Articoli marcati con tag ‘blog pedofilia’

AGGIORNAMENTO BLOG.

apri le labbra

Cari amici del Blog, ci scusiamo per questa lunga pausa ma oramai sono i social il mezzo che usiamo di più, aggiornandoli praticamente ogni giorno. Questo blog ha fatto la storia della lotta alla pedofilia in Italia e ancora oggi riceviamo lettere da sopravvissuti che scoprendolo trovano la forza per uscire allo scoperto: e rinascere! Perdonate quindi se non sempre lo aggiorniamo. Intanto vi diciamo che in questi mesi abbiamo ovviamente fatto tantissime iniziative. Una delle più importanti ci ha visto andare al Festival del Cinema di Venezia ed alla Festa del Cinema di Roma, per supportare la proiezione di un corto intitolato “Apri le labbra”(diretto da Eleonora Ivone, scritto da Angelo Longoni e con Gaia De Laurentiis, interprete principale). Il corto ora girerà per i festival, poi potremo anche renderlo visibile , tra un po’ di tempo, nel web. Nel frattempo continuano i nostri incontri su e giù per l’Italia, il nostro corso per insegnanti e forze dell’ordine (solo quest’anno più di 1500 persone incontrate) e soprattutto i colloqui e il gruppo di auto aiuto (siamo quasi già a quota duemila pure quest’anno). Insomma, dalla parte vostra. Sempre!

massimiliano frassi
massimiliano frassimassimiliano frassi
gaia de laurentiis

Partenza col botto. Grazie a tutti!

record di contatti blog pedofiliaGrazie a tutti. Partenza col botto ieri e nuovo record. E sì che non siamo mai andati via anzi non siamo mai stati più attivi sui social come nell’ultimo anno, ma si vede che al blog siete proprio affezionati. Grazie a tutti.
S.B.

Si riparte. Siamo e saremo sempre la vostra voce!

stop pedofilia
Negli ultimi mesi abbiamo un po’ trascurato questo blog a scapito di Facebook ed altri mezzi. Quando il blog nacque non c’era nulla di tutto ciò e nemmeno altri blog sull’argomento, che dopo di noi sono spuntati come i funghi.
Per quest’anno il blog cambia direzione. Non più aggiornamenti quotidiani ma sempre di più la vostra voce, raccogliendo denunce, testimonianze, documenti che devono essere resi noti , rendendo questo blog l’unico punto di riferimento per chiunque combatta il crimine della pedofilia!

Lettura del testo: bambina consenziente o giornalista “ignorante”?

pedofilo a processo a cremonaLETTURA DEL TESTO. Torna nel nostro blog (un po’ trascurato a scapito di Facebook ma promettiamo un 2014 più attivo 😉 ), la rubrica che tanto amate meglio nota come analisi del testo. Stavolta analizziamo solo un titolo a dire il vero, ma che la dice lunga su come l’informazione nel nostro paese (anche) sul tema dell’infanzia violata debba ancora fare passi da gigante, per raggiungere standard di paesi cosiddetti civili. D’altro canto giusto ieri sono state pubblicate le classifiche che vedono l’Italia al 57° posto per libertà informazione, giusto dietro all’Ungheria…. Torniamo all’articolo. Spunto dello stesso è stato l’ennesimo processo per pedofilia. Del soggetto in questione pure noi abbiamo già parlato e ieri la sua vittima, oggi maggiorenne, è andata a testimoniare, dovendo tornare sui banchi di un tribunale dopo anni di dolore mai del tutto elaborato…ma anche questa è l’Italia. Con grande coraggio ha riaffrontato domande disturbanti e reso la propria sincera testimonianza. E poi tornata a casa in internet si è trovata un articolo con un titolo così: “Cremona, presunto pedofilo a processo. Avrebbe fatto sesso con una ragazzina di 13 anni. Lei ammette e dice di non essere mai stata costretta con la forza. Lui è appena uscito di galera “. Come lo interpretate voi? A me hanno insegnato che a pensare male (in questi casi) non si sbaglia mai. Analizziamolo parola per parola: il pedofilo è “presunto” e questo ci sta, fino alla fine del processo l’aggettivo è quello. Così come il condizionale “avrebbe”. Quello che non ci sta è il seguito: “lei (LA VITTIMA!) ammette (verbo questo usato di solito per una colpa da confessare non per altro) e dice di non essere mai stata costretta con la forza” quindi, traduciamo noi con una domanda, era, per l’articolista, consenziente? No perché vorremmo spiegargli che (quasi) mai i pedofili usano la forza per soggiogare i bimbi, che spesso in quanto pietrificati dalla paura e dallo schifo non riescono a muoversi, mentre questi bastardi sfogano i loro miseri orgasmi sui loro corpicini. Ma questo forse chi ha scritto questo titolo lo sa bene. O forse ignora di saperlo. Ma aggiungiamo anche che se mai esistesse un bambino che seduce un adulto (questa è la logica con cui chi fa turismo sessuale si autoassolve), sta appunto all’adulto ritrarsi e spiegare al bimbo quali comportamenti sono giusti e quali no. Nel processo ci sono tantissime prove e quindi avremo modo di parlare a processo concluso di cosa sia realmente accaduto. Intanto auguriamo alla ragazza di tornare alla vita, tornare a fidarsi della vita soprattutto e degli uomini. Che siano (fintamente buoni) amici di famiglia. Che siano giornalisti….

