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Bergamo: condannato il catechista pedofilo anche in secondo grado

pedofilo catechista Sorisole Carilio Ghilardi

Ultim’ora.

Condannato anche in appello Carilio Ghilardi, il catechista pedofilo. Il Tribunale di Brescia ha riconfermato in toto la pena inflitta in primo grado a 3 anni e 4 mesi.
Ora il pedofilo ricorrerà quasi sicuramente in Cassazione, ma poi il finale della storia sarà uno solo: CARCERE!

I nostri più sentiti complimenti all’avvocato Stefano Paganelli, sempre più voce e difesa dell’infanzia violata.

 

Carilio Ghilardi, catechista accusato di abusi, processo in dirittura finale.

Si terrà venerdì 12 aprile alle ore 10,00 presso il nuovo Tribunale di Bergamo, l’udienza conclusiva del processo al catechista Carilio Ghilardi.
Massima solidarietà ancora una volta alle vittime che hanno dovuto affrontare da sole un percorso lungo e doloroso, con un intera comunità contro.

Venerdì prossimo sentenza per il caso del catechista pedofilo.

Si terrà venerdì 01 marzo p.v. a Bergamo la sentenza (con rito abbreviato) per il caso del catechista pedofilo Carilio Ghilardi.
Sentenza prevista per il primo pomeriggio e inizio processo alle ore 10,50.
Il nostro abbraccio alle vittime, soprattutto a quelle coraggiose. E a chi ha creduto i propri figli, difendendoli contro una società ostile, anzi peggio, una società complice.
Inutile dire che terremo il processo sotto stretta osservazione.

Nota: la foto non è certo un’istigazione…né una speranza…ma rappresenta la fine dei pedofili, che una volta che sono stati smascherati, anzi, sbugiardati, cessano di avere un futuro.
Siamo contro la pena di morte. Anche se si parla di pedofili. Perchè vederli privati della loro facciata e della loro libertà, e sognare che marciscano in carcere, ci appaga di più!

In dirittura d’arrivo il processo al catechista Carilio Ghilardi.

In via d’arrivo il processo al catechista bergamasco accusato di abusi.

Carilio Ghilardi, catechista presso l’oratorio di Sorisole, andrà a processo il 01 marzo 2013 con rito abbreviato.
A deciderlo ieri il Tribunale di Bergamo.
Nel frattempo restano confermati i domiciliari, con uno spostamento  da una sorella a casa sua a Sorisole (forse perchè non lo volevano più? Chissà…..).
Malgrado il rito abbreviato (con relativi sconti di pena) oggi sui giornali leggiamo che “si può ipotizzare una condanna a 12 anni, dato che gli vengono contestati un centinaio di episodi, con l’aggravante del fatto che il suo ruolo di catechista sia equiparato a quello di un insegnante”.
Il Carilio non era ovviamente presente.
Pesante invece è ancora il clima che si respira in paese, stavolta però non più contro le vittime (già avete letto bene, contro le vittime) ma contro chi difende l’abusante.
Non dimentichiamoci che solo pochi giorni fa, a Bergamo la gente è scesa in piazza, con a capo il Sindaco, per manifestare sotto casa di uno stupratore arrestato poche ore prima dalla Polizia.
Che i tempi stiano cambiando, lo si deve forse proprio all’arroganza degli abusanti. E di chi ne fa le veci.

IL CATECHISTA UN UOMO TRA MILIONI.

IL CATECHISTA UN UOMO TRA MILIONI. IGNORANZA EMOTIVA 1/2.

