Articoli marcati con tag ‘don luciano massaferro’

A Don Lù, pensaci tu . Una risata li seppellirà.

 

IGNORANZA EMOTIVA 2: Pensavate che stessero in silenzio? Che scontassero la pena senza disturbare? Ovvio che no.
È di alcuni giorni fa, ma la riportiamo solo oggi che il blog è interamente dedicato a  questo tema.

“Contro le tre sentenze di condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per abusi sessuali su una sua chierichetta, don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, potrebbe ora ricorrere alla Corte Europea di Strasburgo. Lo lascia intendere lo stesso sacerdote attualmente rinchiuso nel carcere di La Spezia dopo il pronunciamento della condanna definitiva.
In una lettera indirizzata ai suoi fedeli ‘don Lu’ non nasconde la possibilita’ di appellarsi ai giudici europei affinche’ prendano in esame il suo caso. Uno dei suoi avvocati chiarisce: “Esiste questa possibilita’, ma al momento non abbiamo deciso nulla. Prima dovremmo leggere attentamente le motivazioni della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione”. Don Massaferro venne arrestato il 29 dicembre di due anni fa dalla polizia dopo le denunce presentate dalla madre della figlia all’epoca dodicenne che sarebbe stata molestata tre volte dal prete che la seguiva in parrocchia”

 

E in esclusiva per il blog, mentre già si può dire che se anche si appellassero alla Corte Europea questa rigetterebbe di sicuro (dopo 3 condanne!) la loro istanza come fatto con altri casi di pedofili “noti”, ovviamente per puro scherzo pubblichiamo (qua sotto) la foto del comitato di benvenuto che ha accolto Lù in carcere ….suvvia prefiche fans del Don, fatevi una bella risata…ma soprattutto (e qua si torna seri!) smettetela di insultare la bambina ABUSATA dal vostro venerato Lù….

 

Il sorriso del pedofilo… dura il tempo di una flessione.

Don Luciano Massaferro è in carcere. Questo l’articolo che ha raccontato l’arrivo delle forze dell’ordine a casa sua per portarlo dove deve stare.
Leggetelo. A me ha fatto venire i brividi la spocchia e l’arroganza. Che emerge dalla foto (col fintissimo sorriso) e dalle parole che leggerete.

<<Alassio. Come previsto, a poche ore dalla sentenza della Cassazione gli uomini della Questura – nella persona del vice questore aggiunto Saverio Aricò – hanno bussato alla porta della casa dietro la canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri, ad Alassio, e hanno portato via don Luciano Massaferro. Non più domiciliari per lui, ma carcere.
Il parroco alassino aveva già pronta la valigia e, per nulla intimidito dalla telecamera e dalle macchine fotografiche, ha seguito le forze dell’ordine. Sorrideva, “don Lu”, come lo chiamano i suoi fedelissimi. Fedelissimi che, oggi, immancabilmente, erano davanti alla casa del loro sacerdote per un saluto e per dirgli di non arrendersi.
“Non è possibile, non ci crediamo” dicevano ad alta voce guardando il loro prete-amico, cercando di mettersi davanti alla telecamera nel tentativo di assicurargli un po’ di privacy. Ma don Luciano non si è mostrato per nulla infastidito. A testa alta, in favor di telecamera, ha esclamato: “Ti sorrido anche, se vuoi”. E poi, rivolto ai suoi “fans”: “Ci rivedremo il prossimo anno. Sto già preparando gli eventi, non preoccupatevi”. E, per tutta risposta, un convinto: “Ti aspettiamo!”.
Un fare spavaldo che stride con il silenzio mantenuto in tutti questi mesi. La delusione di oggi sembra comunque non aver minimamente scalfito la fiducia che i parrocchiani hanno in lui e, questo, forse gli dà forza. Una forza che gli permette di scherzare, di sorridere alla telecamera, di mostrare comunque sicurezza. Nonostante le tre condanne e un’accusa infamante: quella di aver abusato di una minorenne. >>

Letto? Bene. Dicevo che a me ha dato i brividi. Innanzitutto sarà dura, visti i recenti nuovi “ordinamenti” del Santo Padre che lui possa tornare a mantenere la veste di sacerdote. Quindi gli impegni che tra un anno e mezzo onorerà possiamo anticipare saranno di natura laica.
Secondo, siamo altresì certi che quel sorrisino beffardo gli sia passato, tutto d’un colpo, al momento in carcere.
Poiché l’ingresso in carcere (anche) dei pedofili avviene così (e ve lo dico con le parole di chi ci opera….):

