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Lotta alla pedopornografia. I dati: siamo davvero all’anno zero?

Sabato scorso si è tenuto un nuovo incontro del nostro corso di formazione per le forze dell’ordine.
Il tema: “la lotta alla pedopornografia”.
Due i relatori , come sempre di alto livello:
la dr.ssa Roberta Vanina della Polizia Svizzera e il luogotenente Domenico Di Somma, del Nucleo investigativo telematico presso la Procura di Siracusa.
A seguire riporto alcuni dati emersi, insieme ad alcune frasi dette durante la conferenza. Che insieme a notizie che non posso dirvi, certificano, che la lotta alla pedofilia on-line è tornata all’anno zero. E ci fanno interrogare sul reale interesse a debellare questo crimine Ed il business ad esso correlato:

550mila siti pedopornografici creati

 

135 nuovi siti al giorno

2,5 milioni di immagini di bambini ABUSATI

1% di questi bambini, SOLAMENTE l’1%  è stato identificato.

129% l’incremento dei siti pedofili negli ultimi sei anni

pedofilia on line

 
“non serve chiudere un sito internet. Non sta lì il successo di un’operazione. Chiuderlo significa far un regalo ai pedofili che lo apriranno poco dopo in modalità ancora più inaccessibili per le forze dell’ordine. Bisogna identificare quei minori. E salvarli”.

I pedofili che collezionano foto di bimbi abusati, non si considerano tali.

unesco
Pedocriminali.
La prendo, apparentemente, alla larga.
Ieri sera ho visto con un gruppo di amici il film “Cocaina” su Rai Tre.
Alcuni di loro lavorano in Polizia e quelle storie le conoscono benissimo.
Quello che più è emerso, al di là della miseria umana dei protagonisti ed alla bravura dei poliziotti (spec. il bergamasco 😉 ) è la non considerazione che i cocainomani hanno di sé come di drogati. “Non è mica droga la coca” o “non sono mica un drogato io” è la frase che è più ricorsa tra gli idioti visti ieri sera (in un film che andrebbe distribuito in TUTTE le scuole, medie e superori!!!!).
Perché, dicevo, l’ho presa alla larga?! Perché la stessa cosa capita per chi possiede materiale pedopornografico e, appunto, “non si considera un pedofilo”, bensì “un semplice fruitore di pornografia”.
Tale obiezione è ovviamente un subdolo alibi, peraltro molto fragile e facilmente“smontabile”.
Se fossero semplici fruitori di pornografia, avrebbero infatti a disposizione milioni di immagini di adulti.
Invece si indirizzano sui bambini. Solo, o soprattutto, su quelli.
Per questo sono anche loro dei criminali. PEDOFILI!
Alcuni dati pubblicati dagli amici del blog AbsoluteZero hanno riportato dei dati, interessanti; su un campione di pedofili accertati, questo è quello che avevano nel computer:

83% aveva immagini di bambini tra i 6 ed i 12 anni
39% aveva immagini di bambini tra i 3 ed i 5 anni
19% aveva immagini di neonati o bimbi di età inferiore ai 3 anni

E ancora:

92% aveva immagini di bambini coinvolti in attività sessuali o dei loro genitali   
80% aveva immagini che descrivevano rapporti completi e/o rapporti orali su bambini  
21% aveva immagini di pornografia infantile con atti di violenza (stupro, bondage, sadismo, etc.) .

Ecco perché l’alibi della pornografia (come quello che spesso ci sentiamo dire del “navigavo in siti per adulti ed accidentalmente sono incappato” – fermandomi un paio di giorni! – “in un sito con bambini”) non regge più.
Ecco perché, ripeto, sono anche loro dei criminali. PEDOFILI!
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