Articoli marcati con tag ‘abusi sui disabili’

Ancora abusi a danno di persone con gravi disabilità.

Abusi sui disabili.1/2 Chi mi segue sa quanto questa lotta mi stia a cuore. E quanto, da anni, in totale silenzio, la denunciamo! Solo nelle ultime due settimana in Italia abbiamo avuto numerosi casi di ragazzini disabili, abusati da più persone! L’ultimo, in ordine di tempo, arriva da Palermo, dove in un centro commerciale un ragazzo con un grave ritardo mentale si trova in un centro commerciale. Va in bagno e lì trova Tre uomini di 64, 47 e 24 anni che lo stuprano. Prima di andarsene, gli urinano in testa. I tre sono stati rintracciati dalla Polizia, hanno confessato e ora hanno una denuncia…a piede libero. Un’altra cosa la dico sempre: abbiamo bisogno di segnali forti! Fortissimi. Altrimenti questi soggetti si convinceranno sempre più di poterla fare franca.
p.s.: quindi. Carcere subito! E nomi e foto su tutti i media!

abusi sui disabili

Abusi sui disabili 2/2. Una Fondazione spagnola (la Fundaciòn Cermi) ha appena pubblicato i risultati di uno studio condotto su 10mila donne (disabili e non). Il primo aspetto emerso è questo: il 31% delle donne disabili spagnole ha subito una grave forma di violenza (fisica, sessuale o psicologica). tali violenze si ripercuotono, ovviamente, sulla salute delle vittime. Che nel 75% dei casi non hanno denunciato: perché impaurite, minacciate, sole o semplicemente perché “non sapevano di poterlo fare”.

Ancora abusi su disabili. Un crimine in crescita.

Ancora abusi su disabili. Un crimine in crescita.

Da tempo ce ne occupiamo e continueremo a farlo perché mai come in questo caso l’informazione serve per squarciare quel velo di omertà e complicità che porta l’orrore a nutrirsi di orrore. Abusi. Sessuali. A danno di persone gravemente disabili. Bambini o adulti imprigionati nella mente di un bimbo.
Per qualcuno sono giocattoli del sesso. Manichini su cui manifestare le proprie malate perversioni. Gente incapace di amare e di essere realmente amata va a caccia di loro, con la convinzione che “tanto non parleranno mai o se parleranno nessuno li crederà”.
Due storie, pressoché identiche.
Partiamo da Busto Arsizio, lui ha 75 anni e la vittima ha 19 anni d’anagrafe, ma molti meno nella realtà dei fatti.
“L’anziano, da alcuni mesi, assillava la giovane appostandosi sotto la sua abitazione, controllando ogni suo movimento, fissando appuntamenti in zone appartate, attendendola all’uscita da scuola e seguendola costantemente. «Non dire a nessuno quello che facciamo o denuncio i tuoi genitori dicendo che ti fanno prostituire»: così il settantenne convinceva la sua vittima a tacere. E a subire.”
Ora dopo la denuncia e malgrado l’età, il predatore di cui purtroppo non abbiamo il nome, è in carcere, “unico modo per tenerlo lontano dalla sua vittima”.
Da lì ad un paese del reggiano il passo è breve. Trent’anni l’età della donna disabile, 70 quelli del padre di famiglia. Pure lui ora denunciato per abusi e ai domiciliari.
Invitiamo le associazioni che si occupano di disabili a fare corsi di formazione, incontri e quant’altro per sensibilizzare su questo terribile sommerso.

Dalle bambole bambine agli abusi sui disabili. L’orrore di cui l’uomo è capace.

Oggi due post in uno. Con tre immagini dell’orrore di cui l’uomo è capace.
La prima immagine gira negli ultimi giorni su Facebook, ripresa da un’agenzia stampa. Il soggetto che vedete ritratto sorridente mostra la sua ultima creazione. Delle bambole con le fattezze di bambine. Bambole, dice, acquistate da maschi adulti…..E non credo serva aggiungere nulla.
La seconda foto è di un ragazzo disabile e ne mostra alcune delle ferite (sulla stampa inglese sono uscite anche altre immagini, a mio avviso troppo forti).