“Ti viene tolto l’orologio (e perdi subito la cognizione del tempo, che credimi qua dentro è infinita), le stringhe delle scarpe e la cintura (per evitare suicidi). Ogni volta che fanno alcuni passi e si chiude la porta di metallo alle loro spalle (CLANG! Il rumore è assordante) fanno un salto. Alcuni qua piangono..altri si pisciano addosso…tutti capiscono che da lì NON possono uscire. Se chiedono di andare in bagno un poliziotto sta vicino a loro….poi vengono portati nella sala dove c’è la perquisizione…qua si spogliano…nudi…davanti a più persone che una volta spogliati controllano che non abbiano nascosto qualcosa….si chiama “ispezione personale”…devi anche fare almeno 3 flessioni…servono per farti espellere ciò che potresti avere nascosto e noi potremmo non aver trovato…umiliante?! Già…da lì si va in cella…se sei fortunato uno spazio tutto tuo di3 metrix 2…il bagno non ha rubinetti…devi pigiare un tasto di gomma col piede e ti viene sparato un bel getto di acqua…la stanza è accogliente e coerente col tempo, calda l’estate fredda l’inverno…se invece hai compagnia, allora auguri…soprattutto se entri come pedofilo…”.

Ecco questi stralci di conversazione riassunti alla bellemeglio ci portano ad una conclusione:
il sig. Massaferro, ex Don dal giorno in cui ha abusato una bambina, siamo certi si toglierà quel beffardo sorrisino…subito dopo il primo “clang” delle porte che si chiudono alle sue spalle…ed il sorrisino sarà definitivamente scomparso prima ancora che abbia compiuto la prima flessione…
Perché è vero che spesso diciamo che questa società non è a misura di bambino. Ma soprattutto questa NON è una società per pedofili!

Don Luciano Massaferro: condanna definitiva. E’ PEDOFILO! E va in carcere!

Don Luciano Massaferro, da oggi Sig. Luciano Massafero (per gli amici “Lù”, un nome una garanzia) è stato condannato anche in terzo grado. Condannato in primo, poi in secondo ora in Cassazione, in quanto pedofilo. Adesso lo aspetta il carcere. Il comitato che l’ha sempre difeso insultando la bambina e la sua famiglia (a cui va il nostro plauso per la forza e soprattutto il coraggio) il consiglio di seguirlo.

Lunedì torniamo sulla notizia. Intanto segnaliamo che sulle spiagge della Liguria si registra uno spiaggiamento di decine e decine di prefiche isteriche, per la improvvisa vedovanza pedofila.

 

Breve post sulla natura di chi difende i preti pedofili.

Breve post sulla natura di chi difende i preti pedofili.
Continuo a sentirmi dire che alcuni parroci non ci vogliono nel loro oratorio per tenere delle conferenze sulla pedofilia. Ma non ho ancora sentito uno solo di quei parroci prendere una presa di posizione ferma su casi come quello che riporto. E quindi trovo in automatico la risposta, al loro inutile ostracismo:
sono COMPLICI!
“Olanda. Commissione d’inchiesta dell’Aja rivela:
800 preti pedofili e più di duemila vittime.”
Serve aggiungere altro?

Nota: i seguaci di “Don Lù”, prete condannato in primo e secondo grado tornano a farsi sentire, nel periodo meno opportuno (ma esiste pe rloro un periodo opportuno? No!) dell’anno, il Natale, lanciando un nuovo sito internet pieno di quello di cui è capace chiunque scenda in strada per manifestare a favore di un pedofilo.
Perdonate se stavolta evitiamo di commentare il caso. Abbiamo già dato (e continueremo a dare) la nostra voce in difesa dell’unica vera vittima: la bimba abusata.
In esclusiva per il blog mostriamo la foto scattata quando si è saputo che i preti pedofili ancora godono di sostenitori e siti internet a loro favore.
Che aggiungere anche in questo caso? Nulla. Se non il più caro augurio di Buon Natale….

Riflessioni sulla condanna a Don Luciano Massaferro e sui suoi sostenitori!

Don Luciano Massaferro, per gli amichetti “Don Lu” (l’unico prete italiano che si fa chiamare con un soprannome più adeguato ad un trans che appunto ad un uomo di chiesa) è stato condannato anche in secondo grado, per abusi su una bambina (che da allora, tra l’altro, non può frequentare l’oratorio).
Per la Giustizia italiana quindi è, per la seconda volta appunto, un pedofilo. E la condanna non è stata nemmeno ridiscussa, anzi, i 7 anni e 8 mesi del primo grado sono stati riconfermati in toto, malgrado abbia già fatto un periodo di carcere ed ora se ne stia ai domiciliari. Basterebbe questo aspetto per far capire la gravità del fatto.
Ribadendo dalle pagine di questo blog il pieno supporto alla famiglia della bimba abusata, leggiamo con orrore che l’aula del tribunale era gremita di sostenitori del prete, che alla lettera della sentenza hanno sguaiatamente manifestato la loro indignazione.
Sui questi soggetti ho già scritto in passato e quindi riporto il link dove mi esprimevo al riguardo (ribadendo la mia disponibilità a fare quanto alla fine di quel articolo proponevo).
Qua aggiungo solo che è ora che chi di dovere impedisca che simili atti osceni in luogo pubblico avvengano. O, se non li si può impedire, che vengano perseguiti appunto come tali.
È altresì ora che si apra un’indagine su chiunque manifesti in quel modo a favore di una persona condannata per pedofilia. Poiché siamo convinti che non basti più chiamare come alibi il sonno della ragione. Qui siamo nel campo della più manifesta complicità!