Del caso del catechista bergamasco, Ghilardi Carilio, arrestato dai Carabinieri per abusi su minori dopo un lungo lavoro investigativo abbiamo più volte parlato ed è nostro intento tenere il tutto sotto stretta osservazione. Per evitare che il migliore amico di chi abusa, il silenzio, abbia nuovamente la meglio su una turpe vicenda che rischiava di finire nel dimenticatoio….
Oggi ricevo via posta, con una lunga lettera in allegato, il nuovo bolletino parrocchiale del paese che dal catechista è stato ferito, poiché feriti sono stati i suoi figli. Paese dove mi si scrive, le cose “stanno finalmente cambiando…poiché passato lo shock e l’incredulità iniziale nei confronti di una persona molto nota e stimata oggi è impossibile non credere ai propri ragazzi, a meno che non si sia della stessa pasta di quel uomo di ***** !”.
Persistono però quelle azioni che io personalmente considero di “disturbo”, mosse ogni giorno sulla pelle delle vere vittime: i minori abilmente agganciati dal Carilio (non avete idea di quanto desideriamo che si giunga alla fine del processo per raccontare tutto il modus operandi dello stesso!). E quindi sul giornalino parrocchiale ci imbattiamo in una pagina, il cui titolo ed il cui contenuto vorremmo analizzare insieme a voi.
Premettiamo che è lo stesso giornalino dove il catechista ha sempre ricevuto lodi, lodi e ancora lodi (“al Carilio…senza mi sentirei senza un’ala e volerei molto più basso”…cosa peraltro migliore, aggiungiamo noi, poiché permette di vedere da vicino le cose, nella loro reale natura, ma questo è un altro discorso).
Riportiamo allora l’articolo e poi analizziamolo:
TITOLO: IL CATECHISTA, un uomo tra MILIONI.
“Cercando sul dizionario la parola “catechista” si legge quanto segue: “Chi insegna il catechismo”. Questa definizione per quanto possa risultare imprecisa e riduttiva ai più, è evidentemente imprecisa e riduttiva. Il catechista NON è un insegnante, il catechista NON è uno studioso della religione, il catechista è un TESTIMONE che attraverso la sua esperienza di vita, cerca di comunicare la bontà di Cristo ai propri ragazzi. Il catechismo, infatti, non è soltanto l’insegnamento dei principi, della fede cristiana, ma è la testimonianza attiva della presenza di Cristo in un gruppo di fedeli, quindi, di riflesso, nella comunità. In questa pagina troverete la lista dei catechisti della nostra parrocchia. Purtroppo non siamo esseri perfetti, siamo uomini che come gli altri hanno il peso della vita, siamo solo testimoni che hanno bisogno dell’aiuto attivo di tutta la comunità, ed in modo particolare dei genitori e dei ragazzi che ci sono affidati. Infatti senza il vostro appoggio, genitori, senza il vostro aiuto, la nostra opera svanisce. Senza di voi, genitori, seminiamo sul marmo. Dateci una mano, per favore collaboriamo!”.

