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Carilio Ghilardi è pedofilo anche per la Cassazione. Ora lo rivogliamo in carcere!

pedofilo catechista Sorisole Carilio Ghilardi
Aprire la giornata con l’avvocato che ti chiama e ti comunica la condanna definitiva di un PEDOFILO, non ha prezzo!
Appello in Cassazione rigettato, riconfermata la condanna a 3 anni e 4 mesi per il pedofilo catechista Carilio Ghilardi!
Eppure mi sembra ieri quando ci fu il processo di primo grado (con relativa condanna). Io seduto più di tre ore immobile fianco a fianco con una sua obesa sostenitrice, che non fece altro che guardarmi e dire ad alta voce “ma tu guarda che schifo…ma che puzza di merda che sento…Dio che schifo…ho il vomito…”…
Io (sì lo so vi stupirete) rimasi in assoluto in silenzio…per rispetto verso il luogo e chi vi lavora, ma soprattutto per tutela verso le uniche vittime…ecco qualche tempo dopo indagini scientifiche hanno dimostrato che quel odore non era il mio….ma il suo….sta puzzona….

p.s. riporto sopra un articolo uscito all’inizio di questa folle vicenda.

Fissata la data d’appello per il catechista pedofilo.

Fissata la data d’appello per il processo del catechista pedofilo di Sorisole, Carilio Ghilardi:
sarà il giorno 11 febbraio!
pedofilo catechista Sorisole Carilio Ghilardi

Carilio Ghilardi. Sentenza rimandata.

Ultim’ora.
Il processo (con sentenza) al catechista di Sorisole (Bg) Carilio Ghilardi è stato rimandato causa malattia del Giudice……
Fossi nell’imputato mi preoccuperei ed arrabbierei. Tanto.

In dirittura d’arrivo il processo al catechista Carilio Ghilardi.

In via d’arrivo il processo al catechista bergamasco accusato di abusi.

Carilio Ghilardi, catechista presso l’oratorio di Sorisole, andrà a processo il 01 marzo 2013 con rito abbreviato.
A deciderlo ieri il Tribunale di Bergamo.
Nel frattempo restano confermati i domiciliari, con uno spostamento  da una sorella a casa sua a Sorisole (forse perchè non lo volevano più? Chissà…..).
Malgrado il rito abbreviato (con relativi sconti di pena) oggi sui giornali leggiamo che “si può ipotizzare una condanna a 12 anni, dato che gli vengono contestati un centinaio di episodi, con l’aggravante del fatto che il suo ruolo di catechista sia equiparato a quello di un insegnante”.
Il Carilio non era ovviamente presente.
Pesante invece è ancora il clima che si respira in paese, stavolta però non più contro le vittime (già avete letto bene, contro le vittime) ma contro chi difende l’abusante.
Non dimentichiamoci che solo pochi giorni fa, a Bergamo la gente è scesa in piazza, con a capo il Sindaco, per manifestare sotto casa di uno stupratore arrestato poche ore prima dalla Polizia.
Che i tempi stiano cambiando, lo si deve forse proprio all’arroganza degli abusanti. E di chi ne fa le veci.

Il silenzio non favorisce gli innocenti.

Il silenzio non favorisce gli innocenti.
Tante le vostre mail che negli ultimi mesi ci hanno segnalato una cosa: il silenzio che è calato a Bergamo su due casi di cronaca eclatanti. Di cui pure noi spesso ci siamo occupati. Il caso del maestro di Palosco, Aristide Mazza (qua trovate i vecchi post: http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/aristide-mazza-maestro-pedofilo ) arrestato in flagranza di reato mentre abusava un bambino e quello del catechista di Sorrisole, Carilio Ghilardi, pure lui “bloccato” grazie alle intercettazioni degli uomini dell’arma. Il primo vi diciamo essere ancora in carcere mentre il secondo già da questa estate ha ottenuto i domiciliari presso la brava sorella, che lo accudisce e lo protegge da quei cattivoni che dicono le brutte cose. Vogliamo pensare che il silenzio sia dettato dal fatto che il processo non è ancora partito e probabilmente i filoni di indagine per appurare possibili ulteriori abusi siano ancora aperti e non da “altro”, come accaduto per il medico di base pedofilo sempre di Bergamo.  Da parte nostra ci impegniamo a segnalarvi tutto quanto accadrà e soprattutto a seguire il processo. Poiché il silenzio sui casi di pedofilia non solo non favorisce gli innocenti, ma garantisce a chi abusa quell’immunità che per anni si è guadagnato sul campo: abusando impunemente.

