Parliamo di spaventapasseri, pedofilia e omosessualità.

Pochi giorni fa un giovane seminarista commentava un mio articolo insultando (con toni poco seminaristi….) la vittima di un prete pedofilo, che a suo dire era (la vittima non il prete) “un tossico…malato di mente…spacciatore…noi lo conosciamo bene e sappiamo che delinquente è” etc. etc..
Nemmeno davanti all’evidenza dei fatti, nemmeno alle immagini pedopornografiche nel computer (“chi di noi non ha scaricato per sbaglio ed ha nel computer immagini così” – sic!!!!) il ragazzino, che speriamo tutti abbandoni la via sacerdotale altrimenti chissà cosa ci troviamo tra qualche anno, prendeva appunto al tangente e non vedeva ciò che era sotto agli occhi di tutti.
Voglio, seppure nella negatività del giudizio, concedergli un minimo di “buona fede”, nel senso che soggetti così purtroppo (per loro e per noi) sono ciechi indottrinati, ai quali è stata applicata quella che in America chiamano la teoria dello “spaventapasseri” (una sottile forma di plagio che funziona ovviamente tanto più i “benficiari” sono, per così dire, portati a credere a certe falsità).
Ovvero davanti ad un caso eclatante, come lo è un reato di pedofilia che coinvolge qualcuno molto importante o in vista, si deve far indirizzare le attenzioni della gente su qualcosa d’altro.
Lo spaventapasseri quindi entra in azione. E non importa se è fatto con una vecchia scopa e dei ciuffi di fieno, che lo rendono così ridicolo e fasullo come una Lacoste comprata in spiaggia il 15 di agosto a Rimini, purtroppo certi miseri volatili, lo prendono per vero.
Lo Spaventapasseri è stato usato, pochi giorni fa anche sulle pagine del New York Times dove il presidente della Lega Cattolica Bill Donohue, ha scritto, a proposito dei casi di pedofilia nella chiesa quanto segue, riportando la falsa equazione “pedofilo = omosessuale”:
“Il ritornello che gli abusi ai danni dei bambini sono una realtà nella Chiesa è due volte falso.. Non erano bambini e non sono stati violentati. Sappiamo dello studio di John Jay (condotto nel 2004 dal John Jay College of Criminal Justice, nda) che rivela che la maggior parte delle vittime sono adolescenti che sarebbero stati inopportunamente tastati. E ciò non è uno stupro. […] Il Boston ha parlato della relazione di John Jay sottolineando che ‘oltre tre quarti delle vittime erano in età postpuberale, e che quindi non veniva soddisfatta la definizione clinica di pedofilia’. In altre parole, il problema è l’omosessualità, non la pedofilia”.
Ed aggiunge: “Francamente è più accettabile per la nostra società difendere i diritti dei detenuti di Guantanamo invece che i diritti dei sacerdoti”.
Non perderò tempo a commentare le falsità riportate, ma stavolta mi limiterò a ribadire questo. Ovvero che ci troviamo in presenza dell’ennesimo nuovo Spaventapasseri.
Per fortuna noi che la conquista del cielo ce la siamo guadagnate volo dopo volo, non abbiamo nulla a che spartire con quelle povere quattro cornacchie, illuse che Spaventapasseri così ancora possano avere una loro funzione.

Un Commento a “Parliamo di spaventapasseri, pedofilia e omosessualità.”

  • samantha:

    Mi piace questa degli spaventapasseri
    🙂 mi fai venire in mente i membri del comitato per pino, la sua presidentessa e quella sensibile signora che ha fatto il mutuo per pagargli le sue personali spese legali 🙂
    Spaventapasseri appunto 🙂

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