Il ragazzo ha un’età mentale di 5 anni nel corpo di un 29enne.
Che veniva invitato dai due soggetti ritratti nella terza foto (forse la più disgustosa), con la scusa di giocare con la loro Playstation e poi picchiato, “per il solo gusto di farlo”.
Questa l’ultima cartella medica: “14 costole rotte… una clavicola rotta… ampi segni di lividi e frusta sulle braccia, sulle cosce e nella parte inferiore della schiena, sul torace e nella zona dei reni”.
Interrogati dalla polizia che li ha posti in stato di arresto, i due coniugi maltrattanti non hanno mostrato alcune emozione, né preoccupazione per la salute del ragazzo.

La banalità del male? O un male per nulla banale ma sempre più radicato in noi?

Abusa donna disabile dall’età mentale di anni 5: “era lei a sedurmi!”.

Abusa donna disabile dall’età mentale di anni 5: “era lei a sedurmi!”.

Gli abusanti come ben sapete preferisco chiamarli “predatori”, poi questo sono. Cacciatori. Che con grande pazienta tessono la loro tela, fino a quando la vittima, la preda appunto, non cadrà tra le loro fauci.
Roma. L’uomo è un giovane trentenne. I vicini di casa, una coppia all’incirca di coetanei espone fuori dalla porta un bel fiocco rosa.
La bimba che nasce però svela un dramma, che quella famiglia si trova ad affrontare in totale solitudine e che spazza via le gioie legate alla nascita.
La piccola ha un grave deficit intellettivo…..
Passano 30 anni. L’uomo vede la bimba diventare ragazza, poi donna. Ora ha 35 anni di età (mentre lui 65). Età anagrafica però, poiché quella mentale è di una piccola di “nemmeno 5 anni”.
Lui oggi è pronto. E scatta l’abuso. Studiato, pianificato, atteso chissà forse davvero per oltre 30 anni.
Lei si confida, con molte difficoltà, coi genitori, che fortunatametne le credono subito!
A seguire la denuncia e poi perizie su perizie; infine dopo un non facile processo, quell’onta, forse l’ultimo vero abuso: “era consenziente….era lei che mi molestava”.
Per fortuna il Giudice ha confermato che le cose sono andate diversamente e lui (di cui non conosciamo purtroppo nemmeno le iniziali) è stato condannato alla pena di …….un anno e sei mesi.

Pietro Materi condannato in primo grado a 16 anni!

Di lui ci siamo occupati per primi, portando alla ribalta delle cronache nazionali l’orrore dei suoi misfatti.
Ieri finalmente la (prima) condanna: 16 anni di reclusione (il Pm ne aveva chiesti 17), ma soprattutto nessun trasferimento presso “istituti di riabilitazione” come chiesto dalla difesa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Da parte di noi tutti l’abbraccio più grande che ci sia ai bambini vittima del predatore ed alle loro famiglia. Raro esempio di sensibilità, tenacia, dignità.
Imparassero da loro i pietromateri di questa terra.
Ora attendiamo l’esito del processo svizzero. Già. Poiché vi ricordo che lui andò in Svizzera, dopo aver risposto ad un annuncio in internet, per abusare un bimbi disabile “affittato per 300 euro”.
Qua ritrovate la storia: http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili. Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!

Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili.

Alcuni giorni fa abbiamo raccolto l’allarme di una sua possibile imminente scarcerazione.
Qua, con quel linguaggio burocratico tipico del carteggio legale, riportiamo i motivi per cui il predatore di bimbi disabili è in carcere:

<< Il Materi è imputato dei seguenti reati commessi tra il 2006 ed il 2009, per i quali è detenuto dal 20 06 2010 presso la casa circondariale di Potenza:
1)   …poiché consapevolmente si procurava e deteneva materiale pornografico e in particolare files di immagini e video cifrati, realizzati utilizzando minori, anche di tenera età, prevalentemente di sesso maschile, nudi in pose lascive e/o impegnati in atti sessuali, scrupolosamente archiviati in varie cartelle salvate nell’hard disc in uso al predetto.

