Repetita Iuvant. Storie di ordinaria pedo-follia.

Odio ripetermi. Ma partendo dal presupposto che i latini la vedevano più lunga di noi, tengo sempre presente il detto che “le cose ripetute aiutano”, non fosse altro che ogni giorno siamo bombardati da migliaia di informazioni e ricordarle tutte, in effetti, non è sempre facile.
Se a questo aggiungiamo che si sta parlando di bambini, capite come ancora una volta i concetti sa meglio sottolinearli più e più volte.
Due le frasi che oggi ripeto.
La prima è che quando affidiamo i nostri bimbi a qualcuno non facciamo (quasi) mai le dovute verifiche.
È vero che anche quando le verifiche vengono fatte il predatore riesce a farla franca ed a camuffarsi bene ma è pur vero che una qualche verifica in più non fa male ed al contrario permette, se non sempre comunque spesso, di evitare di portarsi il mostro a casa.
A Brescia una donna affida la propria figlia al vicino di casa. Un algerino disoccupato che, si offre di fare da baby sitter.
Tutto ok fino a quando la bimba non comincia  a mostrare alcuni indicatori di possibile abuso sessuale.
Non dorme la notte, disegna immagini a sfondo sessuale, continua a lavarsi nelle parti intime sentendosi “sporca” e via discorrendo per un lungo elenco.
La donna ne parla con la moglie del pedofilo la quale (prima volta in Italia? Se non prima sicuramente tra le prime) anziché sbatterla fuori casa al grido di “mio marito è una brava persona pensi a sua figlia che chissà cos’ha visto”, mette il marito alle strette, facendolo confessare e registrando, di nascosto, il racconto del crimine.
Le donne si rivolgono allora alla Polizia e l’uomo viene arrestato.
Un abbraccio speciale a questa moglie che non definiremo né coraggiosa né in altro modo che non sia : civile!
Già, non si è comportata da super eroe perché non c’è nulla di super nel difendere i bambini abusati. Si è comportata da persona normale, umana, civile appunto. E come tutte le persone civili ha asciugato le lacrime di dolore di una bimba.
Resta il discorso fatto in apertura: che baby sitter è un uomo disoccupato che conosciamo solo perché vicino di casa?
Seconda frase, sempre per la serie, repetita iuvant: “parlatene con i vostri figli, senza allarmarli allertateli su cosa accade là fuori”, perché solo chi sa si può meglio difendere e se “l’incidente” come amo chiamarlo io accade, lo si può affrontare (e superare) più facilmente.
Milano. L’abile predatore ha una tecnica oramai consumata. Avvicina i bambini (con una falsa identità) negli oratori e nei parchi giochi (suoi territori di caccia), regala loro gadgets legati al mondo del calcio (palloni, maglie, etc.) e una volta che i bambini si fidano di lui li porta in un posto appartato e li abusa.
Abile il predatore usava addirittura telefoni cellulari intestati a cittadini cinesi presenti nel nostro paese, pensando così di farla franca.
Si arriva a lui grazie al fatto che due bimbi si ribellano e parlano coi propri genitori.
La cosa sconvolgente invece è che il predatore, le cui indagini sono attualmente top secret (e per questo non ne diamo il nome) avesse colpito in più parti d’Italia. Per i carabinieri ad esempio c’è la “certezza che abbia abusato di un bimbo di 8 anni figlio di una donna nomade da lui frequentata a Pescara”, ma tracce del suo passaggio deviato stanno portando gli inquirenti a Torino, Venezia, Padova e Ferrara.
Difendiamo i nostri figli dai pedofili. Alziamo la guardia. Allertiamoli.
Repetita iuvant.

Un Commento a “Repetita Iuvant. Storie di ordinaria pedo-follia.”

  • MARY:

    Per fortuna c’è ancora gente SANA con principi sani,gente onesta che non tollera gli abusi nemmeno quando a chi farli gli è così vicino e nonostante sarebbe stato molto piu’ semplice negare e fare finta di niente come,purtroppo,fanno in tanti…. 🙂

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