Carilio Ghilardi: lettere dai fans al catechista in carcere per abusi.

Carilio Ghilardi. Lettere dei fans in carcere.

Riportiamo alcuni stralci di lettere dei supporter del catechista bergamasco Carilio Ghilardi, apparse sul Giornale di Bergamo di ieri.
Inutile commentarle….ma utili per qualsiasi manuale antropologico che voglia analizzare la razza umana davanti ad un caso di abusi da parte di persona nota.

Vogliamo gridarlo a gran voce siamo vicini a CARILIO.
Lo sosteniamo e siamo vicini a lui.
Siamo tutti frastornati e sotto shock ma tanto fiduciosi che la VERITA’ verrà fuori.
Laura Cometti, Bruno, Emanuele e Simone Zimbelli.

“Se sono la mamma e la donna che sono lo devo anche a Carilio.
Un abbraccio forte,
Roberta

Nella vita fidati delle sensazioni di quella che senti dentro, così sarai sicuro di non sbagliare.
Fidati del tuo cuore, di quello che prova.
Nella vita fidati solo delle persone che non ti lasciano un secondo,
neanche quando tutto va a rotoli, neanche quando al tua vita è un inferno in miniatura.
Teresina e Dato Cornolti, Iris Cornolti, Mira Zimbelli, Melissa Cornolti, Roberta Cornolti, Michele Cattaneo, Luigi Zimbelli, Carla Cornolti.

Una persona e un catechista SPECIALE:
ecco come noi  ragazzi definiamo il nostro Carilio.
Speciale perché ci vuole un mondo di bene, ci dedica un sacco del suo tempo per noi ed è generoso come pochi.
Coi ha fatto capire l’importanza della preghiera e dell’ostare insieme come gruppo:
immancabile era l’incontro del venerdì sera, la messa domenicale e il rosario del lunedì sera. È sempre  disponibile ad aiutarti se hai qualche problema e se può fare un piacere a qualcuno dà il 100% di se stesso!
Fiduciosi che la VERITA’ venga a galla ti abbracciamo forte e ti aspettiamo.
Per noi è sempre il ragazzo che ha passato la sua vita accanto ai nostri ragazzi. Coraggio cari! Mi raccomando!
Conserva ancora quel tuo spirito capace di conquistare e di spendersi per questi nostri figli.
Stiamo soffrendo con te in questo particolare e difficile momento, ma siamo sereni e fiduciosi”.
Fausto e Donatella.

Chiacchiere da bar. In presa diretta dopo l’arresto del catechista bergamasco

Chiacchiere da bar. In presa diretta dopo l’arresto del catechista bergamasco.

 

“Da oggi basta una carezza e si è tutti pedofili!”.
Falso. Non basta una carezza. Ma basterebbe se quella carezza fosse disturbante, magari nella parti intime, di un minore.
Vero è che prima di arrestare un pedofilo ce ne vuole, anzi spesso le prove non bastano e l’arresto non avviene. Mai accaduto invece il contrario!

 

“I giornali scrivono il nome solo per vendere più copie”.
Falso. Forse siete abituati male, ma di solito la stampa MONDIALE pubblica il nome dei pedofili. Quella in Veneto addirittura l’indirizzo di casa.
Chi ha pubblicato il nome non l’ha fatto per vendere più copie. Sicuramente l’ha fatto per rispetto verso la società civile, per le vere vittime ( i bambini) della pedo-follia e, aggiungiamo, per onorare quei 106 giornalisti morti solo nel 2011 svolgendo il proprio lavoro.

“Ma uno non diventa pedofilo a cinquant’anni. Allora dove sono le vittime passate?”
Vero. Non ridiventa pedofili a 50 anni e forse potrebbero esserci altre vittime. Molte più di quanto no possiamo immaginare. Il perché oggi non escano allo scoperto ha varie spiegazioni:
vergogna, paura, rimorso, il fatto che ancora non stiano bene, il fatto che abbiano parlato in passato ma nessuno abbia creduto loro, il fatto che non vogliano esporsi in mezzo a gente che non fa altro che decantare le lodi: di un pedofilo.

 

“Chissà i carabinieri che video hanno visto”
Sicuramente non quello che guardate voi. Se una Procura emette un mandato di arresto dopo la visione di un video, direi che non serve aggiungere altro…

 

“I ragazzini hanno già smentito tutto e ritirato le denunce”.
Falso. È una bugia montata ad arte. Le indagini della Procura hanno pesanti elementi probatori. E comunque se anche per assurdo fosse vero (può capitare che un minore per paura, vergogna, perché minacciato etc. possa ritrattare) questi sono fascicoli che restano aperti in quanto non è possibile rimettere la querela presentata (proprio per superare questo scoglio). Quindi chi ha messo in giro questa voce, è stupido due volte.

