Articoli marcati con tag ‘aristide mazza maestro pedofilo’

Padre uccide pedofilo colto in flagranza di reato. E voi cosa avreste fatto?

 

Partiamo dalla notizia.
Siamo a Cuneo. Una famiglia cerca un insegnante di sostegno per il figlio di anni 12 e lo trova.
L’uomo frequenta la casa, tre volte a settimana dalle 16 alle 18, quando i genitori del bambino sono al lavoro.
Un giorno il padre, inaspettatamente, rientra prima. E sente le urla del bimbo. Che in camera sua piange. Entra di corsa e trova il maestro intento ad abusargli il figlio. Corre in cucina, prende un coltello, lo ammazza.
Quindi chiama i carabinieri, che arrestano lui e portano il figlio in ospedale.
Di pancia tanti di voi diranno: bravo! Ha fatto bene! Uno di meno!
Fermiamoci però a due riflessioni, più profonde , mettendo da parte ragionamenti di pancia.
1) da anni “insegniamo” qua in Prometeo a i genitori che vengono da noi che malgrado l’evidente mala giustizi, che sta dalla parte di chi abusa e mai di chi subisce, che non è la vendetta la soluzione. La vendetta fai da te rende gli abusanti martiri e accresce i sensi di colpa delle vere uniche vittime: i bambini abusati. Perché se è già duro che parlino e chiedano aiuto, quando lo fanno se si vedono poi portare via un genitore in carcere non collegheranno quella “sottrazione” alle colpe del pedofilo ma alla loro “colpa” di aver parlato.
b) un caso come questo (dove il genitore avrebbe dovuto massacrare di botte il pedofilo ma non ucciderlo!) è sintomatico della sensazione che la gente comune oggi prova. Quella cioè di non essere tutelata. Non possiamo sapere (e auguriamoci di non saperlo mai) cosa possa passare nella testa di chi si trova davanti un pedofilo che abusa del proprio figlio. Ma certo è  che a questo padre forse sono passate tante notizie. Di abusanti liberi e strafottenti. Di loro parenti identici in tutto e per tutto a loro. Di difese d’ufficio (già mi vedevo i titoli. “mio marito è innocente”…”fa il maestro da anni  e nessuno sei è mai lamentato, anzi…”…”lo conosco bene è una brava persona”…”frequenta l’oratorio, è stimatissimo”). E quindi ha scelto al via più facile. Ma per lui e la sua famiglia, più sbagliata.

Nota: malgrado questo a lui ed alla famiglia il nostro incondizionato aiuto. Se qualcuno riesce a farci contattare, noi ci siamo! Facciamo quello che altri fanno solo per i pedofili. E cerchiamo un legale preparato che lo difenda. Gratuitamente. Altra cosa che per chi abusa, accade sempre più spesso…(contatti: http://www.associazioneprometeo.org/cms/contatti ).

 

Condannato a 10 anni il maestro pedofilo Aristide Mazza, eppure…..

Aristide Mazza, maestro pedofilo, condannato ad anni 10.

 

10 anni. Questa la pena inflitta in primo grado e con rito abbreviato al maestro pedofilo di Palosco (Bg) arrestato in flagranza di reato.
14 gli anni che aveva chiesto il Pubblico Ministro.
Lui, assente durante il processo, ha inviato una lettera, ammettendo abusi su due bimbi e dicendo che pure lui è stato vittima di abusi quando era in Seminario (non facendo però il nome dell’abusante, a cui oggi supponiamo la Procura debba risalire, o no?!).
Non commento più di tanto. Ieri scrivevo che avremmo avuto sorprese ed il primo ad essere sorpreso sono io.
Il maestro è un intoccabile, un pària, di quelli che possono abusare l’importante è che i bambini “non disturbino e se ne stiano zitti”. Bambini come quelli che lui ha abusato ma che, citando le sue parole, erano loro a cercarlo, quindi…quindi se a questo aggiungiamo che poverino ha subito abusi da piccolo (è scientificamente negata l’equazione bimbo abusato = adulto pedofilo, altrimenti io avrei un coordinamento di duemila pedofili non di duemila persone straordinarie  moralmente pulite) e che come scrivono i giornali  garantisti citando la perizia fatta dal suo consulente “non è un predatore ma una persona malata”, che “ha educato almeno 2mila bambini e alla fine ne ha poi abusati solo 9”, capisco perché non sia in carcere ma ai comodi domiciliari. Di una canonica.
La stessa che magari ha chiuso le porte ai bambini….per non farli uscire….

