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Abusi su bimbo autistico. Un arresto a Roma. Vogliamo sapere chi è?!

abusi e handicapLo gridiamo da anni. Ma, rispetto ad altri temi (chiesa e pedofilia, su tutti)oggi finalmente “accolti” dall’opinione pubblica) su questo ancora dobbiamo lavorare. E denunciare. Gridando forse più forte di prima. Parlo del tema “ABUSI A DANNO DI DISABILI” (bimbi, ma anche adulti con gravi infermità fisiche o mentali). A Roma (finalmente) un altro pedofilo travestito da educatore è stato arrestato. Avrebbe dovuto accudire un bimbo autistico, invece lo abusava. Spesso a scuola.,Nei bagni della stessa. Senza che nessuno vedesse, capisse, sentisse. A quando una sentenza che denuncia come colpevoli tutti quelli che voltano la faccia dall’altra parte? Possibile che nessuno senta un bimbo gridare o lo veda piangere? Che nessuno in quei momenti entri in bagno? Questa triste vicenda me ne ricorda un’altra. Che abbiamo seguito da vicino e che ricorderete. Quella di Materi. Faceva la stessa cosa ed era in contatto con una rete mondiale di predatori di bambini disabili. Oggi sconta 16 ani di carcere. Speriamo capiti lo stesso al predatore di Roma. Del quale vorremmo nome  e generalità, per fare eventualmente emergere, altri possibili casi.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog Staff.

La prof che picchiava il bimbo autistico era referente per l’anti bullismo e alla vittima diceva……

Se non fosse che parliamo di un atto di violenze su di un bimbo autistico sembrerebbe un barzelletta di grana grossa.
Una delle professoresse arrestate a Barbarano (Vi) alcuni giorni fa e di cui qua abbiamo dato notizia, ree di aver picchiato un bimbo autistico a loro affidato, professoressa (= insegnante di sostegno) il cui campionario di elogi potevamo anticipare noi (“Brava, professionale, stimata, blablabla”) era nella scuola la referente del progetto anti bullismo.
E’ solo l’ultima, forse la più folcloristica rispetto al resto, delle indicazioni che trapelano.
Poiché la vicenda ha ancora dei lato oscuri e pare che gli uomini dell’Arma stiano lavorando per capire se ci sono altri soggetti, che abbiano fatto del male al bambino.
Ma andiamo in ordine.
Barbarano, tranquillo (ma mica tanto) paese alle porte di Vicenza, sulla riviera berica. Settimana scorsa due donne vengono arrestate, dopo un lungo e brillante lavoro investigativo, grazie anche alle intercettazioni ambientali che le “incastrano”, immortalando le violenze da loro compiute a danno di un bambino autistico frequentante la scuola media dove le due operano, una come professoressa l’altra come operatrice dell’ Ulss.
Sconvolgenti alcune frasi diffuse nei giorni scorsi dagli inquirenti e da loro registrate:
una delle donne dice all’altra “l’ho picchiato per bene, se vedi dei segni sono stata io” e ancora “sei un porco maiale…devi stare coi maiali…sei una puttana di porco…dovresti vivere coi maiali”.
Le due donne, di cui ricordiamo i nomi MARIAPIA PIRON, anni 59 di San Giovanni in Monte di Mossano e ORIANA MONTESIN, 54 anni di Barbarano, sono per fortuna in carcere. Insieme a loro è stata denunciata pure una bidella,  LUCIANA SCOTTA, anni 61, ripresa dai carabinieri mentre pure lei dà schiaffi al bimbo.
I Carabinieri per giorni e giorni hanno registrato, ripreso, ascoltato e visto insulti e violenze e solo quando il quadro probatorio è stato così pesante sono potuti intervenire, per dare (aggiungo io) a quel bimbo la voce che altrimenti non avrebbe avuto, ma dovendolo sacrificare per alcuni giorni in più…..
Nei filmati c’è un bimbo “mite…che non parla perché non può..ma che capisce…capisce tutto”, un bimbo cosparso di detersivo perchè ha starnutito, picchiato con un bastone di legno o con un lungo righello  o con una forbice rovesciata, picchiato sul collo o sulle orecchie.
Solo davanti alle immagini, inequivocabili, la professoressa Piron ha ammesso le violenze, mentre la coraggiosa operatrice Montesin, coerente fino all’ultimo si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Il padre del ragazzino ha dichiarato ai giornali: “mi sono sentito preso in giro…il mio bambino tornava a casa con dei lividi, anche nelle parti intime, io correvo a scuola a chiedere spiegazioni e mi dicevano che se le era fate da solo, magari cadendo dalla sedia. Ma come si può trattare così un giovane inerme?”.
E’ la domanda a cui forse non verrà mai data risposta….a meno che non si riesca una volta per tutte ad accettare che il male esiste, opera e ha la faccia (tosta) di persone per bene,
magari formate a difendere i nostri figli dai bulli…

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