Stop ai Commenti.

Stop ai Commenti…almeno per un po’…

Si avvisa la gentile clientela che i commenti sono stati disattivati. Sostenitori di preti pedofili in primis e testimoni di Geova, sono pregati di non perdere tempo a mandare commenti che finiscono dritti dritti nel cestino.

“I ragazzini cercano affettività carnale”. Parola di Cardinale.

“I ragazzini cercano affettività carnale”. Parola di Cardinale.
In una recente trasmissione andata in onda su La7 pochi giorni fa, è apparsa un’intervista ad un Cardinale, di quelli che hanno partecipato al Conclave per l’elezione del Santo Padre. Cardinale. Il suo anonimato (purtroppo) è stato garantito e non sappiamo quindi la sua identità. Abbiamo però ben presenti le sue parole, che riportiamo, senza alcun commento, poiché da sole appunto si commentano:

 “Sa quante diocesi ci sono in Italia? Un caso di pedofilia per diocesi è fisiologico… ci sono tante condanne, ma anche tante assoluzioni. Dobbiamo chiederci: cos’è la molestia? Una carezza sulla testa? Una carezza fino a metà schiena? Un pizzicotto? No… d’altronde oggi, vista la fragilità dei giovani, sono gli stessi ragazzini a cercare l’affettività carnale...”.

Record di accessi per Blog Pedofilia.

Accesi record per il blog.

 

Grazieeeeeeeeeeeeee per la fiducia che ci avete dato in tutti questi anni e che mantenete costante nel tempo.

Lettera per la ragazza violentata in strada a Bergamo che ha dovuto abortire.

Lettera per la ragazza violentata in strada a Bergamo che ha dovuto abortire.

La notizia è uscita venerdì scorso….ma riesco a parlarne solo ora. Non so perché ma ci sono storie che ti entrano più di altre “dentro”, sedimentano e per questo fanno ancora più male.
Tutto inizia a Bergamo, in una via centrale, un paio di settimana fa. Una ragazza esce da un bar e accidentalmente incontra sulla sua strada uno stupratore.
La ragazza ha 24 anni ed è incinta.
Pochi giorni fa il ricovero in ospedale ed il bambino che viene perso.
A lei oggi rivolgo il mio pensiero…chissà magari qualche conoscente comune glielo farà avere.

Cara sconosciuta, mi piacerebbe dirtelo a parole ma uso l’unico mezzo che ho per raggiungerti….forse dirò cose ovvie, che hai già risolto, o forse (temo) no…
Ti auguro di elaborare quello che ti è accaduto come un brutto incidente. Incidente già. Alla stregua del fatto che quella sera anziché finire addosso ad un mostro fossi stata investita da un auto. Non è per sminuire nulla, il dolore resta grande, ma è per ripareggiare le cose.
Mia Martini cantava “Gli uomini non cambiano” e sì, spesso è vero. Ma quello che ti auguro è di tornare al più presto a credere ancora che esistano uomini (come quello che credo tu abbia accanto) che sono diversi da certi altri maschi. In minoranza quest’ultimi ma di sicuro molto più rumorosi.

