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IO STO CON LA TAXYSTA DI ROMA!

io sto con la taxysta di roma

io sto con la taxysta di roma

 

 

C’è stato un tempo in cui tutti erano Charlie,
anche se Charlie, diciamolo, di cazzate ne aveva fatte e dette tante. Ma per
difendere quella libertà, troppo spesso “esagerata” ma soprattutto
l’invasione del “barbaro” eravamo tutti Charlie…poi come sempre,
finito il programma abbiamo cambiato canale…e quando ci è stato chiesto di
essere qualcosa d’altro, che ne so, magari un clandestino morto su un barcone
col figlioletto in grembo ecco che allora ci siamo tirati indietro…oggi vi chiedo
io di essere qualcuno..vi chiedo di essere una donna conducente di taxy Roma,
la mia città d’adozione….ma non una taxysta come tante…una taxysta che un
giorno fa salire sulla sua auto un ragazzo, bianco, italiano, che parla in
romanesco, dalla faccia normale e i modi per bene. E si risveglia col volto
tumefatto e una violenza subita, perché lui bravo non lo è, lui è uno
stupratore (e ladro!)…
Quindi oggi o stiamo con lei o stiamo contro di lei, senza se e senza ma…io
ho scelto. voglio scegliate anche voi!

Ciao piccola: lettera di una donna abusata, a sé stessa!

“Martina” era una bella e serena bambina. Poi un giorno l’orco delle favole, l’uomo nero, prese vita e forma. E le rubò con la forza il sorriso.
Questa la sua lettera oggi. Dopo anni di battaglie. Contro sé stessa in primis. Anni in cui il suo corpo ha sofferto, è dimagrito (troppo!), ha sfiorato il vento della morte. Ma anche anni di battaglie vinte. Di traguardi raggiunti. E di una vita che è lì, ad un passo. E per poterla riabbracciare forte, oggi serve fare i conti col passato. E per questo, eccola scrivere una lettera. A sé stessa bambina. Lettera che condivido con voi.

Massimiliano Frassi

stop child abuse blog pedofilia

 

Ciao piccola,
mi trovo qua, di fronte a te, ma dall’altra parte, in un mondo dove non so se credere a ciò che vedo, che sento, che tocco e che odoro. In un posto dove è facile trovare angoli per restare nascosta e osservare ciò che succede, ma nello stesso tempo pieno di catene, filo spinato, fantasmi e strane figure che trovi ovunque ti giri, ti seguono, non ti mollano mai, come se ti stanno incollati, usando la paura, lo spavento, lo scherno, gli incubi e appunto con catene o altro ti legano a loro facendoti un male terribile, da toglierti il respiro, la forza di pensare e di capire. Spesso ti fanno male e soprattutto mi ritrovo a farmi male per poter scappare via, ma sono più forti loro, mi strangolano. Accidenti devo, bisogna venire via da questo posto, bisogna saltare in quel luogo dove, così mi viene detto, che esistono posti, mondi, spazi sia belli che brutti, ma, dicono sempre, che in questi luoghi puoi essere sempre al sicuro sia col bello che col cattivo tempo, dicono anche, che puoi essere te stessa e fare o dire quello che vuoi, che pensi e sei libera di non fare ciò che una persona non ha voglia di fare. Attenta piccola, ti posso e ti devo dire che io in questo mondo non ci sono ancora o forse non riesco a restare, ascolto, capisco, condivido tutto, ma non riesco farlo mio. Penso che siano cose giuste, perfette, meritevoli ma che vanno bene per tutti gli altri che mi stanno attorno e non per me, non me lo merito, non è giusto non è possibile. Un’altra cosa da questo mondo dicono che ti devo aiutare, ma cavoli come faccio? Tu sei li oltre quella cortina di fuoco, di lame taglienti che ti perforano il pensiero, il respiro.

