Sradichiamo una cultura a favore del maschio. Abusante.

abusi sulle donnePremessa.
L’altro giorno vi ho parlato della giovane prostituta che incinta di 7 mesi è stata stuprata per tre ore da due marines americani delle basi usa di Vicenza (http://www.massimilianofrassi.it/blog/quando-i-bambini-sono-oggetti-da-usare-riusare-rompere.html ).
Ieri invece ho letto sul quotidiano L’Unione Sarda una notizia che apparentemente può far nascere una risata (e ora spiego perché) ma che in realtà denuncia l’ennesima violenza a danno di una donna.
Donna che per anni ha subito le vessazioni del marito il quale (e qua può partire la risata) si vestiva da Bat Man per (fine risata) abusarla. Usando spesso oggetti vari (zucchine in particolar modo) e obbligando la moglie stessa ad indossare abiti bizzarri.
Dopo anni di angherie la donna (lei casalinga, lui camionista) ha trovato il coraggio e la forza di ribellarsi, fuggendo e denunciandolo.
Cosa accomuna queste due notizie?
Non la violenza denunciata, emersa in entrambi i casi no. Facile pensare che sia quello.
In comune ci sono i commenti apparsi sui giornali locali, della Sardegna e del Veneto. Dove non ci si è interrogati/scandalizzati per le violenze fatte, macché. La cultura machista, ancora troppo imperante ha potuto dare il meglio di sé, spaziando dal “si era stufata di zucchine” a “ma non si vergogna a prostituirsi essendo incinta?” frase questa che posso capire di pancia ma non di testa. Di testa capisci che forse la povera disgraziata veniva fata prostituire e non aveva certo scelto lei di starsene in strada. Ma un ragionamento così prevede una coscienza e certi soggetti coscienza non hanno.
Chi ancora si chiede come una donna se “sta davvero male non se ne va subito” non conosce, o finge di non conoscere, certi meccanismi. Fatti anche di paura, vergogna, dolore…e “amore”…malato di sicuro e per questo castrante, se visto nell’ottica di una fuga per la vita.
Parliamone ai nostri figli. Lavoriamo con loro. Ripuliamo le loro menti da duemila anni di cultura machista, ipocrita, anacronistica e pericolosa.

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