Pena ridotta all’abusante perchè di cultura modesta…..

Partiamo dalla frase dell’avvocato difensore, che ha insistito sul concetto di “famiglia problematica”.
Passiamo alla pena, irrisoria: 3 anni e 4 mesi. Per “violenza sessuale contro al figlia e maltrattamenti contro la moglie”.
Arriviamo ai fatti: da un paio di giorni è in carcere un contadino sessantenne residente in provincia di Padova, reo di aver abusato la figlia (“tu dovrai sostituire la mamma a letto”!) affetta da disturbi della personalità e di aver maltrattato la moglie (che soffre di ritardo mentale) obbligandola anche ad avere rapporti sessuali con altre persone davanti a lui.
I fatti sarebbero accaduti dal 2002 al 2008. Un periodo di tempo lunghissimo se pensato nell’ottica del male ricevuto.
La cosa che colpisce dall’entità della condanna è che pare si sia tenuto conto la scarsa cultura dell’imputato (che non ha comunque ottenuto nemmeno la richiesta semi infermità mentale), in quanto avente solo la terza elementare.
La famiglia quindi, culturalmente povera e disastrata come alibi ad una serie di violenze che hanno segnato persone già di per sé ferite.
Non vediamo l’ora di avere tra le mani la sentenza per capirne di più. Per ora ci limitiamo a evidenziare – e denunciare –  la follia anacronistica di un simile giudizio…..

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