Questo il link al precedente, attualissimo, intervento:
www.massimilianofrassi.it/blog/su-don-lu-e-chi-lo-sostiene-offendendo-la-vittima.html

Come mai non si periziano i pedofili anzichè i bambini?

Mentre emergono particolari sempre più scabrosi/disgustosi sul caso di Don Seppia veniamo a sapere dalle motivazioni della sentenza di condanna a 7 anni e 8 mesi del suo collega Don Luciano Massaferro, per gli amichetti Don Lù, che la bambina da lui abusata (periziata e straperiziata) è “credibile”.
Ma guarda un po’. La scoperta dell’acqua calda.
Una sola domanda. Come mai ad essere periziati non sono mai i pedofili?

QUALCUNO HA RIMOSSO LO STRISCIONE A FAVORE DEL PRETE PEDOFILO.

Alla fine la dignità aveva perso. Forse perchè di dignità, lì, non se n’è mai vista alcuna traccia.
E lo striscione, malgrado le numerose proteste e l’ovvio disgusto era rimasto.

http://www.ivg.it/2011/02/don-lu-associazione-prometeo-vittime-pedofilia-e-ora-via-quello-striscione-dalla-chiesa/
Oggi apprendiamo che qualcuno durante la notte l’ha tolto, assicurandosi così, viste le dimensioni, una scorta di carta igienica almeno annuale.
Fantastiche (nella categoria a cui appartengono) le parole di una delle supporter del comitato pro don Lù, che mi avete segnalato in tanti con epiteti che ovviamente non riporterò, la quale in Facebook, si esprime così, ennesima dimostrazione che quello che scrivo nei miei libri, ancora una volta, è superato, abbondantemente, dalla realtà dei fatti.

 IL RESPONSABILE DI SIMILE GESTO, COMPIUTO DI NOTTE, NON CONOSCE IL RISPETTO PER GLI OGGETTI CHE NON GLI APPARTENGONO E NON HA ALCUN CONCETTO DI LEGALITA’. LO S…TRISCIONE E’ IL SIMBOLO DELLA NOSTRA SOLIDARIETA’ A DON LUCIANO , DEL NOSTRO IMPEGNO A STARGLI ACCANTO IN QUESTO MOMENTO DI PROVA. TUTTO CIO’ NON SARA’ IN ALCUN MODO NEPPURE SCALFITO DA UN GESTO TANTO INSULSO QUANTO INUTILE. RIMUOVENDO LO STRISCIONE NON SI RIMUOVONO LE NOSTRE POSIZIONI E SOPRATUTTO NON SI CANCELLA LA FOLLIA DI TUTTA QUESTA STORIA GIUDIZIARIA. NOI SAREMO SEMPRE ACCANTO A LUI AL DI LA’ DI QUALSIASI AZIONE MIRATA A CONVINCERCI DI UNA VERITA’ CHE E’ SOLO NEGLI OCCHI DI CHI NON VUOL VEDERE.

Su Don Lù e chi lo sostiene offendendo la vittima!

Don Luciano Massaferro è un pedofilo. Almeno secondo quanto detto dalla sentenza di primo grado.
In quanto tale Don Lù non cambierà mai. Perché, come tutti gli studi scientifici del mondo dimostrano, chi è pedofilo lo è a vita.
Ma non è il solo a non cambiare:
i suoi schiamazzanti sostenitori, quel misto di prefiche frigide e maschietti castrati sessualmente, che trovano solitamente in ambienti repressi come loro la piena accettazione delle proprie frustrazioni sessuali identificandosi in maschi adulti non penetranti (a meno che non si tratti di bambini), bhè pure loro non cambieranno.