Nota: E’ una lotta culturale….e c’è ancora tanto, tantissimo da fare per sradicare questo garantismo pedofilo dalla testa di qualcuno…come dimostra il posto successivo…

Lunedì sentenza per il maestro Aristide Mazza.

 

 

Lunedì sentenza maestro pedofilo.

Arriverà nella tarda mattinata di lunedì prossimo la sentenza per il maestro Aristide Mazza, arrestato in flagranza di reato. Del suo caso abbiamo parlato spesso
(= http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/aristide-mazza ) e spesso ci siamo fatti parecchi interrogativi.
Gli stessi che riportiamo oggi, sperando vivamente di sbagliarci.
Il maestro ricordiamo essere stato arrestato praticamente “n diretta”. Nel senso che i carabinieri che con un intelligente lavoro investigativo lo stavano osservando in diretta grazie alle micro camere posizionate nella scuola, sono intervenuti in tempo reale quando il mastro si era appartato per l’ennesima volta con una delle sue vittime.
Allora, vi chiederete, dove sta il problema? La condanna dovrebbe essere garantita.
Ecco, il problema nasce a mio avviso qua. E anche se è ovvio che la condanna sarà certa (altrimenti se in Italia non serve più nemmeno flagranza di reato ce ne andiamo tutti in Burundi) ho un brutto presentimento…perché le cose non sono andate fino ad oggi, come sarebbero dovute andare……Ne riparliamo meglio lunedì…ok!?

 

Dove mandi un pedofilo a lavorare? Ovviamente in oratorio!

Dove mandi un pedofilo? In oratorio.

 

Di lui abbiamo parlato tanto. Dell’omertà che lo ha protetto pure. Ci hanno impedito di parlare di pedofilia nel suo paese, di entrare per aiutare (gratuitamente) i bambini della sua scuola. Oggi leggiamo che in attesa della prossima udienza del processo (il prossimo 18 aprile, guarda caso il girono seguente la scadenza dei termini di custodia cautelare; complimenti vivissimi a chi non ha impedito tutto questo con grande abilità nel campo della giurisprudenza….)  sta svolgendo dei lavori socialmente utili (archivista)….in un oratorio.
Dove gestisce una biblioteca, pur col veto di non incontrare i ragazzi.
Il tutto grazie alla richiesta del Parroco che l’ha accolto.
Aristide Mazza, maestro arrestato il flagranza di reato dai Carabinieri (ovvero, coi pantaloni abbassati davanti ad un bimbo che stava molestando!) ha davvero tanti santi. In Paradiso? Macchè, qua in terra bergamasca…..

Nota: questo articoletto nasce dalla email numero 100 arrivata in associazione con richiesta di intervento e di lotta contro un’omertà degna della peggiore delle Mafie.

Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui:

“Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui, nel massimo della fiducia e della stima possibile, tutto ciò ha veramente dell’incredibile.”

