Prometeo – Gruppi di auto aiuto per vittime di abusi: ora anche per gli adolescenti.

stop child abuse
Sono ripartiti i nostri gruppi di auto aiuto. E da quest’anno una novità: il gruppo per adolescenti. Citando le parole di una persona che adolescente non lo è da un po’ di lune 😉 “avessi avuto io alla loro età questa opportunità la mia vita sarebbe stata diversa”.

Tra le frasi raccolte nel ultimo gruppo di auto aiuto, tenutosi domenica scorsa nella nostra sede alle porte di Bergamo, ve ne riporto un paio.

La prima è in realtà di Dominique Lapierre, l’autore tra i tanti capolavori di La città della gioia:
“se la strada non c’è, falla!”. Un insegnamento a spronare chi non crede di potersi liberare dalle catene di un abuso che spesso, se non risolto, condiziona la propria vita.

L’altra frase arriva da una ragazza che anche solo pochi mesi fa stava nel pineo di quel tunnel di dolore e incapacità di vedere la vita e che oggi invece urla ai quattro venti: “si può tornare a galla dopo l’abuso”.

Ultima frase, per par condicio, ad un pedofilo. Un padre pedofilo che chiamato in causa affinchè chiedesse scusa ai propri figli (scuse che ai figli sarebbero “bastate”/servite per cicatrizzare le loro ferite) ha risposto: “semmai chi deve chiedere scusa sono loro”.

 

Nota:
Per aderire ai gruppi (che non hanno ovviamente alcun costo!!!!!!), questi i contatti:

mandare una mail a prometeobrescia@yahoo.it oppure telefonare al
numero: 0364 880593 .
Forza che la vita è lì pronta a riabbracciarvi…e nessun dolore è per sempre!

gruppo auto aiuto pedofilia

La frase che segue è stata estratta  invece tolte da una pagina di Facebook (Humans of New York) dove ci sono interviste a Newyorkers, cittadini di New York.  Questa è stata detta da una ragazza e riassume in pieno lo spirito del nostro lavoro e del nostro gruppo:
<< Qual è stato il momento più triste della tua vita?”
“La mia tragedia personale, vuoi dire. Sicuro che vuoi sentirla?”
“Certo”.
“Sono stato abusata sessualmente da un membro della mia famiglia tra gli otto e i dodici anni. Ma, onestamente, non mi va neanche più di parlarne, perché ho finalmente compreso che non è questo aspetto della mia vita a definirmi. A lungo mi sono considerata una vittima, ma sono andata oltre. Sono arrivata al punto di rendermi conto che la mia vita mi appartiene perchè io possa reinventarla e goderne, e che il mio futuro sarà unicamente il risultato delle mie scelte”. >>

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