzarsi quella mattina per Sonia era stato più duro del previsto,gli tornavano in mente orribili scene della sera prima,ed ogni flash era come una fitta atroce su una ferita che non aveva mai smesso di sanguinare. Si sentiva sporca tradita,aveva il morale a terra ed un odio puro dentro di sé anche perché non era la prima volta che succedeva.
Era accaduto la prima volta tanti anni prima,quel maledetto giorno in cui aveva smesso di credere negli uomini,aveva abbandonato i sogni di bambina ,aveva costruito una corazza intorno al suo cuore,aveva bandito gli abbracci e le carezze e aveva promesso a se stessa che non si sarebbe fatta distruggere da un balordo.
Era solo una bambina vivace,allegra con tanta voglia di vivere,voleva diventare una ballerina,ma il destino aveva in serbo per lei spiacevoli sorprese.
Ricordava tutto di quella notte,il buio, mani troppo veloci,mani che non avrebbero dovuto esserci,sensazioni strane,sensazioni che una bambina di nove anni non dovrebbe conoscere,ed un grande incolmabile senso di smarrimento.
Da quel giorno era cambiato tutto, la piccola bimba sognatrice aveva capito che doveva crescere in fretta,era finito il tempo dei giochi ,era arrivato il tempo delle scelte, e lei la sua scelta l’aveva già fatta, avrebbe portato il suo segreto nella tomba, non avrebbe rovinato la vita delle persone che le volevano bene, avrebbe indossato una maschera di bambina felice e per sopravvivere avrebbe imparato ad odiare.
Gli anni erano passati, la storia si era ripetuta,le notti orribili si erano susseguite,ed il suo odio era cresciuto con lei, piccola donna delusa dalla vita che non aveva più voglia di lottare.
Quel giorno però doveva alzarsi, fare uno sforzo immane,doveva esserci era il matrimonio della sorella che ignara di tutto si sposava con l’essere più meschino che abbia mai messo piede su questa terra.
Quante volte aveva immaginato quella cerimonia,aveva sognato come nei migliori film americani, che al momento del parli ora o taccia per sempre, avrebbe gridato io mi oppongo,avrebbe svelato la vera natura di quel verme, ma il poi il suo sguardo si sarebbe posato sul volto della sorella, la donna che l’ aveva cresciuta e amata,che aveva fatto di tutto per renderla felice, non poteva rovinargli il giorno più bello della sua vita, non aveva nessun diritto di distruggere il suo mondo.
In quel momento confermò la promessa fatta a sé stessa tanti anni prima, lei avrebbe taciuto per sempre, si alzò e andò ad indossare la maschera della donna felice.
Lituania. Un caso di abusi sta scuotendo il paese. Nostra intervista.
La Lituania è colpita da un caso di pedofilia. Con tanto di immagini di una bimba strappata a forza da casa sua e riconsegnata…a chi le ha fatto del male.
Questa una nostra intervista uscita oggi sulla stampa Lituana:
http://www.lzinios.lt/Lietuvoje/Vaiku-grobuonys-sudrasko-likimus
La foto del maestro pedofilo Aristide Mazza. E le ripercussioni.
La foto del maestro pedofilo e le ripercussioni.
Come avevamo facilmente intuito salgono i numeri delle vittime imputabili al maestro pedofilo, Aristide Mazza.
E sui giornali finalmente esce anche la foto.
Certo per qualcuno è caccia alle streghe, dimenticando che se le streghe ci sono quando vengono davvero trovate forse è il caso di cacciarle, per difendere quei soggetti di cui sempre ci si dimentica: i bambini.
Stavolta però pare che il dimenticato sia il pedofilo. Il cui nome sparisce da tutti i siti internet scolastici e che oramai sembra un paria, con nessuno che lo conosce.
E sì che era molto attivo. Volontariato, parrocchia, scuola, politica. Già pure questa l’ha dimenticato e la Lega Nord che l’aveva come candidato Sindaco, oggi ne prende le distanze dicendo che non era “nemmeno tesserato” e che anche per loro era un “insospettabile”.
Intanto pare che i casi accertati siano già 4…..e se non fosse un gioco dell’orrore, scommetteremmo che potrebbero pure salire, visti gli anni di attività come maestro (e cittadino insospettabile) dello stesso…..
Nota: è un caso che in alcuni settori siano state cancellate/boicottate alcune nostre conferenze? Meglio che non si facciano emergere casi così? Chissà….