La gente è stanca. Tanto. Stanca ed indignata. Di chi abusa e di chi protegge gli abusanti.
Palosco, paese in provincia di Bergamo, alcuni mesi fa viene arrestato in flagranza di reato un maestro, Aristide Mazza. Noto e stimato. Maestro per almeno due generazioni. Carriera spazzata via da quel filmato, registrato in diretta dalle forze dell’ordine, che l’hanno arrestato in flagranza di reato, mentre compiva l’ultimo abuso….
Anche l’ abbiamo, almeno all’inizio, assistito alle “solite” reazioni: l’incredulità in primis (umana e normale), l’ostruzionismo poi (anormale e complice).
Oggi che il “maestro” ha ottenuto i domiciliari, un comitato di ben 200 persone ha manifestato la propria rabbia e la propria indignazione, scrivendo una lunga lettera apparsa sul Giornale di Treviglio, lettera che riportiamo anche noi in seguito alle molteplici richieste. La riportiamo e la condividiamo in toto. Bravi, bell’esempio! Davvero!
“Egregio Direttore,
Noi genitori della scuola elementare e media di Palosco scriviamo questa lettera per discutere e commentare apertamente un fatto di cronaca che recentemente ha coinvolto i nostri figli.
Era la mattina del 18 aprile scorso quando all’improvviso ci arrivò la notizia che il maestro A. M. era stato arrestato on l’accusa di violenza e abuso sui minori e colto in flagrante. Per diversi di noi niente fu più come prima.
Giorno dopo giorno venivano alla luce particolari sempre più raccapriccianti riguardo al comportamento tenuto dal maestro con i nostri figli. (…) Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui, nel massimo della fiducia e della stima possibile, tutto ciò ha veramente dell’incredibile.
Noi genitori di Palosco abbiamo deciso di scrivere queste righe perché il silenzio che è calato in questi ultimi mesi, su questa sconcertante vicenda, non fa assolutamente onore ai nostri figli.
Perché ci sono stati bambini che hanno dovuto affrontare delle udienze e hanno avuto il coraggio di raccontare tutta la verità per quanto amara, vergognosa e dolorosa potesse essere.
Dolorosa anche per noi genitori, nell’assistere dietro a un vetro i propri figli, sentirli rispondere alle continue domande di un giudice e ascoltare ciò che di più terribile e amaro non avremmo mai potuto sentire (…)
…questi eroi, piccoli e indifesi, non hanno deluso, anzi hanno dato il meglio di sé, hanno mostrato tutto il loro coraggio e hanno superato il timore di essere giudicati loro stessi colpevoli di questo imperdonabile reato.
Hanno vinto la vergogna, mettendosi di nuovo a nudo, parlando della loro intimità di fronte a degli estranei. E l’hanno fatto nel migliore dei modi.
Credete questa esperienza per loro è stata una grande liberazione.
Solo assistendo alle testimonianze rilasciate in Procura, abbiamo potuto comprendere fino a dove quest’uomo si è spinto. Egli ha calpestato ogni loro diritto, senza scrupoli, prendendosi gioco di loro e della loro innocenza, approfittando della sua carica professionale all’interno di un edificio che fino’ora era stato il più sicuro al mondo : la scuola.
Diversi di noi si sentono in colpa per non aver capito ciò che accadeva ai propri figli (…)”
La lunga lettera (peraltro meravigliosa…tutti dovrebbero leggerla..per capire cosa si prova!) continua con al rabbia, per i domiciliari concessi al maestro e termina con una sorta di appello:
“…dietro questa decisione del giudice non c’è solo la nostra rabbia, ma c’è una grande e amarissima ingiustizia. Nella speranza ch qualcosa possa veramente cambiare ci appelliamo ai giudici e alle massime autorità competenti, affinché sia resa giustizia e quest’uomo torni in carcere per espiare la giusta pena…i diritti dei bambini dovrebbero indiscutibilmente essere una priorità incalpestabile”.

Domiciliari anche al maestro pedofilo Aristide Mazza.

Domiciliari anche al maestro pedofilo Aristide Mazza.
E così pure Aristide Mazza  il maestro pedofilo, che definiamo tale in quanto colto in flagranza di reato dai carabinieri che da giorni lo tenevano sotto stretta osservazione, è uscito dal carcere e se ne sta in un convento. Dove, non è dato sapere. Forse uno dei soliti, quelli dove mandano tutti i soggetti come lui. Posti con bellissimi giardini, ottimi cuochi, uno ha pure la piscina…..forse perchè l’acqua permette una migliore riflessione su quanto fatto…oppure perché calma i bollenti spiriti, non è dato sapere nemmeno questo.
Certo è che continua da parte di una certa stampa l’ipocrisia. Leggere ancora oggi “non riportiamo il nome dell’indagato né il luogo dei fatti per tutelare le vittime” è forse la più grande ipocrisia che si possa scrivere. I 106 morti solo lo scorso anno per difendere la libertà di informazione si rivolteranno nella tomba. La vittima va tutelata sempre NON mettendo il suo nome e cognome, solo se la vittima non è quella che ha abusato….certo in caso contrario….
E così dopo il catechista Carilio che se ne sta in panciolle dalla sorella, ora pure il maestro se n’è andato in ritiro spirituale.
Mentre le prigioni si svuotano, in Procura i casi invece pare aumentino sempre di più…

Il silenzio non favorisce gli innocenti.