 

“Tanto tra poco esce e torna in oratorio”.
Probabile. Non tanto sull’uscita a breve, quanto sul fatto che torni in oratorio. Da lì la palla passa a voi e a chi in quel oratorio lo ospiterà.

Continua…..

Quello che un pedofilo deve sapere.

Quello che un pedofilo deve sapere.

Tanti i lettori di questo blog. Parecchi anche i pedofili, probabilmente.
I quali in questi anni hanno avuto modo di vedere come spesso la propria categoria veniva difesa da (dis)abili movimenti di piazza. Inutili quanto anacronistici. Utili alla Questura più  che all’opinione pubblica per capire sul proprio territorio quale poteva essere il tasso di imbecillità. O peggio ancora di complicità.
Nelle foto ne vedete alcuni. Manifestanti per gente poi condannata anche a 10 anni di carcere. Gente che aveva nel proprio pc immagini di neonati torturati e che approfittando del proprio “ruolo” di maestro/prete/catechista abusava dei bambini che in qualche modo gli venivano affidati.

Oggi prendendo spunto dal profilo da noi tracciato sul pedofilo arrestato l’altro ieri alle porte di Bergamo (il catechista Carilio Ghilardi che proprio stamani si presenterà davanti al Giudice, facendo secondo noi, scena muta…anzi al massimo frignando un pochino con la vocina che lo contraddistingueva in mezzo a mille), ci rivolgeremo proprio a chi abusa dei bambini. Con quelli che in passato già abbiamo definito essere “gli effetti collaterali dell’essere pedofilo”.
Chi abusa deve sapere:

a)    che prima o poi verrò scoperto e denunciato. Troverà infatti persone coraggiose che avranno la possibilità di chiedere aiuto alle forze dell’ordine per far interrompere i propri abusi.
Non la si fa franca a vita! E prima o poi il conto (seppure in difetto rispetto ai reali abusi commessi) arriva!

b) quando si lavora come si è lavorato su questo caso e come oggi si fa (Rignano Flaminio e Brescia qualcosa avranno pure insegnato docet) e si arriva a delle prove provate (leggasi video degli abusi) è chiaro che in un colpo tutta quella facciata abilmente costruita lungo una vita intera crolla. E nel momento in cui c’è il riconoscimento della propria natura predatrice, una volta che si torna nella società civile quanto si era costruito è stato spazzato via, come fragili edifici sotto un forte terremoto.
Ecco perché  a volte questi codardi si tolgono la vita: perché capiscono di avere buttato via tutto. In un colpo solo.

c) ma il togliersi la vita (che resta una scelta personale!) non è nulla rispetto al dolore che si arreca ai propri cari. Partendo dai genitori (anziani nel caso del catechista) ai parenti più stretti. Che se difendono il proprio fratello/zio etc. è solo per condivisione di intenti non per altro, altrimenti da che mondo è mondo si trovano a vivere un duplice dramma: quello di aver perso un proprio congiunto nel modo peggiore. Non una grave malattia o un incidente improvviso, macchè, un arresto in quanto pedofilo, ovvero cacciatore di bambini, l’ultimo essere al mondo che una persona vorrebbe in casa.
Insieme ai parenti ricordiamo anche gli amici, i conoscenti, o il datore di lavoro che un pedofilo con lui non lo vuole assolutamente avere…perché i clienti se ne vanno…perché lì “se lui torna loro non entrano”.

d)   Fede: un discorso a parte. Ma chi utilizza il suo ruolo all’interno della Chiesa per sporcare i bambini che dovrebbe educare ed avvicinare a Dio, dovrebbe veramente ricevere il trattamento auspicato da Gesù: “macina d’asino al collo…”

e)    Potrei andare avanti per altre pagine, ma credo che già queste bastino. Ho volutamente omesso i danni alle vere vittime, i bambini. Perchè quei danni al pedofilo non interessano.
Anche per questo qua i toni che usiamo sono spesso “forti”. Perché va applicata al pedofilo la stessa regola che lui applica alle vittime: lo si de-personalizza. Non è un essere umano (non più dal momento in cui ha abusato) e in quanto tale ci si rivolge a lui, senza alcuna empatia.