Ti auguro di tornare presto a credere nell’amore ed a fare l’amore con chi ti vuole bene. Quel amore che nulla ha a che fare con la fame di un bastardo che si sente onnipotente solo quando riesce a farla franca…solo se usa l’unica arma che la sua vita gli ha dato: la violenza…salvo trincerarsi dietro tardivi quanto ipocriti pentimenti…

Il tuo tornare a vivere. Ad uscire la sera. A non vedere negli occhi di ogni maschio che incontri camminando in strada un possibile pericolo, questa sarà la tua risposta.
Torna a vivere, torna ad amare.
Ed a lasciarti amare.
E chissà, già tra 9 mesi, oppure tra 10, 11, il tempo che ci vorrà, casa tua si tingerà di rosa o di azzurro e sarà ancora una volta la conferma della tua diversità.
Diversità sì. Tu sai dare vita. Lui cercava solo di toglierla quella vita.
Per questo ti chiedo di non permettergli di credere di esserci riuscito per sempre.
Con sincera stima ti mando il mio abbraccio migliore.
E se mai passassi dalle mie parti (pare che non viviamo poi tanto distanti) sarò qua a condividere un caffè ed una lunga chiacchierata con te.

Massimiliano Frassi

Due note a margine:

1) Non accadrà, perché in Italia accade sempre più spesso il contrario e perché manco in carcere l’hanno mandato. Ma se fossi io il Pubblico Ministro, ora lo condannerei non solo per stupro ma anche per omicidio!

2) Mi chiedo dove sono finiti tutti. Le femministe dell’ultima ora (così lontane anni luce dalle loro colleghe degli anni ‘70, forse quelle fin troppo estremiste e chiassose ma almeno attive). Mi chiedo dove sono le associazioni. I politici. Perché ora, davanti (anche) alla perdita di un bimbo, tutti tacciono? Perché si sono già spente le telecamere e cercano nuovi riflettori altrove?

Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui:

“Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui, nel massimo della fiducia e della stima possibile, tutto ciò ha veramente dell’incredibile.”

La gente è stanca. Tanto. Stanca ed indignata. Di chi abusa e di chi protegge gli abusanti.
Palosco, paese in provincia di Bergamo, alcuni mesi fa viene arrestato in flagranza di reato un maestro, Aristide Mazza. Noto e stimato. Maestro per almeno due generazioni. Carriera spazzata via da quel filmato, registrato in diretta dalle forze dell’ordine, che l’hanno arrestato in flagranza di reato, mentre compiva l’ultimo abuso….
Anche l’ abbiamo, almeno all’inizio, assistito alle “solite” reazioni: l’incredulità in primis (umana e normale), l’ostruzionismo poi (anormale e complice).
Oggi che il “maestro” ha ottenuto i domiciliari, un comitato di ben 200 persone ha manifestato la propria rabbia e la propria indignazione, scrivendo una lunga lettera apparsa sul Giornale di Treviglio, lettera che riportiamo anche noi in seguito alle molteplici richieste. La riportiamo e la condividiamo in toto. Bravi, bell’esempio! Davvero!
“Egregio Direttore,
Noi genitori della scuola elementare e media di Palosco scriviamo questa lettera per discutere e commentare apertamente un fatto di cronaca che recentemente ha coinvolto i nostri figli.
Era la mattina del 18 aprile scorso quando all’improvviso ci arrivò la notizia che il maestro A. M. era stato arrestato on l’accusa di violenza e abuso sui minori e colto in flagrante. Per diversi di noi niente fu più come prima.
Giorno dopo giorno venivano alla luce particolari sempre più raccapriccianti riguardo al comportamento tenuto dal maestro con i nostri figli. (…) Se pensiamo a quante volte abbiamo affidato i nostri figli a lui, nel massimo della fiducia e della stima possibile, tutto ciò ha veramente dell’incredibile.
Noi genitori di Palosco abbiamo deciso di scrivere queste righe perché il silenzio che è calato in questi ultimi mesi, su questa sconcertante vicenda, non fa assolutamente onore ai nostri figli.
Perché ci sono stati bambini che hanno dovuto affrontare delle udienze e hanno avuto il coraggio di raccontare tutta la verità per quanto amara, vergognosa e dolorosa potesse essere.
Dolorosa anche per noi genitori, nell’assistere dietro a un vetro i propri figli, sentirli rispondere alle continue domande di un giudice e ascoltare ciò che di più terribile e amaro non avremmo mai potuto sentire (…)
…questi eroi, piccoli e indifesi, non hanno deluso, anzi hanno dato il meglio di sé, hanno mostrato tutto il loro coraggio e hanno superato il timore di essere giudicati loro stessi colpevoli di questo imperdonabile reato.
Hanno vinto la vergogna, mettendosi di nuovo a nudo, parlando della loro intimità di fronte a degli estranei. E l’hanno fatto nel migliore dei modi.
Credete questa esperienza per loro è stata una grande liberazione.
Solo assistendo alle testimonianze rilasciate in Procura, abbiamo potuto comprendere fino a dove quest’uomo si è spinto. Egli ha calpestato ogni loro diritto, senza scrupoli, prendendosi gioco di loro e della loro innocenza, approfittando della sua carica professionale all’interno di un edificio che fino’ora era stato il più sicuro al mondo : la scuola.
Diversi di noi si sentono in colpa per non aver capito ciò che accadeva ai propri figli (…)”
La lunga lettera (peraltro meravigliosa…tutti dovrebbero leggerla..per capire cosa si prova!) continua con al rabbia, per i domiciliari concessi al maestro e termina con una sorta di appello:
“…dietro questa decisione del giudice non c’è solo la nostra rabbia, ma c’è una grande e amarissima ingiustizia. Nella speranza ch qualcosa possa veramente cambiare ci appelliamo ai giudici e alle massime autorità competenti, affinché sia resa giustizia e quest’uomo torni in carcere per espiare la giusta pena…i diritti dei bambini dovrebbero indiscutibilmente essere una priorità incalpestabile”.

