sATIRA pEDOFILA: DUE VOSTRE LETTERE E LA RISPOSTA AL QUIZ DI IERI

UNA RISATA VI SEPPELLIRA’.
 
Ieri sera ho ricevuto due lettere.
A dire il vero ne ho ricevute molte di più, ma senza togliere nulla a nessuno, due sono quelle che mi sono letto e riletto. E che hanno dato un senso al mio impegno. Al vostro dolore.
La prima è di un’amica. Che quando se la sentirà si racconterà in queste pagine.
Per ora mi limito a citarla, senza altro aggiungere, che non sia il mio abbraccio più sincero. Perché è speciale e sta già tornando alla vita.
L’altra è di una mamma. Di un caso che abbiamo conosciuto ed affrontato molto da vicino.
Mi scrive tante cose, mi/vi ringrazia e mi fa una domanda. Che rigiro a voi.
Il “suo” predatore è stato condannato. Ma paradossalmente oggi è più che mai “presente” nella loro vita.
“Mia figlia esce di casa e rischia di incontrarlo.
Apre il giornale per scegliere quale film andare a vedere (lei adora andare al Cinema e mangiarsi montagne di pop corn) e se lo ritrova sorridente nell’ennesima fotografia. Incomincia a navigare in internet, ha una sua pagina facebook (che noi controlliamo accuratamente) e pure lì se lo ritrova.
Cosa deve fare? Ma soprattutto cosa devo dirle, per rassicurarla? (…)
Mi piace nel blog il modo in cui spesso dai voce ad un dolore così grande, anche facendo nascere in noi un sorriso. Ecco forse potremmo sconfiggere il male così. (…) Come hai scritto nel tuo libro nero della pedofilia, guardando il male negli occhi e facendo in modo che sia lui ad abbassarli”.
 
A questa madre ho già risposto in privato.
Prendo spunto però dalla sua storia, nota molto nota ma che per motivi che oggi non posso spiegare non diremo subito qual è, mi collego al quesito che vi ho posto ieri.
Riportando questa frase:
‹‹ Su questo tema (la pedofilia) mi auguro si apra presto un dibattito serio e pacato, oggettivo, non emotivo, che aiuti a fare chiarezza.
E' l'unica strada che ci rimane per combattere questa terribile piaga.››
 Vi avevo chiesto di chi fosse.
Non ci crederete, ma purtroppo la frase è di Pino la Monica.
Vivo queste frasi come provocazioni.
Forse il sig. La Monica sta giocando e pensa che noi gli stiamo facendo da marionette, com’è abituato a fare manipolando chi gli sta intorno affinché lo creda puro e innocente.
Ma noi, abbiamo un po’ più di esperienza e di fiuto di lui, per lasciarlo illudere.
Per non farci strumentalizzare.
Quando la scorsa settimana chiesi ad alta voce che se ne stesse zitto è proprio a questo che alludevo.
Per i processi esistono i Tribunali, non le piazze, e per gli spettacolini i circhi.
Ma qua non si tratta più né di processi né di spettacolini.
Qua si cade nel pessimo gusto. Nella palese presa dei fondelli. Ma non dei nostri, assolutamente no.
Qua si prendono per i fondelli i bambini abusati e le loro famiglie.
E questo rende la cosa inaccettabile.
Come già scrissi La Monica non si fermerà, anzi. Aspettiamoci sparate di grana più grossa.
Per ora prendo spunto dalla lettera della madre sopra citata e del suggerimento da dare alla figlia.
Sì. Guardiamoli in faccia. Ridiamo di loro. E ricordiamoci che oggi, che sono stati smascherati, non possono più nuocere a nessuno.
Ma soprattutto non possono più nuocere a noi.
E se vogliamo buttare la cosa in “scherzo”. Se vogliamo proprio strapparci una risata, bhè allora guardiamo la foto che segue, fatta appunto con il solo scopo di divertirci e riderci sopra.
Nulla di male, suvvia, solo una piccola innocente caricatura.
Di satira: pedofila.
La guardiamo, magari la stampiamo e ce la appendiamo sopra al frigorifero.
Ed ogni volta che, prendendo per mano nostra figlia, usciremo in strada ci ricorderemo che nulla ci può più fermare, perché quel nulla è imprigionato per sempre in una comica caricatura.
E se il disturbante vociferare dovesse tornare a farsi sentire, potremo sempre prendere un bello spillone e giocare, noi, con la formichina qui ritratta.
PINO LAMONICA BAMBOLINA

6 Commenti a “sATIRA pEDOFILA: DUE VOSTRE LETTERE E LA RISPOSTA AL QUIZ DI IERI”

  • lui? parla??? ancora????????

  • no, hai ragione max, aspettiamoci sparate di grana più grossa. e quindi inutile farsi il sangue amaro, piuttosto ridiamo di loro.

  • Si è vero bisogna ridergli in faccia e magari anche qualchesputo non guasterebbe

  • Cara mamma giustamente preoccupata mi viene da dire che fossimo in uno Stato serio questo non avverrebbe, primo perchè il condannato avrebbe il "buonsenso" di allontanarsi, secondo perchè sarebbe lo stato attraverso le sue strutture ed organizzazioni ad impedirlo …
    ma siccome siamo in Italia, allora l'unico suggerimento che mi sento di dare è quello di cambiare città, spostarsi di quei km sufficienti per non rischiare di incontrarlo sempre dietro l'angolo e sono certa che vostra figlia apprezzerebbe molto il gesto…
    Un abbraccio stretto !

  • yzy:

    un’abbraccio alla mamma che scrive e sua figlia. gurdare il male negli occhi perchè sia lui ad abbassarli (grande max!), esatto cara mamma. non me la sento di dare consigli pratici sul che fare completamente al buio, ma l’unica cosa che mi sento di suggerire e di ricordare con tanta forza, quella che avete tirato fuori nella vostra lotta, ad abbassare lo sguardo, ad essere preoccupato di incontrarvi, in defintiva a vergognarsi, deve essere lui. perchè di fornte a voi, al vostro coraggio e al vostro esempio, lui non può che vedere in prospettiva la sua miserrima statura. voi potete camminare a testa alta in un tutte le strade del mondo.

  • In tutto il mondo ed in diversi contesti "insospettabili" si scoprono brutalità di una efferata crudeltà, che chiedono una giustizia che ha fondamento nella più profonda consapevolezza dell'umanità.
    Guai ai predatori di bambini.
    Per loro prigione, controlli severi anche dopo aver scontato la pena, allontanamento da ogni ambiente riservato all'infanzia.
    Non c'è nulla da discutere.
    Per cui, perdonate la presunzione, non sono sorpreso che la richiesta di "parlarne senza farsi trascinare dall'emozione" provenga da un condannato per pedofilia.
    Solo un pedofilo o un connivente possono pensare che ci sia un dibattito da affrontare. La cosa peggiore che si possa fare ad un nemico è colpirne i figli. Chi alza un dito su un bambino è mio nemico.
    Un saluto,
    Rik

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