Articoli marcati con tag ‘bambini della romania’

Romania, esperimenti sui bambini. 2016 d.C.

Romania anno zero. Quest’uomo faceva esperimenti sui bambini. Ed è uno dei più famosi chirurghi ortopedici d’Europa. La storia che sui giornali italiani non ha avuto nemmeno una riga…. Il mio post che da giorni rimando.

ROMANIA ESPERIMENTI SUI BAMBINI

Da anni, come sapete, aiutiamo i piccoli del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest. Durante gli ultimi viaggi abbiamo incontrato parecchi bambini (di cui a breve racconteremo la  storia) che avevano subito operazioni di amputazione degli arti e che non riuscivano a guarire. La spiegazione arriva ora dalla cronaca più nera: è stato arrestato quest’uomo, uno dei più famosi chirurghi ortopedici d’Europa. Si chiama Burnei Gheorghe ed è accusato di corruzione e di aver fatto esperimenti sui bambini.

Che sottoponeva a diverse operazioni (quando non servivano), amputando arti (che non serviva amputare ), impiantando “parti artificiali” che faceva acquistare a ditte private ma che non erano conformi alla legge e quindi inadatti e pericolosi (a differenza di quelli che invece gratuitamente passava l’ospedale). Così facendo si arricchiva e i giovani pazienti nel peggiore dei casi morivano o rimanevano per sempre menomati. Purtroppo non sta in carcere ma ai domiciliari. Ed è l’ennesimo scandalo di cui in Italia non si parla, a danno dei bambini rumeni. Uno scandalo che dura da sempre.

VIDEO DELL’ ARRESTO: https://www.youtube.com/watch?v=YhbdPvUi1C4

STAMPA RUMENA, ALCUNI ARTICOLI:

http://www.mediafax.ro/stirile-zilei/medicul-gheorghe-burnei-a-fost-retinut-pentru-24-de-ore-16023178

http://stirileprotv.ro/stiri/actualitate/gheorghe-burnei-aflat-in-arest-la-domiciliu-ar-fi-depozitat-tesut-din-oase-de-copii-langa-mancare-un-medic-a-rupt-tacerea.html

http://www.digi24.ro/stiri/actualitate/justitie/venituri-de-medic-gheorghe-burnei-castiga-7-000-de-euro-pe-luna-631733

Romania. Nulla è cambiato. Le foto shock!

bambini della romania

I bambini poveri finiscono ancora oggi negli orfanotrofi….i genitori sono “contenti”, convinti che lì possano mangiare, sopravvivere…invece…Invece sono luoghi deputati all’abusi, alle sevizie, alla incompetenza di chi li dovrebbe crescere, alla morte…
Queste foto non sono mie. Non le feci più di 10 anni fa col mio reportage sui bimbi di Bucarest. Queste foto sono state scattate oggi, aprile 2015 d.C. In Romania ancora si muore negli orfanotrofi. Per la colpa di essere bambini. Peggio se poi con più o meno gravi disabilità.
Massimiliano Frassi i bambini delle fogne di Bucarest 2015

1500 bambini disabili morti in Romania

romania anno zero

 

Lo scrissi anni fa. Più di 10. E, perdonate il manifesto delirio di onnipotenza, ancora una volta fui il primo a denunciare certe cose, usando parole pesanti (una su tutte il verbo: “deportare”).
Oggi le cronache riconfermano quanto dissi. E stavolta le cronache sono di chi là ci vive.
Parlo della Romania. E della situazione dei bambini disabili.
Una Ong locale, la Crj, ha denunciato con un dettagliato report (ricco anche di foto e testimonianze dirette) che negli ultimi 4 anni sono stati lasciati morire ben 1.500 (millecinquecento) bambini disabili, in istituiti chiamati nello stesso modo in cui li chiamai io, dopo averli visitati: LAGER!
Pesantemente sedati con psicofarmaci. Coi corpicini denutriti e disidratati ricoperti di sporco e lividi per le pesanti botte. Segni di abusi sessuali. Questi alcuni riscontri denunciati dalla Ong rumena che oggi chiede una campagna nazionale atta a far cessare questo olocausto silenzioso.

