STAGIONE DI CACCIA: I NUMERI DEL MALE.

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Ci siamo occupati spesso in questo blog di turismo sessuale, in aumento nella stagione estiva, stagione di caccia preferita anche se oggi, grazie ai voli Low Cost ed alle maggiori facilità di spostammo che ne conseguono, è stagione di caccia tutto l’anno.
Una decina d’anni fa ci imbattemmo in un caso che torno a raccontarvi (dico torno perché credo di averne già parlato). Dopo una nostra conferenza alcune donne si avvicinarono raccontandoci che nel bar del paese un tizio era solito radunare gli amici per grandi bevute al suo rientro dall’ennesimo viaggio del sesso. Alcuni poi lo seguivano a casa, dove lui mostrava le foto realizzate con le sue “scimmiette”.
Non so se fu l’uso della parola, “scimmiette”, o la spregiudicatezza dell’individuo (peraltro tipica di quelli come lui) a ferirmi di più.
Oggi a distanza di tempo, credo che sia stata proprio la parola. Quel suo sminuire, ulteriormente, le prede paragonandole ad animaletti selvatici. Con cui giocherellare, dopo averli tolti dalle gabbie. Offensiva sì, ma forse pure coerente. Con la loro condizione di vita.
Già, perché le scimmiette di cui parlava erano delle bambine, anche di pochi anni d’età.
Che riuniva nel suo lettone per – direbbe lui – “giocare” per – diciamo noi – “stuprare!”.
Segnalammo la cosa ai carabinieri. Fummo minacciati e querelati (querela vinta, come tutte le poche prese) ma dopo una approfondita perquisizione la bestia fu arrestata. E si scoprì che le foto con le“scimmiette” andavano indietro nel tempo, anche fino a 15 anni prima.
15 anni di abusi a cadenza annuale. Certificati. 15 anni di violenze impunite. Di viaggi a caccia di bambine. Le prime abusate oggi forse non c’erano già più. O erano madri di altre bambine, altre prede.
Ma anche 15 anni di bevute al bar, per vantarsi.
Penso sempre a lui, quando penso ai turisti sessuali.
Lui morto di aids tre anni fa………
Per oggi non aggiungo altro di mio. Ricordo solo che la nostra legge ci permette di arrestare, in Italia, chi va a caccia di anime all’estero.
Riporto un articolo di Flavia Amabile, apparso alcuni giorni fa su la stampa. Con un lungo dolorosissimo elenco di cifre.
I numeri del male. Che male appunto fanno se dietro ognuno di loro vediamo gli occhi di nostro figlio. Figlio la cui estate anche quest’anno sarà stata, per certi versi, indimenticabile.
Ah dimenticavo un'ultima cosa, ovvia, scontatta, ma importantissima: il turista sessuale, poi, è qua che torna…..
child_sex_tourism
 

ARTICOLO: 80mila italiani turisti sessuali.
Dopo un lungo processo, un italiano di 75 anni è stato condannato in Colombia a 15 anni di carcere per aver abusato di un 14enne, istigazione sessuale e pedopornografia. E' la prima sentenza di questo tipo in Colombia su uno straniero e non è un caso che venga eseguita proprio su un italiano. Il giornale mi ha chiesto di spiegare il perché.
Sono ottantamila gli italiani turisti del sesso, malati al punto da girare il mondo per trovare minorenni e soddisfare le loro perversioni. E’ un esercito, uno dei più nutriti al mondo: di popolazioni altrettanto dedite a questa pratica non è detto che ce ne siano molte.
Si tratta di fenomeni che avvengono all’estero, dunque il governo italiano può combatterli attraverso eventuali campagne informative come quelle organizzate in Kenya o in Brasile. Oppure attraverso iniziative mirate. Nel novembre del 2008 Michela Brambilla – oggi ministro del Turismo e allora sottosegretario – aveva denunciato questi «numeri che fanno paura» e organizzato un incontro tra Governo e operatori del settore uniti per un turismo responsabile per chiedere «a tutte le realtà della filiera turistica, di sottoscrivere un codice di ‘Certificazione Turismo Etico’.
Due anni dopo i numeri degli italiani amanti del turismo sessuale probabilmente sono aumentati ma il codice è salito alla ribalta delle cronache soltanto per essere diventato un suggerimento del governo inserito nel testo sulla pedofilia in discussione in Parlamento.
Dal primo luglio è anche entrata in vigore la Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e l'abuso e quindi per contrastare anche il turismo sessuale ma l’Italia è fra i Paesi che ha solo firmato il testo senza ratificarlo.
Nel frattempo, gli appassionati del sesso proibito crescono. Sono sempre più giovani – hanno appena 20-30 anni – si recano andare nei Paesi in via di sviluppo non per spirito di avventura o di conoscenza di nuove terre, ma per incontrare sessualmente un minorenne. Qualche anno fa, la loro età media era più elevata, avevano circa 30-40 anni.
Complessivamente, i minori vittime di sfruttamento sessuale nel mondo sono stimati in 2 milioni; un quarto vive in Asia. Sono i dati più aggiornati esistenti sulla materia e sono stati elaborati da 'Legale nel sociale', un'associazione di avvocati impegnati nel terzo settore.
Il fenomeno – è stato ricordato dall'associazione che ha fatto riferimento a dati dell'Unicef e dell'Ecpat (End child prostitution pornography and trafficking)- è in gran parte sommerso e i dati si riferiscono a stime, certamente calcolate per difetto. Il turismo sessuale è così diffuso e drammatico che non può essere considerato un fenomeno da far risalire alla pedofilia: infatti, tra i turisti sessuali solo il 3% è pedofilo.
Si parla di un giro d'affari da 250 miliardi l’anno; 10 milioni i bambini coinvolti, oltre 2 milioni sarebbero di aborti; 1.640.000 i tentativi di suicidio; 2.500.000 gli stupri; 300.000 nuovi casi di Hiv e 4.500.000 i bambini infettati da Papilloma virus.
Godere dell'attenzione di un minore costa mediamente 20 dollari. Ma in alcuni paesi, come il Brasile e le Filippine, le tariffe scendono addirittura a cinque dollari. In Thailandia, si arriva anche a 40 dollari mentre nella Repubblica Domenicana si spende al massimo 30 dollari. Cifre del tutto insignificanti per i paesi ricchi ma che rappresentano un'entrata preziosa e ambita nelle comunità povere e disagiate dei paesi in via di sviluppo.
Il turista del sesso proveniente dall'Europa occidentale, italiano compreso, predilige mete asiatiche e africane. Il paese dove si stima il maggior numero di bambini vittime è la Cina (600 mila) seguito da India (575 mila), Messico (370 mila), Thailandia (300 mila); Nepal (200 mila), Filippine (100 mila). Nello Sri-Lanka (30 mila), l'80% dei bambini coinvolti nello sfruttamento sessuale sono maschi. –  Articolo di Flavia Amabile , da La Stampa.  –

2 Commenti a “STAGIONE DI CACCIA: I NUMERI DEL MALE.”

  • trovo importante sottolineare, oltre alle cifre – agghiaccianti -, quel dato riportato nell'articolo: i pedofili sono sempre più giovani, si parla di 20-30 anni.  chissà se riusciremo a toglierci dalla mente il vecchio stereotipo del pedofilo che si riconosce dalla faccia bavosa e calva o dall'impermeabile scuro…

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