Con l’aggravante di aver detenuto un ingente quantità del materiale su indicato, stimabile all’incirca in 380 gigabytes;
2)… poiché utilizzando minori degli anni 10 e in particolare X.Y.. (nato nel 2001) e Y. X. (nato nel 1999) entrambi con ritardi psichici, affidati per ragioni di istruzione al Materi in servizio in qualità di insegnante di sostegno dei predetti presso scuole elementari di Matera e di Tricarico, realizzava esibizioni pedopornografiche e/o produceva materiale pedopornografico;
3)… poiché abusando delle condizioni di inferiorità psichica dei minori su indicati, nonché del suo ruolo di insegnante di sostegno, induceva i minori di anni 10, indicati nel capo di imputazione che precede, a subire atti sessuali (rapporti orali e masturbazione).
Nel corso dell’interrogatorio condotto il 28 06 2011 nell’udienza di convalida dell’arresto da parte del Gip il Materi dichiara: “mi assumo tutte le mie colpe perché mi rendo conto di aver commesso quei reati che mi vengono contestati e, dunque, non mi resta che confermare la mia disponibilità a collaborare e di essere aiutato perché voglio uscire fuori da questo incubo…mi rendo conto di essere affetto da questa malattia, di essermi reso conto negli ultimi anni, però più volte ho cercato di smettere, però poi dopo un po’ era come una dipendenza e quindi ritornarvi ad esser ricoinvolto in questo vortice…sarebbe mia intenzione farlo (sottopormi a cure) eventualmente mi venga data la disponibilità…
Il Materi esclude infine attenzioni sessuali nei confronti di altri bambini, anche nel corso dei viaggi praticati all’estero (Svizzera, Russia, e Paesi del Sud Est Asiatico). >>