Adotta una bimba rumena. Per darle una nuova vita? Macchè, per abusarla.

Adotta una bimba rumena per darle nuova vita? Macchè, per abusarla.

Più tardi posterò un vecchio filmato di una mia partecipazione televisiva da Costanzo. Andai a parlare della situazione dei bimbi della Romania e accadde il finimondo. Governo rumeno riunito d’urgenza e non ricordo più quante puntate della trasmissione, dedicate al tema, con ministri ambasciatori e quant’altro. Accadeva più di 10anni fa, ma il problema resta, oggi come allora lo stesso. Identica la risposta ufficiale (il problema non esiste) identica quella sociale (…..) e intanto migliaia di bimbi sopravvivono in condizioni infernali.
Quel video, qua mi serve in realtà solo come spunto per una notizia, di alcuni giorni fa arrivatami appunto insieme al video stesso.
Un italiano, originario della Sicilia ma residente a Parma con la moglie (le cui generalità non sono state rese note) è stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, con l’accusa di “violenza sessuale su una bimba di anni7”.
Questi i fatti: nel 2006 con la moglie consoce una donna poverissima che in Romania non riesce a mantenere i propri figli (ne ha 6). Dopo una assidua frequentazione (sic) la coppia porta la bambina in Italia. Di fatto con una sorta di affido non riconosciuto da nessuno, né in Romania né in Italia e pertanto illegale.
Malgrado questa evidenza carenza (se penso a quanta gente da anni invecchia dentro polverose liste d’attesa, facendo colloqui su colloqui per dare un futuro ai bimbi negli istituti…..) la coppia italiana iscrive regolarmente la bambina a scuola.
Fino a quando, per fortuna, una maestra attenta fa una segnalazione. La bimba si esprime con un “pesante linguaggio carico di riferimenti sessuali e parolacce”.
Dopo le indagini di rito si arrivano a smascherare gli abusi (la piccola veniva costretta anche a guardare video pornografici) ed al processo con relativo finale sopra citato: 7 anni.
Non sappiamo che parte in tutto questo abbia fatto la madre italiana. Né quella d’origine ma soprattutto non sappiamo dove sia oggi la bimba. Non mi stupirei l’avessero rispedita a casa in quanto straniera non in regola…
A lei resta quello che in passato abbiamo riscontrato purtroppo in altri bambini. Adottati (quelli in modo legale!), e grazie all’adozione sottratti a situazioni di abuso, per ripiombare poi in un mondo nuovo ma purtroppo per loro ancora abusante. Trovandosi a vivere a 4 o 5 anni il peggio di 10 vite. E sviluppando così l’idea che forse, davvero, tutti gli adulti sono pedofili……..

La bimba cieca ed il viaggio a Bucarest degli operatori di Prometeo.

La bimba cieca ed il viaggio a Bucarest degli operatori di Prometeo.

Gli operatori di Prometeo da oggi sono al Budimex per la preparazione della consueta festa di San Nicolaus. Al loro rientro vi aggiorneremo sul viaggio, sui nuovi casi (bruttissimi….), sulla situazione della Romania e dell’ospedale (idem…) ma soprattutto sui sorrisi che raccoglieranno alla consegna dei vostri doni.
Oggi ci saranno le visite domiciliarti: tra queste quella ad una bimba non vedente e malata di cancro. Che vive con la nonna (pure lei malata dello stesso male), la mamma, il fratellino ed un padre etilista. Il tutto in pochi metri di casa. La madre non può mai lasciarla sola. E’ giovanissima ma dimostra mille anni. Non esiste in tutta Bucarest una scuola che la accoglierla, poiché non sanno come gestire una bimba cieca. Le alternative ci sarebbero, dicono peccato siano quegli orfanotrofi lager che ben conosciamo.
Stamani la telefono la nostra operatrice Caterina mi diceva: “cosa ne sarà di questa bimba un domani, quando la madre non ci sarà più? Te lo dico io. La metteranno in manicomio”.
Intanto concentriamoci sul suo sorriso, e su quello degli altri bimbi, quando le bambole, gli orsacchiotti e tutti gli altri giochi si presenteranno a loro per essere coccolati, azionati, e quant’altro. Ma poi, con quei sorrisi nel cuore, dovremo cercare di cambiare, in meglio, alcune esistenze.
E se la piccola  non vedrà mai sia l sole, sia il sole a sedersi al suo tavolo ed a dirle, ciao sono qua.