Nota: ieri un mio operatore residente proprio in quel di Sorisole mi ha detto “incredibile…lo conoscevo da quando ero bambino….certo ora molte cose tornano ma chi mai avrebbe pensato…in tutta risposta, una persona da noi seguita gli ha risposto “e allora cosa dovrei dire io, che a farmi del male fu il mio adorato insospettabile nonno?! Svegliamoci, loro sono abili a mimetizzarsi!”: dedichiamo questo breve scambio di parole a chi pare stia raccogliendo firme per il catechista in carcere e voglia scrivergli “una bella lettera per alleviarne il dolore”. Scrivetegliela pure la lettera, ma non fate nulla di pubblico. Ognuno ha il diritto di stare vicino a chi vuole ma quel diritto cessa se diventa accusa verso chi ha subito abusi.
Se poi volete davvero confortarlo nelle lunghe ore noiose che passerà in isolamento, più che le vostre misericordiose parole di conforto allegategli le foto dei vostri figli…

Ecco il nome – e gli atti criminali – del catechista pedofilo arrestato a Bergamo.

Carilio Ghilardi, residente a Sorrisole (Bg), anni 54, farmacista ad Almé e da anni “stimato catechista”. Queste le generalità del pedofilo arrestato a Bergamo. Generalità rese note oggi dal Giornale di Bergamo (un plauso!!!) che andando oltre la complice quanto ipocrita retorica del “non si fanno i nomi dei minori per tutelarli” (regola che in realtà vale SOLO per i casi di abuso sessuale familiare, quando il nome dell’abusante si legherebbe per forza di cose a quello dell’abusato), oggi in prima pagina mette nome e cognome appunto. E se la cosa è normale in altre province, stavolta si è forse definitivamente rotto un tabù…quello che tutela sempre gli orchi e mai i bambini.
La comunità deve sapere chi la popola, soprattutto se chi la popola è pedofilo e si è perfettamente inserito in quelle zone popolate appunto da minori.
Minori, come i ragazzini che per anni e anni il bravo catechista ha incontrato, formato (sic). Per loro gruppi di preghiera, gruppi per dire il Rosario, poi via tutti in gelateria. E la disponibilità era tale che si offriva magari di portare a casa qualcuno (d’altronde chi non si sarebbe fidato di lui?). Peccato che l’auto deviasse e il predatore di bambini finisse in zone appartate, dove “con al scusa di controllare lo sviluppo sessuale” del minore,allungava le mani.
La storia a noi ricorda incredibilmente da vicino quella del prete bergamasco Don Matteo Diletti. Medesima immaturità della persona. Medesimo modus operandi (compreso il mandare messaggi in continuazione alle sue vittime: Carilio, il bravo Carlio solocon la prima vitima ebbe 3.400 contatti in un anno).
Ma torniamo a Carilio (ma che nome è “Carilio”???). I genitori di un ragazzino poco tempo fa l’avevano affrontato e poi si erano rivolti ai Carabinieri (suggerimento: Mai farlo. Nel senso di MAI affrontare un pedofilo. Capiamo che di pancia una reazione così ci possa stare, ma di testa è assolutamente sbagliata, poiché porta il pedofilo a potersi difendere e /o occultare eventuali prove. Rivolgetevi invece sempre e subito alle forze dell’ordine!). Certo non è stato il caso del Ghilardi il quale ha lasciato stare sì loro figlio, ma sentendosi praticamente intoccabile, ha spostato le attenzioni su altri ragazzini.
Come quello che si vede nel filmato dei Carabinieri che hanno messo le telecamere dentro all’alcova del pedofilo: ragazzino portato in camera da letto e…
Ghilardi organizzava anche serate per genitori sull’educazione dei figli adolescenti (doppio sic).
Ora come dicevamo poc’anzi è in carcere e domani verrà sentito dal Giudice. Quasi sicuramente farà scena muta. Dopo di che si andrà a processo con rito abbreviato e tra non molto tempo ce lo troveremo in libertà. Chissà nel frattempo quanti bei corsi potrà organizzare….
Nota: totale solidarietà alle famiglie e offerta del massimo supporto loro necessario. Poiché la lotta vostra, sappiate, non è ancora terminata….

 “La catechesi è un’educazione della fede dei fanciulli, dei giovani e degli adulti, la quale comprende in special modo un insegnamento della dottrina cristiana, generalmente dato in modo organico e sistematico, al fine di iniziarli alla pienezza della vita cristiana” [Cf Giovanni Paolo II, Esort. ap. Catechesi tradendae, 1; 2].

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