Questi i capi di imputazione, sufficientemente eloquenti.
Partiamo però dalla nota conclusiva.
Come vedete Materi esclude subito altri abusi. E quando gli vengono fatte domande su un presunto abuso da lui compiuto in Svizzera si avvale della facoltà di non rispondere.
Facoltà che ancora una volta, a fronte di prove granitiche, verrà meno e lo porterà a confermare quanto da noi già raccontato in passato e che spieghiamo riportandone appunto le parole (vedi nostro post del 15 marzo 2011):
… dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale”…. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto  se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Fino a quando non gli viene mostrata la prova provata quindi Materi mente, sapendo di mentire. Atteggiamento questo tipico di chiunque abusi.
Ma andiamo avanti nella lettura della relazione del Tribunale di Potenza.
Partiamo dalle condizioni mentali del soggetto, che lo diciamo subito è perfettamente in grado di intendere e di volere:
Materi leggiamo “è lucido, orientato nel tempo,nello spazio e rispetto alle persone…la coscienza dell’Io è nella norma. Anche le funzioni mnesiche e operative si svolgono nella norma”.
Salto questa parte per non cadere nuovamente nelle trappole del burocratese e riporto solo un altro passaggio, necessario alla comprensione di questi individui:
”i fatti per cui è imputato sembrano turbarlo, ma probabilmente non quanto appaia. I riferiti vissuti di rimorso sembrano in qualche modo rappresentati in maniera amplificata e formale”.
I pedofili non provano pietà. Né empatia per le loro vittime. E questa è l’ennesima riprova.
La relazione prosegue con l’analisi del rapporto con i suoi familiari. Che saltiamo per rispettarli, essendo anche loro vittime ma soprattutto non essendosi mai esposti contro bambini  ed in sua difesa, mettendosi quindi al suo livello, come altri pessimi esempi hanno fatto.
Evidenziamo solo che il rapporto con la famiglia è buona e che pare sia cresciuto in un ambiente sereno, anzi, “in quanto ultimogenito è stato particolarmente coccolato e viziato”, altra immagine che cancella chissà quali profili di ambienti abbietti e degradati alle spalle di questi predatori.
Nel periodo del tirocinio prelaurea intorno ai 22 anni di età si accorge di avvertire delle pulsioni verso i bambini delle elementari dove lavora, “pulsioni accompagnate da fantasie e masturbazione”.
Interessante anche qua l’analisi dello stesso: “non trovo la radice perché non sono stato vittima di abusi…quando ho iniziato il tirocinio mi sono sentito attratto…poi facevo delle fantasie…li immaginavo nudi, io che toccavo…bambini intorno ai 10 anni, senza violenza …mi dicevo che era una cosa passeggera…”.
Visto? Non ha subito violenze quando era piccola, tutt’altro.
Dedichiamo questo passaggio a certi tuttologi che ancora oggi dicono che i bimbi abusati diventeranno pedofili.
Nel 2006 Materi sposta le sue fantasie nella rete, serbatoio infinito di orrori, che gli permette appunto di trovare quanto vuole.
Dalla rete scarica materiale pedofilo (filmati “finalizzati a raggiungere l’eccitamento e l’orgasmo”) ed entra in contatto con altri predatori, tra cui un “pezzo grosso” della Malesia. Un collezionista che poteva fornire “materiale raro da lui prodotto”.
Non commentiamo questi passaggi degli di un episodio di Criminal Minds, poiché crediamo siano fin troppo chiari. Ed acceleriamo la nostra lettura (eventualmente recupereremo in futuro le parti che saltiamo) per arrivare al punto conclusivo. Materi accetta le richieste di produrre pure lui materiale pedofilo. E lo fa, sfruttando due bimbi gravemente disabili che gli sono assegnati in qualità di insegnante di sostegno.
Il primo bimbo che nel blog chiamammo Antonio è molto legato a Materi.
E lo stesso, per tutta risposta, viola la fiducia abusandolo (e filmandone gli abusi) nei bagni della scuola. Ma nessuno ha mai visto né sentito nulla. Il Materi sarà suo insegnante per due anni scolastici.
Il secondo bimbo che chiameremo Max (un onore darti il mio nome!) quando gli viene “affidato” ha 7 anni. Sta con lui 28 ore alla settimana.
“È minuto di corporatura, affetto da una forma di autismo medio – grave e presenta difficili problemi di gestione.”
Uno dei filmati che il Materi posta è fatto nell’aula di computer della scuola, col bimbo seduto davanti al pc e obbligato ad un rapporto orale.
Salto i dettagli sugli abusi, che credo siano a questo punto chiarissimi e concludo, non prima di ricordare che anche stavolta nessuno vede/sente nulla.
“Il Materi presenta un disturbo parafilico tipo Pedofilia” dicono i periti a fine osservazione, “ questa patologia non altera la sfera cognitivo volitiva né l’esame di realtà… questi non hanno mai inficiato la capacità di intendere il valore delle proprie azioni e la capacità di liberamente autodeterminarsi”.
Anzi, “al momento dei fatti per i quali è a processo il Materi aveva capacità di intendere e di volere…
Il disturbo individuato nel Materi comporta INDUBBIAMENTE una potenziale pericolosità sociale, tendendo per SUA NATURA a riproporsi in circostanze occasionali facilitanti”.
Materi è quindi ritenuto pericoloso.
Per questo motivo siamo sinceramente preoccupati.
Dato che stanno finendo i termini di custodia cautelare, ma soprattutto il processo corre un grave rischio, secondo quanto ci conferma una delle famiglie parti in causa. Quello cioè di ripartire da capo. Cambia (per trasferimenti) parte del collegio giudicante e quindi c’è il rischio di un nuovo processo.
Con tempi quindi ancora più lunghi. Nuove perizie (queste non sarebbero più utili), ma soprattutto il Materi, pedofilo pericoloso, presto in libertà.
Terremo la situazione monitorata e vi faremo sapere.
E ci batteremo, insieme a voi, affinché soggetti così in libertà non possano tornare!