 Nota: La foto è di William Snyder, che grazie ad un reportage sui bimbi della Romania, ha vinto il premio Pulitzer.

Le donne del Budimex

Le donne del Budimex oggi non credo riceveranno alcuna mimosa.
Hanno occhi stanchi e vivono di speranza.
Non c’è tempo per festeggiare. Né soldi.
Il costo di un fiore è merce rara sottratta al cibo per i propri figli, alle medicine per i propri pazienti.
Le donne del Budimex hanno la forza di una madre che dorme ai piedi del letto di un figlio morente senza nutrirsi, se non di briciole, per giorni e giorni. È il sorriso sempre presente anche quando nel cuore la morte ha messo il nido.
È la resistenza di un’infermiera che si reinventa ogni giorno le terapie, cesellando sapientemente tra le poche e sempre più scarse risorse che ha a disposizione. Affinché tutti abbiano tutto, anche quando quel tutto significa poco, pochissimo, quasi niente. Le donne del Budimex oggi non credo riceveranno alcuna mimosa.
Eppure i fiori più belli, li hanno già lì. Sotto i loro occhi, ogni giorno. E quando l’inverno non gela i loro boccioli, germogliano nel modo più bello che ci sia.

http://www.youtube.com/watch?v=l3G5oO0GfB8

Il sorriso del mondo. Stavolta arriva dal Budimex.

Romania. Reparto di oncologia pediatrica Budimex.

Due immagini. Una di poco più di un anno fa, l’altra scattata a dicembre durante il nostro ultimo viaggio.

Protagonista la medesima bimba. Oggi come allora sorridente.

Una differenza però tra le due foto c’è.

Nella prima il sorriso seppure presente, lottava per guadagnare una via d’uscita e mostrarsi a noi, scavalcando le barriere innalzate dal cancro.

Le cuffietta inoltre copriva i pochi ciuffi di capelli che ostinatamente proteggeva, in attesa che la chemioterapia se ne appropriasse.

Un anno e mezzo dopo la bimba è qua. Guardatela bene perché sì, è proprio lei.

Con lo stesso sorriso, ma anche parecchi chili e capelli in più.

Il male? Gli abbiamo dato lo sfratto e pur protestando l’ha messo in pratica.

Firmatari di tale sfratto: tutti quelli come voi che ci hanno aiutato ad aiutarla.

Oggi il blog parla di vita. Di questa vita.

Grazie di cuore davvero grazie, non bastano le parole per dirlo, grazie mille volte grazie, per aver reso possibile tutto ciò!

Nota: per dare un aiuto concreto:

http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=1&im=2&ip=0

Auguri di Buon Natale con il sorriso più bello del mondo.

Il Natale più bello:

il sorriso di un bambino.

E questo che vedete, è stato reso possibile grazie a voi.

Auguri a chi quel sorriso si impegnerà a restituirlo (se sottratto) ogni giorno della sua vita
ed a chi in quel sorriso si ritroverà.

Buon Natale.

Viaggio al Budimex, in avvicinamento….

