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Sconfiggere l’abuso. Il più bel oro delle Olimpiadi di Londra 2012.

Il più bel oro delle Olimpiadi di Londra 2012 è, a mio avviso questo.
E sono certo perdonerete la mia totale mancanza di campanilismo (essendo l’atleta premiata di origini statunitensi), ma la storia che sta dietro questa medaglia è una storia che conosciamo bene. Essendo capitata a più di una ragazza, anche in Italia.
La giovane donna che “morsica” la medaglia appena vinta si chiama Kayla Harrison, è come già detto americana e l’oro che ha vinto a Londra è per il Judo (prima americana a vincere le olimpiadi con una medaglia d’oro per il Judo! Ed a Tokyo nel 2012 per i mondiali fu la prima atleta americana a vincere dopo 26 anni!).
Come tutte le atlete anche Kayla ha iniziato da piccola. L’allenatore si chiamava Daniel Doyle: era uno dei migliori amici della sua famiglia, “sempre presente, ai compleanni ed ai barbecue”…lei aveva 8 anni e lui, di quasi 20 anni più grande iniziò ad abusarla.
Con quel triste solito copione, che fa sentire le vittime in colpa.
Ree di volergli bene, di essere legate a lui, colpevoli di ferirlo per aver parlato e fatto finire in prigione.
Kayla iniziò a soffrire di disturbi dell’alimentazione, ebbe più volte l’idea di farla finita, cadde in depressione. Poi dopo anni di abusi, già grande, trovò la forza di parlarne al fidanzato, il quale subito avviso la madre di Kayla che a sua volta corse alla Polizia.
Al Los Angeles Times Kayla ha dichiarato: “non posso descrivere ciò che provavo…passavo le notti a piangere…quando lo denunciai mi sentii in colpa, era l’uomo a cui volevo bene ed io lo mandavo in carcere…poi col tempo ho capito che mi aveva fatto lui il lavaggio del cervello…era lui che mi ripeteva spesso “non dirlo a nessuno, è il nostro segreto, se parli poi finirò dietro alla sbarre e tu non vuoi farmi del male vero?!”.
Oggi il pedofilo (che vedete nella foto, e che a noi dà i brividi per la netta somiglianza con un suo simile italiano) sta scontando 10 anni di carcere.
E quando uscirà sarà iscritto nel pubblico registro dei sexual offenders.
Grazie all’aiuto dei genitori e del nuovo coach, il messicano Pedro Jr, oggi Kayla è qua. Bella e splendente. Come l’oro che ha vinto.
Alle Olimpiadi sì, ma soprattutto nella vita.
Grande Kayla, sei un esempio per tutti i sopravvissuti all’abuso!

Nota: il caso ci ricorda da vicino questa storia:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/maestro-di-karate-condannato-a-bergamoma-lavora-ancora-con-i-bambini.html  
 Entro la fine dell’anno probabilmente ci sarà il secondo grado ed allora uscirà nome e foto anche dell’italiano…e le storie delle “nostre Kayla” che pur hanno già vinto la loro personale medaglia d’oro…ora al lieto fine manca solo che lui finisca dietro le sbarre..

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