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La mia lettera aperta alla piccola Fortuna

associazione prometeo + fortuna

Ciao piccolo Fortuna, sono passate quasi tre settimane da quando la tua storia è rimbalzata nuovamente su tutti i giornali e per giorni, sai, non si è parlato d’altro. Come sempre è stato un fiorire di esperti, morti di fama, ansa dipendenti. Tutti, o quasi, hanno sempre parlato solo degli adulti (pochi dei bambini): “del non dover generalizzare, che poi non sono tutti così omertosi, che lì c’è la povertà, che lo Stato non fa niente, che Gomorra è un’invenzione” e via dicendo per una sequela di qualunquisti luoghi comuni, politicamente corretti quanto moralmente corrotti. Qualcuno si è scagliato contro chi parlava del condominio dove ti hanno abusata e poi uccisa come del “condominio degli orrori”, dimenticando che forse sì non avrebbero dovuto farlo, perché di orrore lì c’è tutto il mondo intorno a quel condominio. Un mondo dove, in diretta televisiva (vi ho assistito di persona) un giornalista è invitato a lasciare la sua postazione perché a quell’ora (le 2 del  pomeriggio) si spaccia ai ragazzini e lui, con le telecamere, è di disturbo. Ma non è di quel degrado e di quel mondo lì che voglio parlare. Perché cadrei prue io nell’errore di  parlare dei “grandi”. La foto che ti mostro contiene tantissimi fogli. Stampati da quel giorno in cui il tuo viso è tornato a ricordare al mondo che ogni giorno, nella nostra povera Italietta, centinaia di bambini hanno il tuo identico vissuto. In ogni pagina una storia. Una richiesta di aiuto. Un grido di dolore. Loro sono ciò che saresti stata tu, se non ti avessero lanciata nel vuoto. Tu, tra 10, 15, 20 anni saresti arrivata a noi,  col tuo carico di silenzi e di Male. Appiccicato alla pelle come un indelebile tatuaggio. Zittito dalle lamette usate per tagliarti, autopunendoti per una colpa MAI tua. Magari pure con un ago infilato in braccia sottilissime, già compresse dall’anoressia. Eppure, malgrado questo, per tutte quelle ex bambine lì ci sarà una nuova vita. Una rinascita. Per chi mi ha scritto “non voglio continuare a stare così perchè farei la  fine di Fortuna” oggi c’è la speranza di una vita nuova, di una cicatrice da coprire per sempre o di una ferita ancora da cicatrizzare, ma sempre e solo nel segno della vita. Ti dico tutto questo perchè questo, forse, dà un senso al tuo volo, alla tua partenza. Tu oggi stai in un posto dove è impossibile anche solo pensare che a un bimbo venga torto un capello. Loro diventeranno quella mamma che tu non sei stata. Quel adulto che non sei potuta essere. Quel mondo che qualcuno, forse per gelosia, ti ha portato via.
Lo faranno anche per te, sappilo. Per te si laureeranno, si sposeranno, ameranno, vivranno, coloreranno al loro vita come meglio credono. E solo così, ribadisco, alla fine tutto avrà un senso. Mentre chi ha permesso tutto questo, purtroppo, non cambierà mai…ma come ho detto in apertura, qua si parla di bambini, non di (certi) adulti…
Ciao Piccola.

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