riflessione sulle dichiarazioni della sorella di Pino la Monica

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“Lasciate entrare il cane coperto di fango, si può lavare il cane e si può lavare il fango…
Ma quelli che non amano né il cane, né il fango… Quelli no… Non si possono lavare…”
(J. Prevert)
 

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lamonica-elena
 
Era da un po’ che non si sentiva parlare di lui. Da quando Pino aveva, sicuramente dietro mirati consigli, scelto il silenzio (….) dopo aver dichiarato che avrebbe denunciato tutti quanti (noi compresi) per quanto in risposta alle sue dichiarazioni avevamo detto.
Certo, ribadiamolo, forse avremmo dovuto scegliere altri toni, ma la sostanza resta immutata, soprattutto quando uno come lui, condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi per abusi su 9 bambine e detenzione di materiale pedopornografico estremo (ben 399 files…fa sempre bene ricordarlo!) aveva dichiarato che lui i corsi per i bambini li avrebbe fatti comunque.…..
Ora torna a parlare la sorella. Con quale titolo non è dato saperlo.
Riportiamo innanzitutto l’articolo, apparso sulla Gazzetta di Reggio:
 
 

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Elena La Monica: ''Il sistema giudiziario italiano è iniquo '\
"Violenza accertata. Intercettazioni ambientali. Niente nome e niente foto sui giornali. Forse per tutelare il bambino…o l'uomo"?
A parlare è Elena La Monica, la sorella di Pino l'educatore-attore di teatro che lo scorso giugno è stato giudicato colpevole e condannato a nove anni e nove mesi per pedofilia. Si tocca con mano l'amarezza nelle sue dichiarazioni riguardo agli sviluppi del recente caso del 45enne che ha abusato di suo figlio di 5 anni.
"Le intercettazioni ambientali – continua Elena – come sostiene il 'Comitato insieme per Pino' da ormai tre anni, sono utilissime e indispensabili per l'accertamento della verità ma ovviamente non sempre si usano. Nel caso di Pino La Monica avrebbero compromesso la possibilità di condannarlo ugualmente, nel caso di innocenti le intercettazioni sono scomodi testimoni della verità! Eppure niente di più facile che piazzare telecamere nelle decine di scuole dove Pino lavorava, tutti avremmo assistito ai 'fantastici' episodi raccontati nelle denunce".
La sorella di La Monica ammonisce "e infine nessun riguardo per l'essere umano – riferendosi a Pino – prima ancora di svolgere qualunque indagine e effettuare qualunque verifica lo si infama come mostro con tanto di nome cognome e foto su tutti i giornali locali e nazionali. Certo, in assenza di abusi serviva il consenso dell'opinione pubblica! E in questo caso del papà, dove l'abuso è certo, niente foto e niente nome e so anche come andrà a finire: patteggiamento o rito abbreviato perché ai colpevoli conviene e farà sì e no due anni di arresti e come premio gli daranno i domiciliari".
Nonostante la sentenza per Pino La Monica non sia definitiva e l'educatore resti per ora libero, Elena non è affatto clemente con il sistema giudiziario italiano: "Risultato di questo sistema di giustizia: innocenti in galera per 9 anni e rovinati per sempre dai giornali e colpevoli fuori a spasso senza che nessuno le sappia nulla. Complimenti, e questo sarebbe un Paese civile"?
 
Dopo queste esternazioni è difficile restare calmi. Ma ci proveremo, sperando che l’articolo sia anche sul tavolo della Procura e dei legali delle bambine abusate dal sig. La Monica.
Vorrei però sottolineare giusto un paio di punti:
a) La signora La Monica non parla di pedopornografia. Come se quei 399 bambini stuprati (ma forse sono di più se ipotizziamo più di un bambino per ogni immagine) non esistessero.
Lì, mi chiedo che intercettazioni ambientali avrebbero potuto fare gli inquirenti. Ma soprattutto mi chiedo cosa sarebbe emerso dai filmati? L’immagine di un soggetto che sta scaricando e guardando quella roba, eccitandosi?????
Forse è stato meglio evitare agli inquirenti una simile visione……
b) il sig. la Monica, come abbiamo già scritto più volte ha scelto, insieme al suo Comitato la strada della visibilità. Si è esposto, ha fatto conferenze stampa a destra e manca, rilasciato interviste che avevano lo scopo di appagare una evidente personalità narcisistica (d'altronde fa l’attore ed agli attori si sa piace stare in mezzo alla scena,  o no?!) ed ha mostrato il suo volto ovunque.
Se non l’avesse fatto? Se avesse fatto come il 90% dei casi che pure noi seguiamo nessuno, e dico nessuno, saprebbe quello che oggi sa di lui. Partendo dal suo nome, dal suo volto, dai suoi corsi.
Quindi, ricapitolando, nel momento in cui si è esposto è stato giusto, più che giusto, che accettasse gli applausi (del popolino pagante: leggasi supporters) ma anche che mettesse in conto i fischi, tanti del popolo civile ( leggasi Italia tutta).
E dire: che non c’è stato “ nessun riguardo per l'essere umano” è quanto mai anacronistico. Ma soprattutto, per l’ennesima volta, a mio avviso, irrispettoso nei confronti delle vere vittime: le bambine abusate (+ i 399 files….).
c) la teoria della cospirazione non regge. Né qua né altrove. In un momento storico dove sono più quelli che la fanno franca, chi viene condannato per abusi è perché ha a monte fior di prove. Le stesse che valgono in tutto il mondo e che non potranno certo cambiare le sorelle dei pedofili.
Quanto al caso di Reggio Emilia, essendo un caso di abuso familiare vige la regola  che il nome dell’abusante non deve uscire per evitare che si risalga alla vittima.
d) concordo invece sull’ultima domanda che pone la sig. La Monica: “questo sarebbe un paese civile?”.
Risposta: NO, non lo è. Poiché si permette a gente condannata per un reato gravissimo di continuare a stare libera. Di parlare. Di accusare le vittime.
Un paese civile i pedofili li blocca, li tieni monitorati e soprattutto impedisce che passino l’estate dopo una sentenza di condanna a lavorare con i bambini. Ma quest’ultimo esempio ovviamente non riguarda suo fratello. O no?\

3 Commenti a “riflessione sulle dichiarazioni della sorella di Pino la Monica”

  • Lapidare la "gentil sorella" insieme al povero fratello, NO? Anzi, la "gentil sorella" la bisognerebbe invitare a fare una gitarella nelle carceri dove i detenuti si fanno "giustizia da sè" e abbandonarla lì, chissà, magari le piacerebbe pure!

    Ecco cosa sarebbe civile!

    Dire che sono schifata, nauseata e sconfortata è dire poco!
    E lo so che poi passo dalla parte del torto esprimendomi così, ma non riesco a stare zitta.

    Massimiliano, per te nutro sempre un' immensa stima, e grazie per avermi aperto gli occhi (da tempo ormai)!

  • elena… dico, elena, ma le foto? le 399 foto pedopornografiche? sono comparse così, dal nulla? magari ci verrà a dire che anche suo fratello, come tadini, le collezionava per motivi di "ricerca"?

    e si trovi una scusa migliore: quella delle cospirazioni è ormai vecchia e logora.

  • a44a:

    Ogni scusa è sempre buona per non sollevare la testa dalla sabbia, che faccia tosta che hanno certe persone, negare anche l'evidenza……….

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