Pedofilo latitante, muore solo in un ostello.

Per i giornali locali era “el muerto con cuatro pasaportes”, il morto con 4 passaporti. Ma da pochi giorni quel morto ha una identità precisa. Ed una storia su cui riflettere.
Partiamo dall’inizio, in uno “squallido” ostello viene ritrovato il corpo di un uomo, morto in totale solitudine probabilmente per un infarto. Con sé ha 4 passaporti. Uno dei quali con la sua vera identità: quella di Renato Maltoni.
Chi è Renato Maltoni? Un pedofilo di 64 anni, condannato in via definitiva in Italia (Cuneo) ad 11 anni, per pedofilia.
Ex professore di lettere di Moretta, scomparve un paio di mesi fa quando la Cassazione confermò la condanna. “Venne trovato, mentre stava per prendere un volo per il Sud America, con una trentina di video in cui compariva lui stesso mentre compiva atti sessuali con minori di origina equadorena. Era ricercato anche in Ecuador per questo.” 
Con sé oltre ai 4 passaporti il pedofilo aveva anche parecchi soldi in diverse valute, un notebook “bloccato” (ora al vaglio degli inquirenti) ed “un libricino con dati di siti internazionali collegati alla tratta di persone e al traffico di organi”, segno di quanto in rete questi soggetti siano.
Cosa faceva in un paesino a mille chilometri da Buenos Aires? Ovviamente l’insegnante. Perchè il pedofilo, benché latitante, non perde il vizio.
La sua storia però ci racconta anche un altro aspetto. Non solo quello di poter godere di soldi e coperture. Ma anche quello di dover vivere braccati, in sperduti paesini e sempre all’erta. Poiché se non è la polizia che giunge a portarti via, manette ai polsi, è la morte. Che ti coglie in totale solitudine, dentro uno squallido ostello. Squallido come te.

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