Legalizziamo pedofilia, cannibalismo e infibulazione.

Tempo fa in uno dei nostri corsi per le forze dell’ordine un operatore di Scotland Yard segnalò quanto in Inghilterra accadeva in situazioni di abuso/maltrattamento da parte di cittadini stranieri, provenienti in particolar modo dall’Est Europa o dall’Africa.
Sottolineando come la legislazione inglese fosse molto chiara: “quello che culturalmente può essere accettato in società che non tutelano i diritti delle donne e dei bambini (leggasi matrimoni di bimbe all’età di 11 anni e via dicendo) da noi è assolutamente fuorilegge”.
Mi è venuto in mente questo passo in seguito all’assoluzione in primo grado dell’albanese che a Reggio Emilia fu arrestato dopo la Procura parlò di immagini assolutamente chiare, inerenti quelli che parevano essere rapporto orali tra il padre ed il proprio figlioletto. Bimbo che fu addirittura portato in piazza, davanti tutti, per manifestare a favore della scarcerazione del padre medesimo.
Oggi riporto anche un passaggio dalla Gazzetta di Reggio, dove parla a sentenza avvenuta, la Procura. Non prima  di chiedere anche qua, quanto manca affinché sia legalizzata l’infibulazione…o, per assurdo, il cannibalismo….
“(…)  Ma se per la procura quelle immagini erano la prova di un abuso vero e proprio, di una violenza sessuale; per la difesa quei gesti dovevano essere interpretati invece come un gesto d’affetto di un padre nei confronti del figlio. Alla luce anche delle differenti usanze, è stato ripetuto in questo mesi, all’interno della comunità albanese.
LA PROCURA. «Leggeremo le motivazioni e valuteremo se fare appello, ma dalla lettura del dispositivo che sostiene che “il fatto non costituisce reato” rilevo che il fatto storico è stato ritenuto sussistente, in genere si usa questa formula quando è l’elemento psicologico a essere mancante o carente» è la prima reazione del procuratore capo, Giorgio Grandinetti. «Ci tengo a dire – aggiunge – che questo procedimento non è stato mai trattato né con leggerezza né con pregiudizio, ma è il frutto di ponderazione e approfondimento in tutte le sue fasi. E si è arrivato al dibattimento non attraverso una via breve, ma attraverso un impianto accusatorio serio e solido, validato due volte in fase di indagini preliminari dal gip che lo hanno sempre giudicato adeguato. Ora, prendiamo atto di quanto avvenuto».
«Va detto – sottolinea il magistrato – che viviamo un momento storico complesso, per quanto riguarda i reati culturalmente orientati. I rapporti sociali sono complessi. Noi non siamo organismi politici, ma siamo vincolati alla legislazione positiva. Abbiamo agito in scienza e coscienza, senza trascurare nulla».
«La dottoressa Pantani ha lavorato in stretto collegamento con me, ho condiviso le sue scelte, non per niente ero presente in aula in rappresentanza dell’ufficio del pubblico ministro» ha concludo il procuratore capo.
A fianco della dottoressa Pantani, al momento della lettura della sentenza, erano presenti oltre a Grandinetti anche tutti gli altri pm della procura reggiana.”

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe