Ricordando Mino Damato

Ci eravamo conosciuti dietro le quinte di uno studio televisivo.
L’ultima volta mi  chiamò un paio di mesi fa. Alle 10 di sera. Chiusi il telefono più di un’ora dopo.
Poi non riuscii più a mettermi in contatto con lui ed oggi capisco il perché.
Era indignato per un caso che seguivamo. Disse: “questi non sono solo la feccia dell’umanità. Sono dei matti. Matti pericolosi”.
Parlammo poi dei bimbi della Romania (“Ti raccomando non mollarli mai!” mi disse) e di tanti progetti, tra cui l’idea che mi facesse lui la prefazione alla nuova edizione del libro di Bucarest.
Di lui le parole più belle secondo me le ha dette Pippo Baudo al Corriere della sera:
”portava su di sé il peso dei problemi del mondo”.
Era un grande uomo ed un grande giornalista, emarginato da una Tv che oggi premia soprattutto i mediocri.
Ciao Mino, che starai abbracciando al tua piccola e giocherai con lei e con tutti i bimbi che hai incontrato e che la  malattia ci ha rapito prima del tempo.
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2 Commenti a “Ricordando Mino Damato”

  • so che aveva fondato un'associazione per aiutare i bimbi rumeni e malati di aids.  ora di giornalisti che fanno il loro lavoro con serietà e che portano su di sè il peso dei problemi della gente, temo non ce ne siano rimasti molti.

  • Quando ho sentito alla TV che era morto Mino Damato, ho provato una stretta al cuore…Ero una sua fan di tanti anni fà, quando era un giornalista famoso ed affermato.
    Poi, non sò il perchè, la RAI lo ha messo da parte, ma il suo ricordo in me è sempre vivo e pieno di gratitudine per le tante belle iniziative che ha saputo mettere in atto, soprattutto con i bambini malati di AIDS della Romania.
    Ciao Mino, ora riposa in pace accanto al Signore e a tua figlia…

                                                           Lilly

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