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Carilio Ghilardi: lettere dai fans al catechista in carcere per abusi.

Carilio Ghilardi. Lettere dei fans in carcere.

Riportiamo alcuni stralci di lettere dei supporter del catechista bergamasco Carilio Ghilardi, apparse sul Giornale di Bergamo di ieri.
Inutile commentarle….ma utili per qualsiasi manuale antropologico che voglia analizzare la razza umana davanti ad un caso di abusi da parte di persona nota.

Vogliamo gridarlo a gran voce siamo vicini a CARILIO.
Lo sosteniamo e siamo vicini a lui.
Siamo tutti frastornati e sotto shock ma tanto fiduciosi che la VERITA’ verrà fuori.
Laura Cometti, Bruno, Emanuele e Simone Zimbelli.

“Se sono la mamma e la donna che sono lo devo anche a Carilio.
Un abbraccio forte,
Roberta

Nella vita fidati delle sensazioni di quella che senti dentro, così sarai sicuro di non sbagliare.
Fidati del tuo cuore, di quello che prova.
Nella vita fidati solo delle persone che non ti lasciano un secondo,
neanche quando tutto va a rotoli, neanche quando al tua vita è un inferno in miniatura.
Teresina e Dato Cornolti, Iris Cornolti, Mira Zimbelli, Melissa Cornolti, Roberta Cornolti, Michele Cattaneo, Luigi Zimbelli, Carla Cornolti.

Una persona e un catechista SPECIALE:
ecco come noi  ragazzi definiamo il nostro Carilio.
Speciale perché ci vuole un mondo di bene, ci dedica un sacco del suo tempo per noi ed è generoso come pochi.
Coi ha fatto capire l’importanza della preghiera e dell’ostare insieme come gruppo:
immancabile era l’incontro del venerdì sera, la messa domenicale e il rosario del lunedì sera. È sempre  disponibile ad aiutarti se hai qualche problema e se può fare un piacere a qualcuno dà il 100% di se stesso!
Fiduciosi che la VERITA’ venga a galla ti abbracciamo forte e ti aspettiamo.
Per noi è sempre il ragazzo che ha passato la sua vita accanto ai nostri ragazzi. Coraggio cari! Mi raccomando!
Conserva ancora quel tuo spirito capace di conquistare e di spendersi per questi nostri figli.
Stiamo soffrendo con te in questo particolare e difficile momento, ma siamo sereni e fiduciosi”.
Fausto e Donatella.

Chiacchiere da bar. In presa diretta dopo l’arresto del catechista bergamasco

Chiacchiere da bar. In presa diretta dopo l’arresto del catechista bergamasco.

 

“Da oggi basta una carezza e si è tutti pedofili!”.
Falso. Non basta una carezza. Ma basterebbe se quella carezza fosse disturbante, magari nella parti intime, di un minore.
Vero è che prima di arrestare un pedofilo ce ne vuole, anzi spesso le prove non bastano e l’arresto non avviene. Mai accaduto invece il contrario!

 

“I giornali scrivono il nome solo per vendere più copie”.
Falso. Forse siete abituati male, ma di solito la stampa MONDIALE pubblica il nome dei pedofili. Quella in Veneto addirittura l’indirizzo di casa.
Chi ha pubblicato il nome non l’ha fatto per vendere più copie. Sicuramente l’ha fatto per rispetto verso la società civile, per le vere vittime ( i bambini) della pedo-follia e, aggiungiamo, per onorare quei 106 giornalisti morti solo nel 2011 svolgendo il proprio lavoro.

“Ma uno non diventa pedofilo a cinquant’anni. Allora dove sono le vittime passate?”
Vero. Non ridiventa pedofili a 50 anni e forse potrebbero esserci altre vittime. Molte più di quanto no possiamo immaginare. Il perché oggi non escano allo scoperto ha varie spiegazioni:
vergogna, paura, rimorso, il fatto che ancora non stiano bene, il fatto che abbiano parlato in passato ma nessuno abbia creduto loro, il fatto che non vogliano esporsi in mezzo a gente che non fa altro che decantare le lodi: di un pedofilo.

 

“Chissà i carabinieri che video hanno visto”
Sicuramente non quello che guardate voi. Se una Procura emette un mandato di arresto dopo la visione di un video, direi che non serve aggiungere altro…

 

“I ragazzini hanno già smentito tutto e ritirato le denunce”.
Falso. È una bugia montata ad arte. Le indagini della Procura hanno pesanti elementi probatori. E comunque se anche per assurdo fosse vero (può capitare che un minore per paura, vergogna, perché minacciato etc. possa ritrattare) questi sono fascicoli che restano aperti in quanto non è possibile rimettere la querela presentata (proprio per superare questo scoglio). Quindi chi ha messo in giro questa voce, è stupido due volte.

 

“Tanto tra poco esce e torna in oratorio”.
Probabile. Non tanto sull’uscita a breve, quanto sul fatto che torni in oratorio. Da lì la palla passa a voi e a chi in quel oratorio lo ospiterà.

Continua…..

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