Uffa, cavoli fai qualcosa anche tu, apri gli occhi, muoviti, spostati, respira esci da quel torpore, da quella melma schifosa, viscida e puzzolente che hai addosso, appiccicata, meglio ne sei composta.
Scusami lo so che hai la bocca tappata, mani e piedi bloccati, tenuti fermi con la forza. So che non ti è permesso di muoverti, di fare rumore, di urlare e a te non resta che sparire. Sparire con quella parte di te che tutti chiamano anima, pensiero. Lo so quanto è difficile sopportare quel respiro, quella voce che ti dice un sacco di cose, spesso sembrano molto dolci, tenere per poi farti sentire un male cane, dolori lancinanti dove non sai come fare per non sentirli. Non ti è permesso di urlare, non devi farti sentire da nessuno, se poi servisse farti sentire, nessuno ti ascolta o si accorge che tu esisti sei al mondo, che tu ci sei, che anche tu respiri, senti e odori. Lo so che non sopporti quel tocco, quel calore, quel sudore, quel viscido che ti trovi addosso, ma porca vacca esci da quel torpore, scuotiti, rompi quella crosta che hai e allungati verso di me e prova, magari questa volta, non so, insieme ci facciamo male una volta per tutte e poi basta, magari riusciamo a catapultarci in quel mondo, in quel posto che ti dicevo e che in molti dicono “tu sei tu”, puoi parlare, sentire, percepire e giudicare con semplicità e sincerità. Dicono che qui non esiste quel filo spinato dove tu ti fai male, non serve, è anche vero che ci possono essere momenti brutti, spiacevoli, ma puoi dire ciò che provi e che senti. Però accidenti esci da quel torpore, svegliati, apri gli occhi, reagisci non non riesco ad avvicinarmi a te, posso solo allungarmi un po’, ma tu svegliati, datti una mossa e urla, urla,urla.
Scusami piccola se non riesco a starti vicina, a svegliarti con dolcezza, a prenderti in braccio e portarti via da li, sto cercando di liberare le mie mani, ma i nodi delle catene  sono stretti e i miei movimenti sono difficili. Ti ripeto svegliati, urla, grida e io lo farò con te, magari in due ci ascoltano e ci credono. Ciao piccola vorrei dirti a presto e spero di vederti presto, ma per favore svegliati, esci da quel torpore e poi da quel putridume in cui ti trovi, che sei. Un giorno riuscirai  e riusciremo a lavarcelo via, disinfettarci ed uscire allo scoperto.

Ciao ciao

“Martina”

Pedofili in rete: gioite. C’è un regalo per voi! Si smantella la Postale

appello contro lo smantellamento della polizia postale

 

Pedofili di tutta Italia e loro legali attivi in rete: gioite!
Entro questo fine settimana chiusi 267 uffici periferici della Polizia Postale!
Raccogliendo l’appello dato dagli amici che in tutta Italia lavorano all’interno della Postale, alcuni mesi fa lanciammo l’appello contro la chiusura di tantissime sedi della Postale (http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/polizia-postale ) . Al primo appello, rivolto direttamente all’allora Ministro Cancellieri ottenemmo una risposta. Ed una sorta di proroga. Oggi però l’amara conclusione:
“sancita definitivamente, entro il 31 ottobre di quest’anno, la chiusura di 267 uffici periferici della polizia, tra cui, nello specifico, la soppressione di 73 sezioni provinciali della Polizia postale.”
Pedofili di tutta Italia e loro legali attivi in rete: gioite!
Link:

http://www.sostenitori.info/chiudono-73-sezioni-provinciali-della-polizia-postale/

massimiliano frassi chiudono la polzia postale

Tranquilli. Siamo in ferieeeeeeee. Ma stiamo lavorando per voi e a settembre….

In questo periodo di ferie in tanti ci avete scritto pensando che avessimo chiuso il blog. Tranquilli, insieme al sito ha subito dei cambiamenti (nel caso del blog x ora non visibili a voi, ma inerenti la struttura). E per questo, motivo per alcuni giorni non è stato visibile e sparirà probabilmente ancora per altre 48 massimo 72 ore. Ma tornerà con nuovi articoli da settembre. Sempre e solo dalla parte dei bambini. Partendo da un ‘esclusiva: il caso del medico pediatra di Bergamo di cui mai nessuno ha parlato e un aggiornamento sul maestro di karate pedofilo…intanto buone vacanzeeeeeee e grazie x le vostre preoccupazioni, per fortuna inutili 😉

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