– continua –

HANDICAP E ABUSO. Sgominato un branco.

La notizia è stata battuta stamani dalle Agenzie e dato che La Procura ancora non ha fatto una conferenza stampa, tutto quello che si sa, lo trovate nel comunicato che riporto.
Con una premessa. Da alcuni mesi abbiamo deciso di dedicare le nostre forze (anche) al tema degli abusi su persone (bimbi o adulti che siano) con gravi disabilità. Da quando l’abbiamo fatto si è aperto un mondo. Una voragine di orrori, sopraffazioni, incurie, complicità, mancanza di controlli. Praticamente il “solito” triste copione. Che nasce per colpa della nostra incapacità di saper (voler?) creare posti sicuri per le persone più deboli, più facilmente preda, di chi predatore lo è per davvero. La storia che ci arriva da Cosenza è, lo leggerete tra poco, a dir poco allucinante. Un branco di 13 persone che per anni ha abusato di un disabile. Leggete bene le poche parole dello scarno comunicato e dato loro il giusto peso.
“13 persone….età tra i 36 e di 70 anni….passaparola….”.
Poi ditemi voi…se questo è un uomo….. 

“I carabinieri di Cosenza hanno arrestato 13 persone accusate di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di un disabile ritardato mentale
I destinatari dei provvedimenti, alcuni sono pluripregiudicati, hanno un’età compresa fra i 36 e i 70 anni. Il giro di persone che sottoponeva il giovane a sevizie, oltre che agli abusi sessuali, si era allargato con il passa parola. Una confidenza giunta ai militari ha fatto scattare le indagini. Carpita la fiducia della vittima, i carabinieri hanno potuto accertare l’accaduto. Fonte ANSA”.

Insieme a questa aggiungo una notizia che giunge da Salerno. Dove un uomo (di 70 anni) è stato arrestato in flagranza di reato per aver abusato sul lungomare una ragazza disabile di 20 anni. In stato di fermo anche la donna 51enne che doveva prendersi cura della ragazza e che era pure lei presente quando la giovane è stata costretta a subire le deviate attenzioni del pensionato.
La Procura sta investigando per capire se l’incontro tra loro è stato “occasionale”, come gli arrestati sostengono, oppure se si erano dati appuntamento sulla spiaggia proprio con lo scopo di poter fare abusare la ragazza disabile.

NOTA: Per rispolverare la memoria e ricordarvi cosa sono gli abusi sui disabili, questi di video, che vi chiedo ancora una volta di far circolare in tutte tra i vostri contatti e su Facebook, nei vostri profili, grazie (è importante!):

HANDICAP E ABUSO Parte1/2:
http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc

HANDICAP E ABUSO  Parte 2/2.
http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Anche la stampa svizzera si occupa del predatore di bimbi disabili.

La stampa svizzera si sta occupando del caso Pietro Materi, predatore di bambini disabili. Riporto integralmente un articolo sul caso. Mi sono permesso di sottolineare alcune parti:
“Il padre che ha permesso a un maestro italiano di scattare foto al figlio e di abusarne sessualmente, il tutto per poche centinaia di franchi (300 euro circa), risiede nel Canton Turgovia. La Polizia postale italiana sta definendo le operazioni necessarie alla richiesta di rogatoria internazionale, per poter interrogare Dave (il nome del padre). Interrogatorio che servirá all´inchiesta in corso in Italia su un mercato di foto pedopornografiche su internet, tra le quali quelle scattate nel paese svizzero.
A condurre le indagini in Svizzera é il Procuratore di Frauenfeld. La ricerca dell´uomo é a buon punto anche perché a quanto riferisce la Polizia postale, l´uomo é già noto alla Polizia turgoviese per un episodio simile. 
A far scattare la richiesta della rogatoria é stata la testimonianza del maestro italiano, arrestato a Matera, che dopo aver conosciuto su una chat il padre turgoviese, (questi si nascondeva sotto il nickname di Dad of Spain” ) si é recato in Svizzera. Prima un colloquio tra i due avvenuto in inglese, quindi l´appuntamento ed il viaggio in un paesino ad un´ora da Zurigo. Qui dopo un prelievo al bancomat, attraverso il quale la Polizia é riuscita a risalire al paesino, il maestro si è recato presso la casa di Dave.
Dave dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale“, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto  se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Scattate le foto, queste sono state conservate nella cartella Aron, il nome finto che Dave dava al figlio e quindi sono state messe in rete, purtroppo a disposizione di tutti. Infine il sequestro delle stesse e l´immediato blocco dei contenuti sul web.”