Le loro marchette, ops lapsus volevo scrivere marcette, i loro canti, l’utilizzo irregolare di inni e preghiere che dovrebbero accompagnare ben altro che non il loro insano manifestare contro i bimbi vittima di abusi, continueranno ad esserci. Fino a quando l’Italia civile, oggi sempre più disgustata e stanca di tutto questo marciume, non farà riferimento a quel Medioevo culturale da cui loro stessi sembrano arrivare con biglietto di sola andata e lancerà (metaforicamente parlando) dalle finestre olio bollente al loro sgradito passaggio.
Anche la bambina che ha subito abusi forse non cambierà.
E continuerà ad essere quello che è. Un uccellino ferito che caduto solo dal nido ha rischiato di essere calpestato da scarpette made in China sporche dentro e fuori di fango.
A noi, voi, il compito di rialzarlo quel cucciolo ferito. Ripulirgli le ali, fargli spiccare il volo più bello che ci sia. Perchè lui, l’uccellino, ha anche questo dono: quello di poter volare, in un cielo che sarà tanto sereno quanto noi saremo in grado di dipingerlo come tale, mentre loro, poveracci, resteranno ancorati ad un mondo che il cielo non lo conosce nè mai lo conoscerà.

Nota:

dimenticavo. Qualche mese fa altri suoi seguaci stamparono e distribuirono un libro sulla “vita di Don Lu”….ora urge un aggiornamento. Se volete mi offro di scrivervi il capitolo finale.

“Via subito lo striscione dalla Chiesa a favore di Don Luciano Massaferro”.

Riportiamo stralcio di un nostro comunicato stampa.

“Via subito lo striscione dalla Chiesa a favore di Don Luciano Massaferro”.
A chiederlo l’associazione nazionale vittime pedofilia Prometeo. 

“La presenza fuori da una chiesa di uno striscione con una scritta inneggiante ad un prete condannato in primo grado per abusi è un segnale molto forte ed incivile, che tradotto in parole povere significa che in quella chiesa per chi è vittima di abusi non c’è posto”.

Non usa mezzi termini il presidente di Prometeo dr. Massimiliano Frassi. “In un momento storico come questo si dimostra che le parole del Santo Padre di assistenza alle vittime e tolleranza zero verso chi si è macchiato di questo crimine sono, per qualcuno, rimaste inascoltate. Uno striscione così ha un duplice valore: infangare le vittime e far arrivare ai bambini abusati il segnale che devono continuare a subire abusi senza parlarne con nessuno, perché per loro non ci sarà alcuna solidarietà. Chiediamo come associazione nazionale vittime della pedofilia che lo striscione sia immediatamente rimosso e venga sostituito con una frase del Vangelo: “Chiunque scandalizzi anche solo uno di questi piccoli, sia gettato in fondo al mare con una macina d’asino al collo!” ha rimarcato Frassi.

Lu’ torna a casa. I fans festeggiano. La storia si ripete…

Alassio. Era il primo pomeriggio di ieri quando don Luciano Massaferro ha lasciato il convento di suore di clausura a Diano Castello per fare ritorno a casa, nella “sua” Alassio. E’ qui, nell’alloggio che si trova dietro alla canonica della parrocchia di San Vincenzo Ferreri, che il sacerdote attenderà la conclusione del processo che lo vede accusato di pedofilia.
“L’ho visto molto sereno e, ovviamente, sollevato”, ha detto l’avvocato Alessandro Chirivì che, insieme al collega Mauro Ronco, fa parte del collegio difensivo, e che ieri ha accompagnato “don Lu” nel suo viaggio verso casa. “Ora potrà tornare nel suo mondo, tra le sue cose e i suoi libri, e questo gli permetterà, per quanto possibile, di affrontare con maggiore ottimismo le prossime tappe del procedimento a suo carico”. Don Luciano ha fatto sapere che non rilascerà alcun tipo di dichiarazione alla stampa e che incontrerà poche e fidate persone, per non più di due ore al giorno.
Tra queste, sicuramente, alcuni parrocchiani che, dal giorno dell’arresto, avvenuto il 29 dicembre 2009, fanno il tifo per lui, anche su Facebook. Appresa la notizia del suo arrivo ad Alassio, infatti, i 1.294 membri del gruppo “Don Luciano libero” sono esplosi in un urlo virtuale di gioia. Tanta la voglia di rivederlo e di portargli un po’ di conforto. “Trascorso qualche giorno perchè si riposi e trovi la sua nuova giusta dimensione, potremo fargli visita – annuncia la signora Carla dalle pagine del social network -. Io chiedo a nome di tutto il comitato in suo sostegno, di non accalcarci sul sagrato della Chiesa per vederlo o incontrarlo. Lui stesso si è detto intenzionato di voler programmare le visite in maniera logica e razionale. Sarà lui stesso a chiamare, ora che lo può fare. Non tempestiamo di telefonate la parrocchia perchè lui non risponderà. Non perchè non possa, ci mancherebbe, semplicemente perchè il numero è stato deviato sul telefono di chi ora si occupa dell’amministrazione della parrocchia stessa in via pro- tempore. Se tutti collaboreremo, don Luciano potrà trascorrere serenamente questo mese che ci divide dalla sentenza”. 
“Il tuo ritorno a casa ci fa riprendere il respiro”, aggiunge Francesca, mentre i “bentornato” si susseguono minuto dopo minuto. FONTE Igv

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