Articoli marcati con tag ‘don sergio rappo’

Si aggrava la posizione di Don Sergio Rappo.

Si aggrava la posizione del parroco di Schiò, don Rappo.
Nuove accuse arrivano sul tavolo degli inquirenti.
Pare che ci siano altri ragazzini che stanno denunciando l’ex coparroco di Schiò, Don Sergio Rappo: tra questi un 15enne che l’altro ieri ha aggravato con la sua deposizione la posizione del sacerdote, parlando dei “massaggi” che questo gli avrebbe fatto e per i quali si era allontanato dalla Parrocchia, non gradendo appunto tali comportamenti molesti.
Intanto torniamo a segnalare che per la prima volta in Italia una diocesi si è mossa nel modo migliore: per tutti.
Il vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol (a cui va il plauso dal nostro coordinamento vittime per il precedente creato!) ha allontanato in “via cautelativa” il sacerdote coinvolto, pur ribadendo (giustamente) che l’allontanamento non va assolutamente visto come una anticipazione di colpevolezza, ma ha anche ribadito solidarietà alle vittime ed alla magistratura, “altrimenti sarebbe la confusione sociale”. Quella stessa confusione, servita altrove, per far assolvere delinquenti rei di aver sporcato la veste da loro indegnamente indossata. E quella dei bambini che hanno abusato.

“Il prete mi ha violentato in oratorio”: accuse al parroco di Schio.

Oramai notizie così non sconvolgono più per la loro “novità”, dato che sono praticamente (e drammaticamente) all’ordine del giorno.
A Schio, provincia di Vicenza, un prete è stato iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di aver abusato di un ragazzo che faceva per lui dei lavoretti in Parrocchia. Il prete avrebbe ammesso di aver “accarezzato il ragazzo”, ma nega l’episodio della violenza sessuale.
Tra le dichiarazioni del ragazzo ne riportiamo una: “(il prete mi disse) se mi denunci i miei avvocati ti distruggono”.
Don Sergio Rappo, 59 anni, è stato immediatamente rimosso dalla Parrocchia dalla Curia di Vicenza, che allo stesso tempo pur aspettando l’esito del percorso giudiziario, ha manifestato pubblicamente solidarietà alla famiglia del giovane, oltre che al giovane stesso. Fatto questo che mi permetto di evidenziare, poiché rispetto alla ntoiza dell’eventuale  nuovo prete abusante, stavolta è forse la prima volta in Italia, che avviene! E di questo non possiamo che rallegrarcene.

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