Articoli marcati con tag ‘abusi su disabili’

Non cessano gli abusi sui disabili. Apriamo gli occhi!

child abuse and handicap

Gli abusi a danno di disabili, non ci stancheremo mai di gridarlo, sono tantissimi. E forse il 99% di questi restano impunti. Causa l’incapacità delle vittime di chiedere aiuto e la cecità del mondo adulto che non può permettersi di pensare che “ad un bimbo handicappato vengano fatte quelle cose lì”.
Invece vengono fatte. A volte proprio perché handicappato.
In provincia di Salerno è stato arrestato l’ennesimo predatore di bambini. Anni 40. Incensurato. Accusato di aver adescato ed abusato una minorenne disabile.
Spesso ricordiamolo le vittime sono anche donne adulte, ma con un’età mentale pari a quella di un bambino di pochi anni. Letteralmente comprate con una caramella, un gioco, un regalino.

Pedofilo recidivo abusa di bimbi disabili.

Tre bambini vivono in un ambiente definito dagli inquirenti “squallido e degradato”.
Una famiglia composta da padre, madre e tre figli appunto, due dei quali con disabilità fisiche e psichiche.
L’amico di famiglia è generoso, viene ogni giorno a trovarli e porta i bambini in camera da letto.
Per abusarli.
I genitori sanno ma non intervengono e gli abusi vanno avanti per mesi.
L’ennesima storia di abusi su disabili arriva stavolta da Palermo, dove un 59enne Fabio Scavo, è stato condannato a 24 anni mentre i bimbi mandati in una casa famiglia che avrà l’arduo compito di riportarli alla vita. Arduo, ma possibile.

Un’ultima nota: il pedofilo era recidivo. Già condannato infatti in passato per aver abusato di una quattordicenne, rimasta poi incinta in seguito agli abusi.

Condannato per abusi su ragazza disabile: quasi 7 anni ad Aurelio Baisotti, il bravo parrocchiano.

Anche il secondo grado ha confermato la condanna per Aurelio Baisotti, ex assessore ai servizi sociali nonché “ottimo parrocchiano” del Comune di Borno (Bs).
Scende da 8 a 6 anni e 10 mesi anni la condanna (poiché quasi due di fatto li avrebbe già scontati tra domiciliari e carcere).
Della vicenda pubblicammo in esclusiva su questo blog la sentenza, alcuni mesi dopo la condanna di primo grado. E lo facemmo, mettendo anche stralci della difesa, a  dir poco ridicola, del parroco, che a processo prima che il Giudice lo “stoppasse” tesse le lodi del buon parrocchiano.
La scelta di parlarne nacque dopo aver ricevuto diverse segnalazioni da cittadini indignati di Borno, stanchi di sentire che malgrado la condanna in primo grado la ragazza vittima venisse ancora attaccata e sbeffeggiata.
Io personalmente mi sentii dire “ma con una moglie bella come quella che c’ha (sic), pensa che si sarebbe s….o una xxx come quella lì?! Il lavoro che fa la Prometeo è encomiabile, ma ammetta che stavolta proprio avete difeso la persona sbagliata” e ancora “ma tanto si sa che una così per una coca cola o poche caramelle farebbe qualsiasi cosa”.
Nella sentenza, che vi re-invito a leggere (e che trovate a questo link:

http://www.massimilianofrassi.it/blog/abusi-su-donna-disabile-la-sentenza-di-condanna-di-aurelio-baisotti-di-borno-bs-%e2%80%9cbravo-parrocchiano%e2%80%9d.html )
si citavano tra le altre cose le intercettazioni ambientali effettuate (con grande bravura!) dai Carabinieri di Breno. Intercettazioni che portarono a prove inoppugnabili. Le stesse che hanno condotto il predatore in carcere.
Anzi, di carcere in carcere, poiché pare che i detenuti non lo abbiano mai accolto favorevolmente. Ma si sa, loro non sono da considerarsi dei veri e bravi parrocchiani.

Abusi su un disabile? Macchè, è la terapia Civettini!

Da pochi giorni l’uomo che vedete nella foto è ai domiciliari,a Torbole, nel trentino.
70 anni, noto e stimato nella sua comunità, molto attivo (dopo la pensione) nel mondo del volontariato, il figlio sindaco, Bruno Civettini, secondo quanto apprendiamo dai giornali locali che hanno dato tanto risalto alla sua vicenda, “potrebbe archiviare nel giro di un mese la sua spinosa vicenda” con “patteggiamento e rito abbreviato” (ma volgiamo togliere questi benefici per chi abusa???), poiché, leggiamo sempre, alla fine si è trattato solo “di toccamenti”.

È la seconda volta in una settimana che leggiamo parole simili. “Solo toccamenti” si traduce con “non facciamone poi un dramma, è stata solo una toccatine che volete che sia”, frase virgolettata poiché figlia della più becera cultura PEDOFILA.
Ma torniamo al sig. Civettini, il quale pure di suo sa difendersi con termini che neanche la più folle fantasia….
L’accusa è la seguente. Volontario in una struttura residenziale per persone disabili, viene filmato da una telecamera di servizio interna ad un parco, mentre palpeggia un disabile a lui affidato.
Sarà perché le immagini sono chiare e lampanti, sarà per altro a noi non pienamente comprensibile, ma il sig. Civettini non solo non nega l’accaduto ma dice di aver messo in pratica una sorta di “auto terapia” (la terapia Civettini, la chiameremo) , toccando il disabile poiché…..aveva scoperto “casualmente” che il disabile “provava beneficio da queste carezze nelle parti intime (intime sì ma attenzione “sopra gli indumenti” precisa la stampa amica).
Tutto chiaro allora? Direi di sì e mi chiedo che bisogno c’è di sbattere il mostro in prima pagina? Il sig. Civettini ha scoperto che toccando i genitali di una persona quella persona prova piacere e con somma generosità si è prodigato a farlo (sopra gli indumenti). Fossi in loro il prossimo assessore alla sanità / famiglia / servizi sociali non avrei difficoltà a trovarlo.
Ora scusate se chiudo qua, ma mi è venuto il vomito.
p.s. dimenticavo: il sig. Civettini, apprendiamo sempre, aver capito di aver commesso una leggerezza. L’errore? Non aver avvisato il personale della sua auto terapia. Avendo sbagliato è pronto a pagare: lasciando il mondo del volontariato……

 

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