Viaggio al Budimex…si avvicina la partenza.
Le Barbie sono ancora al trucco (incredibile…ne avete mai vista una senza? Sono peggio dei Gormiti!). I peluches non vedono l’ora di farsi “spupazzare”. E le macchinine hanno raddoppiato i paraurti, giusto per resistere alle gare a tutta velocità che faranno.
E tantissimi bimbi, grazie a loro torneranno a sorridere. Come forse mai prima d’ora avevano fatto.
Per qualcuno è la magia del Natale. Per me è il risultato che l’amore può dare.
Il vostro amore…..
Spezzare i vincoli di una malattia e riaccendere il sorriso. Fosse pure per mezzo di una Barbie …….truccatissima…..
Ancora una volta il cuore dei nostri operatori si riempirà di lacrime. Entreremo in case di cui Dio ha smarrito l’indirizzo…figuriamoci Babbo Natale….
E quando torneremo in ospedale troveremo anche dei lettini vuoti…….perchè il male l’indirizzo invece lo conosce sempre bene….forse dove sono non c’è bisogno di qualcuno che all’età di 5 anni ti fa conoscere il gusto di una caramella…….

 Per aiutarci:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=1&im=2&ip=0

Sapete come muoiono i bambini di Aids in Romania?

Oggi è la Giornata Mondiale per la Lotta all’Aids.La ricordo con due estratti da una mia relazione ad un convegno di una decina d’anni fa.
Attualissima. Purtroppo…
Aggiungo solo che in molti paesi il tasso di hiv pediatrico è oggi elevatissimo, grazie al turismo sessuale….

Sapete come muoiono i bambini di AIDS in Romania?
I bambini di AIDS in Romania muoiono a testa in giù.
Questo aneddoto lo racconto sempre poiché a dicembre dell’anno scorso, visitando l’ospedale mostrato in fotografia, ho visto un fagottino di 7 anni, con due occhioni enormi, immerso in un letto che non vi descriverò per pudore e per rispetto nei confronti di quella bambina.
Questo fagottino, con il volto oramai vinto e sconfitto dall’AIDS, mi guarda e mi dice: “Fai in modo che io non esca di qua a testa in giù”, io non capisco, anzi c’è un attimo in cui discuto con l’interprete poiché credo che mi stia traducendo in modo assolutamente sbagliato, ma quando la bambina capisce che non sto capendo, ribadisce che lei non vuole uscire da lì a testa in giù; allora le chiedo di spiegarsi meglio e lei mi indica un infermiere al fondo della sala – un uomo alto e robusto, con il camice macchiato di sangue – e mi dice: “Sai cosa accade qui, quando i bimbi chiudono gli occhi e non respirano più?
Che lui li prende per i piedini e li porta fuori a testa in giù.”

Ho iniziato ad occuparmi di AIDS più di 15 anni fa, anni duri, anni in cui si combatteva ogni giorno tra mille difficoltà, anni in cui il tasso di mortalità era elevatissimo e chi incontravamo oggi non l’avremmo sicuramente rincontrato la settimana successiva, anni che riassumo con un piccolo ma significativo aneddoto:
Vedendo i nostri amici – perché questo erano, non erano utenti, non erano pazienti, erano i nostri amici – che dimagrivano di giorno in giorno, ci illudevamo di poter sconfiggere quel loro dimagrimento andando a comprare nelle rosticcerie di Bergamo, dei piatti che poi si facevano scaldare nel reparto infettivi e che davamo loro al posto dei cibi che giungevano dalla mensa.
Ci illudevamo così di far riguadagnare loro peso, cancellando la fiacchezza, i dolori, il deperimento che andava a minare sempre più il corpo di quei ragazzi.
Questo capitava giusto l’altro ieri, un altro ieri lungo dieci anni come ho già detto, anni in cui molte cose sono cambiate mentre molte altre sono rimaste uguali.
Quegli amici oggi non sono più con noi. Su di loro la malattia ha vinto, distruggendo il loro corpo non prima di averli isolati dalla società.
Oggi però almeno da un punto di vista medico, possiamo dire che abbiamo vinto noi. Grazie alle nuove terapie abbiamo sentito dalle parole del dott. Suter quali e quanti progressi sono stati fatti e quanti altri, sicuramente nei prossimi anni, andremo ad ottenere. La stessa cosa però non capita ancora da un punto di vista sociale: in questo caso persistono le medesime intolleranti paure di allora.

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