Ok, per favore stop alle risate. E soprattutto stop alle allusioni. Che sia scritto in modo orripilante non è materia di questo blog.
Ciò che ci interessa sono i messaggi, neanche tanto subliminali, che vi compaiono. Prima di analizzarli ripetiamo che questo è il primo articolo che appare dopo la carcerazione di un catechista che se non fosse stato smascherato comparirebbe in bella vista nell’elenco riportato dopo tale articoletto. La prima riflessione che nasce quindi è la seguente:
a che pro un simile intervento?
Ma rileggiamo il tutto insieme, partendo dal titolo, assai ambiguo:
“IL CATECHISTA, un uomo tra MILIONI”.
Cosa vuol dire? Forse, un uomo, COME TANTI, quindi come milioni di uomini?
Oppure un uomo tra milioni sta ad indicare che tra milioni di uomini spicca, non la figura del catechista, ma UN catechista?
Noi propendiamo su questo secondo punto, specificando che con la parola pedofilo, il titolo sarebbe stato perfetto.
“Un catechista pedofilo, tra milioni”…ecco scritto così appare coerente e corretto.
Ma andiamo a vedere l’articolo:
“Cercando sul dizionario la parola “catechista” si legge quanto segue: “Chi insegna il catechismo”. Questa definizione per quanto possa risultare imprecisa e riduttiva ai più, è evidentemente imprecisa e riduttiva. Il catechista NON è un insegnante, il catechista NON è uno studioso della religione, il catechista è un TESTIMONE che attraverso la sua esperienza di vita, cerca di comunicare la bontà di Cristo ai propri ragazzi.”
Fino a qua nulla da dire. Sembra uno di quei compitini su cui non si è preparati, quelli del tipo: TEMA= “I promessi sposi di Alessandro Manzoni” Svolgimento= “I promessi sposi è la storia di due sposi promessi. Scritto da Alessandro Manzoni è un classico della storia della letteratura italiana e racconta di due giovani che si volevano sposare. Da qui il titolo: sposi, promessi…” ed intanto si guadagna una mezza pagina di tema…
Battute a parte, ci piace invece l’elenco di ciò che NON è un catechista, con quel NON scritto maiuscolo, quasi a volerlo gridare. Aggiungiamo allora pure che il Catechista NON deve essere MAI un PEDOFILO.
Che MAI si deve approfittare in alcun modo dei minori a lui affidati. Che MAI si deve permettere di offenderli.
Dato però i recenti fatti e le chiare allusioni al caso del Carilio, a noi leggere che il catechista è chi comunica la “bontà di Cristo ai ragazzi” ci fa a dir poco rabbrividire, come il passo che segue:
“ Il catechismo… è la testimonianza attiva della presenza di Cristo in un gruppo di fedeli, quindi, di riflesso, nella comunità.”
Concetto ineccepibile, se a praticarlo è chi segue i precetti di Dio, non certo del Diavolo.
A meno che non si voglia bestemmiare e scambiare gli abusi per degli atti d’amore….
Più torbido e per questo di difficile interpretazione il finale. Con quel appello ai genitori e quel mettere le mani avanti, su una perfezione che non è dell’uomo figuriamoci del catechista:
“Purtroppo non siamo esseri perfetti, siamo uomini che come gli altri hanno il peso della vita, siamo solo testimoni che hanno bisogno dell’aiuto attivo di tutta la comunità, ed in modo particolare dei genitori e dei ragazzi che ci sono affidati. Infatti senza il vostro appoggio, genitori, senza il vostro aiuto, la nostra opera svanisce. Senza di voi, genitori, seminiamo sul marmo.
Dateci una mano, per favore collaboriamo!”.
Ecco anche qua noi avremmo scritto qualcosa di diverso. Senza rifletterci tanto un qualcosa così:
“Cari genitori, tornate a frequentare gli oratori, a portarci i vostri figli, a dare loro l’educazione religiosa di cui hanno bisogno. Da parte nostra ci impegniamo a mantenere quegli spazi PULITI e SICURI.
E se per sbaglio nostro, uno solo dei vostri figli dovesse essere in qualsiasi modo “sporcato” da uno di noi, lo riaccoglieremo (quel figlio) a braccia aperte, chiedendogli scusa. Aiutateci quindi a farla quella pulizia, ed a tenere alla larga, molto alla larga i lupi travestiti da gai agnellini: a loro penserà la legge, accogliendoli nell’unico posto dove devono stare, il carcere!”.
Sì, così potrebbe proprio essere perfetto l’articolo, anzi a tal riguardo ci rendiamo disponibili a scrivere l’editoriale per il prossimo numero del bollettino parrocchiale…..

Caso del catechista pedofilo. Fissato incidente probatorio.

È stato fissato l’incidente probatorio per il caso (aberrante) del catechista pedofilo di sorrisole (Bg), Carilio Ghilardi. Data in cui verranno sentiti tre minori, il giorno 29 ottobre p.v..

Il silenzio non favorisce gli innocenti.

Il silenzio non favorisce gli innocenti.
Tante le vostre mail che negli ultimi mesi ci hanno segnalato una cosa: il silenzio che è calato a Bergamo su due casi di cronaca eclatanti. Di cui pure noi spesso ci siamo occupati. Il caso del maestro di Palosco, Aristide Mazza (qua trovate i vecchi post: http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/aristide-mazza-maestro-pedofilo ) arrestato in flagranza di reato mentre abusava un bambino e quello del catechista di Sorrisole, Carilio Ghilardi, pure lui “bloccato” grazie alle intercettazioni degli uomini dell’arma. Il primo vi diciamo essere ancora in carcere mentre il secondo già da questa estate ha ottenuto i domiciliari presso la brava sorella, che lo accudisce e lo protegge da quei cattivoni che dicono le brutte cose. Vogliamo pensare che il silenzio sia dettato dal fatto che il processo non è ancora partito e probabilmente i filoni di indagine per appurare possibili ulteriori abusi siano ancora aperti e non da “altro”, come accaduto per il medico di base pedofilo sempre di Bergamo.  Da parte nostra ci impegniamo a segnalarvi tutto quanto accadrà e soprattutto a seguire il processo. Poiché il silenzio sui casi di pedofilia non solo non favorisce gli innocenti, ma garantisce a chi abusa quell’immunità che per anni si è guadagnato sul campo: abusando impunemente.

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