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Troviamo Bocchio, pedofilo latitante.

Troviamo Bocchio. Predatore in fuga.

Ieri picco stagionale di accessi al blog. Malgrado durante il periodo estivo i contatti diminuiscano ieri grazie al vostro supporto c’è stata una grandissima attenzione sul caso Materi. Di cui torneremo a parlare lunedì, con la seconda parte dell’analisi della sentenza di condanna.
Oggi prosegue però il nostro viaggio nella pedofilia. Per primi abbiamo raccolto il grido di dolore di una madre che benché abbia avuto il predatore di sua figlia (all’epoca dei fatti anni 4!) condannato in primo grado, in secondo grado ed in Cassazione, si è ritrovata col predatore latitante.
Fuggito. Come un topo di fogna quando sotto ad un tombino entra un raggio di luce.
Ora su di lui c’è un mandato di cattura internazionale e siamo certi, prima o poi lo troveranno e lo riporteranno nelle patrie galere. Con l’aggravante della fuga. E l’analisi delle complicità di chi quella fuga ha permesso…..
Intanto per farvi capire chi è e quanto importante sia che venga catturato ricordiamo come ha agito:
è l’estate del 2002 e Caterina (nome fittizio) scopre che la propria figlia nel retro del negozio dove lavora, fa dei giochi “strani” con i propri amichetti. Quello che più di tutti la sconvolge è il “gioco della pipì”. La bimba si spoglia e si fa fare pipì “sulla patatina” dai compagni.
La mamma tiene d’occhio  la bimba e ad un certo punto interviene chiedendole spiegazioni su quel gioco malato. Questa la risposta della bambina, come da verbale delle forze dell’ordine:
“mamma promettimi che non morirai, (in lacrime) promettimi che io sarò sempre la tua bambina, mamma promettimi che papà non se ne andrà”.
Incomincia con questa frase e con il pianto spaventato della bimba il viaggio nella pedofilia di questa famiglia.
Viaggio che farà emergere quanto accaduto alla bimba e le minacce conseguenti all’abuso subito (“mi ha fatto la pipì calda appiccicosa nella patatina… si è pulito… poi è andato a fare il bagno al mare”…capite? Abusa una bimba e poi entra in mare per farsi una nuotata come nulla fosse!).
Viaggio che farà emergere gli abusi da parte di Giovanni Bocchio, industriale alessandrino, che frequentava lo stesso stabilimento balneare di Caterina e della sua famiglia, in quel di Finale Ligure.
Lui, l’amico dei bambini, che dietro le cabine dove cambiarsi (lì oggi hanno messo le telecamere!) porta una bambina piccola (ricordiamo: lui classe 1939 lei 1997)) per placare la sua fame di predatore di bambini.
La famiglia viene periziata e stra periziata. Tutti, la bimba in primis, sono ritenuti credibili. E Bocchio viene condannato. Fino alla sua fuga.

“io preferisco le donne, perché gli uomini quando diventano grandi sono cattivi”.
A nome di tutti gli UOMINI, trovate quel p…p…pedofilo!

n.b. chiunque abbia notizie avvisi immediatamente il 112, il 113 o l’Interpol (http://www.interpol.int/Contact-INTERPOL ).
Agli amici che dall’estero seguono il blog chiediamo di tradurre e diffondere come sono soliti fare, questo post.

Il pedofilo in fuga e il dramma di una madre.

Il pedofilo in fuga e il dramma di una madre.
Continuano le ricerche di Giovanni Bocchio, pedofilo di Alessandria, condannato in Cassazione a 6 anni e 9 mesi, ma resosi irreperibile proprio nel momento in cui doveva varcare la soglia  del carcere.
In un’intervista uscita su Il Secolo XIX parla la mamma della bimba abusata (all’epoca, 4 anni d’età) da Bocchio.
Questi alcuni stralci:
“devono prenderlo, non voglio che faccia del male ad altri bambini”.
“Le ha rubato l’infanzia, per questo non c’è pena che tenga. Ma adesso vorrei solo che lo prendessero, per evitare che faccia del male a qualcun altro, come ha fatto a mia figlia”.
C’è chi è ancora convinto che ci siamo inventati tutto, chissà perché…chi ha accusato tra le righe mio marito di essere stato lui a far vedere film porno a nostra figlia, condizionandola.
A loro vorrei solo  far sapere quello che ho passato quando mia figlia si svegliava la notte e veniva a vedere se ero viva, quando si tagliuzzava la bocca, quando balbettava, quando pensava che la nostra separazione era colpa sua, perché era brutta e sporca, e perché aveva parlato contravvenendo agli ordini, al ricatto del suo molestatore”.
Per la cronaca, aggiungono, quella bimba oggi sta bene (ma starebbe meglio a aspre che lui è in carcere, non credete?). È una bimba forte, intelligente, che come dissi a sua mamma una volta “sembra abbia al testa di una ottantenne”, se pensiamo in termini di maturità ed intelligenza.
La stessa che è latitata intorno a lei in questa ennesima brutta storia. Di abusanti e loro complici. Inetti soggetti che ancora oggi fanno il giro dei bar di Finale Ligure (dove il caso è accaduto) strappando gli articoli dai giornali che parlano di Bocchio.
Chissà, forse perché se si arriva a lui, si arriva pure a loro….
 Intanto, come già scritto qua un paio di giorni fa, questa è la foto: diffondetela e se qualcuno l’avesse visto segnali subito la cosa al 112 o al 113, grazie!

La foto del pedofilo Giovanni Bocchio. Se lo vedete avvisate subito il 112 o il 113!

WANTED.

 

Quest’uomo è per la Cassazione un pedofilo.
Si chiama Giovanni Bocchio e di lui si è parlato qua:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/come-operano-i-pedofili-il-caso-di-finale-ligure-e-del-pedofilo-giovanni-bocchio.html
Sarebbe già dovuto entrare in carcere, dopo la condanna definitiva, ma non si trova.
Questa è la sua foto data dalla Procura alla famiglia della bimba abusata.
Fatela girare per favore ovunque. Lui è un alessandrino ma gli abusi si sono svolti a Finale Ligure.
Se lo vedete NON intervenite in alcun modo, ma contattate IMMEDIATAMENTE il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Alessandria, che si occupa del caso. Oppure chiamate il 112 o il 113 e segnalate dove si trova, o qualsiasi altra informazione utile al suo ritrovamento.
Lo dovete a tutti i bimbi di questo paese….

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