Articoli marcati con tag ‘la recidiva dei pedofili’

Mai pensare che i pedofili si ravvedano.

Sulla recidiva del pedofilo sono scorsi fiumi di inchiostro in questo blog. Attirandoci molte delle ire che avete letto nell’elenco pubblicato ieri (peraltro molto incompleto, heheheh).
Insieme alla malvagità insita nell’animo dei predatori, è la caratteristica principale che contraddistingue chi fa del male ad un bambino.
Poichè passerà l’intera sua esistenza a predare.
Ricordate quando riportammo quella favoletta zen della rana e dello scorpione che alla fine la punge pur sapendo di morire annegato pure lui? Ecco, è sempre così che va. Come direbbe lo scorpione “è la mia natura”: quella di predare.
Dico questo per commentare una agenzia battuta alcuni giorni fa che forse avrete già letto in mille altri spazi, ma che qua merita un approfondimento. Partendo proprio da questo punto di osservazione:  la recidiva.
Atto questo che permette all’abusante di abusare appunto, sapendo spesso di poter contare anche sulla nostra “complicità. Una complicità basata sulla mancanza totale di buon senso, a volte, oppure di complicità, altre, oppure ancora di buona fede (che, permettetemi il francesismo, in casi come quello che state per leggere sfocia spesso nella piena imbecillità).
La buona fede verso il pedofilo è la stessa che potremmo avere testando una volta immersi nella vasca da bagno, se è vero che il phon comprato al negozio dei cinesi per 1,50 euro, ha davvero tutte le protezioni riportate sulla scatola. Ed acceso lo immergiamo insieme a noi…..
In Svizzera un pedofilo, condannato per abusi sulla sua vittima, la re-incontra quando quest’ultima è cresciuta. Gli abusi sono avvenuti più di 20 anni fa e quel bambino abusato, oggi è cresciuto, si è curato, ha fatto una famiglia, è diventato papà di due gemelline.
Il pedofilo lo incontra dicevo, si presenta (“ricordi….”), si scusa (“non so cosa mi  prese…ma sono cambiato….”) e diventa suo amico. Già, AMICO.
Ovviamente viene introdotto nella famiglia e della famiglia pure diventa amico.
Amico della moglie e delle sue due bambine che legandosi a lui lo considerano uno zio. Lo Zio.
Così generoso, da non presentarsi mai a casa senza un dolce o un gioco per le sue bambine.
Lo so, se già non avete letto la storia state tremando perché intuite cosa accadrà.
È il “solito” copione. Nulla di nuovo purtroppo, né di inedito.
Il “nuovo” zio si dimostra generoso. Il padre delle bimbe deve fare un intervento al cuore e la moglie lo deve curare quindi chi meglio di lui può portare le bambine in vacanza? Ma quanto generoso è lo zio?
”Gli abusi sessuali molto violenti si sono tenuti in varie situazioni…sotto la doccia, anche se la bambina diceva che le faceva male e piangeva, quindi nel lettone…..”.
È uno stralcio tra tanti. A distanza di mesi l’una con l’altra le gemelline sono state abusate.
Oggi: l’uomo è stato condannato, stranamente, a soli 2 anni. Dico stranamente poiché la Legge svizzera è di solito più severa, ma dovrei leggere gli atti per capire il perché di una simile sentenza (forse avrà avuto il rito abbreviato, mah?).
Le bimbe veniamo a sapere che “stanno meglio e riescono addirittura a dormire con la luce spenta” e questo già ci rincuora.
Il predatore invece è già libero:
siete certi che a nessuno serva uno zio?

 p.s. lo cantava già Mia Martini: ricordate? Gli uomini non cambiano, sono figli delle donne ma non sono come noi…..

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