VIOLENTA DISABILE. CONDANNATO.


Diciamolo subito: non ci aspettavamo una condanna così.
Segno forse che i tempi stanno cambiando.
Anche perché le difese a suo favore erano arrivate da molto in alto ( o molto in basso, scegliete voi). Invece non sono servite. Davanti alla Giustizia che gli ha dato ben 8 anni di condanna in primo grado (uno in più addirittura di quanto richiesto dal Pubblico Ministero).
Lui, bresciano di 57 anni, ex assessore comunale del Comune di Borno, ha abusato di una ragazza affetta da un grave deficit psichico ed orfana di entrambi i genitori  (alla loro perdita risomma la morte di una sorella che si occupava di lei, per un incidente d’auto e il dover vivere con altri due fratelli gravemente disabili: per la serie, quanto può accanirsi al vita contro una sola persona?). Ragazza che a lui era stata affidata in qualità di suo tutore, e che invece che el cure e l’assistenza necessarie, ha ricevuto violenze e minacce.
Pare certificate dall’ottimo lavoro in fase di indagine fatto dai Carabinieri. Che tra video intercettazioni telefoniche e quant’altro ha portato alla Procura un quadro probatorio indiscutibilmente grave.
E così, Aurelio Baisotti è stato condannato.
Due cose aggiungiamo a questa vile storia.
Come sapete da tempo ci stiamo occupando di abusi si bambini/adulti disabili.
Crimini questi già di per sé gravissimi e la cui malvagità/brutalità sono aggravate appunto dalla disabilità.
Si pensa che i bimbi disabili siano “meno credibili” degli altri invece come abbiamo già spiegato non è affatto così, anzi.
La ragazza abusata da Baisotti è stata ritenuta da più perizie (chissà perché le vittime vanno sempre periziate e loro no!) credibile ed ha testimoniato, in incidente probatorio, con una lunga e dolorosissima deposizione. Ricostruendo i fatti. Il dolore. La paura…
In tutta risposta Baisotti ha chiesto di poter lasciare il carcere e scontare la pena in una comunità religiosa nel Piemonte….fatto questo respinto dai Giudici e su cui preferiamo stendere un pietosissimo velo.

ABUSI SUI DISABILI. L’ULTIMO TABOO DELLA PEDOFILIA?

 
Ne abbiamo parlato la scorsa settimana con la Storia di Antonio e, come sempre, siamo stati sommersi di mail al riguardo:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/la-storia-di-antonio-bimbo-speciale-handicap-abusi.html#comments

Invitandovi a rileggerla ed anche a recuperare questo articolo:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=0&ip=298&iv=298&im=355

in attesa di riportare nome e cognome del predatore di bambini disabili, veniamo anticipati dalle cronache con questa agenzia battuta poco fa, su cui si sa poco ma che a questo punto analizzeremo domani (perdonate se l’abbiamo già annunciato ma poi spostato due volte…..), completando la storia di Antonio:
 “La polizia di Pavia ha arrestato, con l’accusa di violenza sessuale aggravata, un 58enne residente nell’hinterland milanese. L’uomo, secondo l’accusa, ha abusato per oltre sei anni di una ragazza autistica.”

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