Articoli marcati con tag ‘abusi sessuali sui disabili’

Abusa per 14 anni la figlia disabile. Per il suo legale “lei è consenziente”.

Abusa per 14 anni la figlia disabile. Per il suo legale “lei è consenziente”.
Quanto dura un abuso? Non me lo chiedo nel senso letterale del termine, me lo chiedo rispetto a quelle ferite dell’anima che se non guarite, con pazienza e amore, possono durare una vita intera. Mi sono fatto questa domanda dando la seguente risposta quando ho letto di quel “padre” arrestato a Roma in flagranza di reato (grazie alle telecamere) mentre per l’ennesima volta abusava della propria figlia, disabile. Gli abusi sono iniziati quando al bambina aveva 11 anni. Sono terminati solo oggi, che di anni ne ha 25. 14 anni di abusi sessuali, violenze psicologiche e fisiche. Umiliazioni, verso quella figlia che in realtà era il giocattolo sessuale del padre padrone, “mostro” l’hanno chiamato i giornali anche se poi scopriamo che nella vita di tutti i giorni non è quella l’immagine che hanno. “Mamma non vedeva…mamma non sapeva” ha ripetuto come un mantra la ragazza che ha l’età mentale di una bimba. La prima volta che ha trovato la forza di raccontare di quel padre abusante (il realtà patrigno, in quanto lei era figlia di un precedente matrimonio della sua compagna) è stato poco tempi fa ad una assistente sociale che senza perdere tempo, ha segnalato il tutto per le verifiche del caso alla Questura (e poi da lì l’ordine di mettere el telecamere, vista la difficoltà nel reperire prove). La bimba non veniva mai chiamata per nome. Se un nome aveva era quello di “cretina”….. Benché ritenuta invalida in modo totale per il disturbo mentale, la ragazzina non si è mai contraddetta, nonostante la paura di perdere la casa e la famiglia. Anzi ha raccontato cosa l’ha realmente terrorizzata in questi anni: la possibilità che la mamma non tornasse più a casa e lei restasse per sempre da sola con l’abusante. Dai giornali riportiamo uno stralcio, incommentabile a nostro parere, ma noi siamo di parte, noi difendiamo i bambini abusati….: “L’interrogatorio (della bambina) è durato tre ore. Il padre-padrone è uscito dall’aula all’apparenza baldanzoso. “Non sta bene. Non è lucida” continua a essere la sua versione. Per la difesa comunque non è un caso facile. “C’è solo una prova sulle presunte intimità, è quella del filmato in mano alla procura” sostiene il difensore dell’operaio di Tor Marancia, l’avvocato Alessandro Iannelli. “Noi riteniamo che ci fosse consenso. Del resto la ragazza è anche integra”. Chiudo tornando alla domanda con cui ho aperto. Quanto dura un abuso? Può continuare tanto, tantissimo. Soprattutto quando rileggono cose così….. “Se non lo fa nessuno ti chiedo scusa io, per quelli che hanno un nome e una faccia, li puoi chiamare uomini” Pooh, Il silenzio della colomba.

Non cessano gli abusi su bimbi (e adulti) gravemente disabili.

Non cessano gli abusi su bimbi (e adulti) gravemente disabili.

Partiamo dalla notizia che riportiamo integralmente nel comunicato Ansa e che ci porta ad una condanna, importante, di anni 11 per abusi su un uomo affetto da un grave ritardo emanale che lo rendeva in realtà una sorta di bambino nel corpo di un adulto. Diciamo solo che di casi così ce ne sono tantissimi…..
«Il Tribunale di Taranto (presidente De Tomasi) ha condannato a 11 anni di carcere un orologiaio di San Giorgio Jonico, Enrico Randazzo, di 64 anni, accusato di abusi sessuali nei confronti di un uomo di 32 anni con un grave disagio mentale. L’imputato fu arrestato il 24 luglio del 2010 insieme ad altre tre persone (tutti pensionati di età compresa tra i 66 e i 73 anni, con precedenti specifici) già condannate con rito abbreviato a pene comprese tra i 4 anni e due mesi e i 5 anni e 2 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, gli arrestati adescavano la vittima in un negozio di orologi, in auto o in un garage con banali scuse, la promessa di lavori o in cambio di pochi spiccioli, e lo sottoponevano ad abusi sessuali. Il disabile si è poi confidato con il personale di Carosino (Taranto) dell’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale (Anffas) ed è scattata la denuncia. Il pm Lucia Isceri aveva chiesto per Randazzo la condanna a 8 anni e sei mesi. »
Da Taranto a Brescia. Dove un’altra squallida vicenda è venuta alla luce, in un contesto comunque ancora dai contorni non chiari.
Tre sono gli anni di reclusione a cui il Tribunale di Brescia ha condannato un trentenne della Franciacorta, riconosciuto parzialmente invalido mentale (sic) e reo di aver abusato della propria sorella gravemente disabile.
La ragazzina era stata tolta all’età di 14 anni dalla famiglia, dietro pressioni di una insegnante attenta che, insieme ad uno psicologo, aveva fatto emergere anni di soprusi e violenze di ogni sorta.. La bimba veniva infatti abusata dal padre, dal fratello e pare anche da alcuni amici di famiglia (mai individuati).
Il padre morto nel 1996 grazie alla tempistica dei processi nel nostro paese non è mai stato condannato. Diversa sorte al fratello che però grazie alle motivazioni di cui sopra, ha preso solo 3 anni di condanna.
L’imputato in aula ha sempre negato di essere stato lui ad abusarla, affermando: “che la sorella è ossessionata dal sesso e che aveva provato lei a sedurlo ma lui aveva rifiutato”.

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