Il silenzio non favorisce gli innocenti.
Tante le vostre mail che negli ultimi mesi ci hanno segnalato una cosa: il silenzio che è calato a Bergamo su due casi di cronaca eclatanti. Di cui pure noi spesso ci siamo occupati. Il caso del maestro di Palosco, Aristide Mazza (qua trovate i vecchi post: http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/aristide-mazza-maestro-pedofilo ) arrestato in flagranza di reato mentre abusava un bambino e quello del catechista di Sorrisole, Carilio Ghilardi, pure lui “bloccato” grazie alle intercettazioni degli uomini dell’arma. Il primo vi diciamo essere ancora in carcere mentre il secondo già da questa estate ha ottenuto i domiciliari presso la brava sorella, che lo accudisce e lo protegge da quei cattivoni che dicono le brutte cose. Vogliamo pensare che il silenzio sia dettato dal fatto che il processo non è ancora partito e probabilmente i filoni di indagine per appurare possibili ulteriori abusi siano ancora aperti e non da “altro”, come accaduto per il medico di base pedofilo sempre di Bergamo.  Da parte nostra ci impegniamo a segnalarvi tutto quanto accadrà e soprattutto a seguire il processo. Poiché il silenzio sui casi di pedofilia non solo non favorisce gli innocenti, ma garantisce a chi abusa quell’immunità che per anni si è guadagnato sul campo: abusando impunemente.

Maestro pedofilo: ieri l’incidente probatorio. Appello alle altre vittime!

Maestro pedofilo: ieri l’incidente probatorio.
Ieri si è tenuto presso la Procura di Bergamo l’incidente probatorio per due bimbi, vittime entrambi del maestro pedofilo Aristide Mazza. Uno dei due bimbi è quello che fu salvato dai Carabinieri quando intervennero arrestando il predatore di bambini in flagranza di reato. L’altro ha invece portato sul tavolo del magistrato quel “chiacchiericcio” che da tempo circola. E che per primi annunciando non tanto per innate doti taumaturgiche bensì dall’amara analisi di come sono i pedofili., soggetti che passano la vita a predare. E quindi è emerso che da tempo (anni????!!!!!!) il maestro impunemente avesse abusato.
Il ragazzino più grande non ha parlato prima “per vergogna”.
Oggi invitiamo chi avesse subito abusi/attenzioni da parte del maestro Aristide Mazza a farsi vivo. A contattarci o a contattare direttamente la Procura di Bergamo. Non correte alcun rischio (scherziamo?!), ma al contrario potreste essere d’aiuto per tanti altri bambini. Bambini di oggi e bambini di ieri.

 

I figli dei pedofili. Una breve riflessione.

Essere figli di un pedofilo. Le vittime silenziose.
A cadenza periodica ci sono dei temi che tornano, prepotenti, sulle pagine di questo blog. Il senso di colpa  delle vittime, i danni degli abusi nel tempo, l’impreparazione conclamata di chi dovrebbe aiutare i bambini , sono 3 esempi tra i tanti.
Oggi il tema che torna è quello che abbiamo ribattezzato “gli effetti collaterali dei pedofili”. Riferendoci in tal senso a quanto loro potrebbe accadere, ma a cui gli stessi non pensano mai. Il finire in carcere. L’avere la proprio foto con la dicitura PEDOFILO sbattuta su un giornale, o in un blog. L’arresto ed il crollo di quel castello, di sabbia, abilmente costruito magari per 30 anni.
Uno degli effetti collaterali di cui parlerei oggi coinvolge i figli dei pedofili, quando questi non sono direttamente vittime dei loro crimini.
Pensiamo al caso del maestro di Palosco, Aristide Mazza, arrestato in flagranza di reato (senza la quale richiedo: quanti avrebbero creduto a quei bambini?).
Attualmente le investigazioni (leggiamo sui giornali) vertono su una decina di bambini. Mentre si scava nel suo passato cercando di capire da quanto tempo, impunemente, abbia agito (ed a tal riguardo un altro appello: se in passato foste stati vittima di questo soggetto, senza alcuna paura contattate le forze dell’ordine. Potrete essere loro molto utili!).
Il maestro ha due figli. Ed è pure nonno.
Due persone normali. Che tutto ad un tratto si vedono catapultate nel peggiore degli incubi e magari additate di essere mostri pure loro, come se il male si trasmettesse col dna.
Spesso ci siamo scontrati con i parenti dei pedofili, ma l’abbiamo fatto solo quando questi scendevano in piazza, insultando le vittime e dimostrando un legame con l’abusante che non era solo di tipo “anagrafico”….
Ma questo è uno di quei casi dove possiamo parlare di altre due vittime da mettere nel carnet del pedofilo Aristide. Due bimbi (oggi adulti) che un bel giorno hanno
scoperto che l’amato padre era un pedofilo della peggiore specie.
A loro va la nostra solidarietà ed a loro deve andare il supporto da parte della comunità. Non additandoli, ma supportandoli.
A loro consiglio anche di tenere stretto per sé quei ricordi “belli” e sereni, di un padre “normale”. Un padre però che il giorno che ha deciso di fare del male ad un bambino, si è assunto tantissime responsabilità: non ultima quella di perdere i propri affetti più cari…

Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo: e di carabinieri e bambini eroi!

Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo, ma con un altro punto di vista.
Di Aristide Mazza, maestro pedofilo di Bergamo in questi giorni molto abbiamo detto, ma soprattutto molto diremo. Specialmente  andando a rispondere alle domande che alcuni giorni fa ci siamo posti e che pare stiano trovando già delle risposte (ci sono altri bambini? Dato che non si diventa abusanti improvvisamente ha già fatto del male, impunemente, in passato? E via dicendo).
Oggi però torno sul fatto. Su quanto accaduto.
Con due esempi. Di coraggio. Sensibilità., Forza. Intelligenza.
Perché se ci lamentiamo spesso di come il mondo esterno non stia dalla parte dei bambini, è altresì giusto evidenziare quando quel mondo c’è, con che qualità riesce appunto ad essere presente.
Partiamo dal primo esempio: i carabinieri. Nello specifico quelli intervenuti sul caso.
Di loro si è letto solo che appunto l’hanno arrestato in flagranza di reato.
Io vorrei oggi non solo ringraziarli, ma spiegarvi cosa hanno dovuto fare (non entrando ovviamente nei dettagli dell’indagine!), ma soprattutto come si sono mossi.
Stavano in attesa, da diverso tempo. Controllando dall’auto civetta cosa stesse accadendo in quelle aule. E quando hanno visto il maestro allontanarsi con la sua vittima, e preparasi, eccitato, ad abusarla. Sono entrati. Pistola alla mano. Sfondando la porta e mettendo subito in salvo il bimbo e le manette al pedofilo. Colto , lo ripeto (e ho detto tutto) in flagranza.
Avrei pagato oro per vedere la sua faccia….ma non è questo il punto.
Il punto è che prima che carabinieri sono uomini. Magari padri di bimbi altrettanto piccoli. E che hanno dovuto tenere a bada quelle emozioni che, se sfociate, portano a lidi lontani da quelli per cui hanno indossato la divisa.
Ma il punto è anche che nessun bambino ha visto o sentito nulla. Che  hanno innanzitutto accolto, protetto e calmato la vittima. Poi hanno fatto sì che in tutte le aule venissero abbassate le tapparelle con una scusa, e gli alunni tenuti distanti dalla visione del maestro che incappucciato veniva portato via in manette.
Bravi. Davvero. Sembra scontato dirlo ma visto come altri soggetti intervenuti sulla vicenda (e non parliamo del mondo delle forze dell’ordine ma di quello della scuola) si sono mossi, il complimento/ringraziamento tanto scontato poi non è.
Un plauso poi per il modo in cui hanno accolto e preparato il bimbo vittima.
Secondo protagonista di questa storia.
Che bravissimo, ha parlato, ha chiesto aiuto ma soprattutto ha collaborato attivamente con i carabinieri (e qua non voglio dire di più!), con una forza ed un coraggio di cui andare orgogliosi. A vita.
La stessa forza e lo stesso coraggio che oggi servirebbe a tanti altri….

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