Articoli marcati con tag ‘la setta degli angeli’

STORIA DI UNA SETTA DI PRETI PEDOFILI. DI UNA BIMBA INCINTA. E DI UN PAESE OMERTOSO.

STORIA DI UNA SETTA DI PRETI PEDOFILI. DI UNA BIMBA INCINTA. E DI UN PAESE OMERTOSO.

Ieri ho parlato dell’accoglienza (inopportuna) che il vescovo di Siracusa ha riservato a Bernard Law, proprio nel giorno della festa del patrono della città (Santa Lucia). Chissà se il vescovo conosce il nuovo libro di Andrea Camilleri, che abile nel pescare a piene mani nel realismo magico siculo, ha portato a galla una storia, molto interessante e coerente con il tema trattato in questo blog.
Ricordiamo innanzitutto che il libro, da poco in libreria, si intitola “La setta degli angeli” (edizioni Sellerio, euro 14) ed è ambientato ad Alia, un piccolo paese in provincia di Palermo, nel lontano 1901.
La storia raccontata, diciamolo subito, è una storia (tristemente) vera.
Sentite un po’ qua:
Matteo Teresi era un avvocato, che nel 1925 pubblicò un libro intitolato “Con la patria nel cuore”, dove raccoglieva i suoi scritti americani in favore di chi come lui era emigrato negli Usa.
In realtà l’uomo era stato obbligato a lasciare la sua amata terra, poiché colpevole di aver dato risonanza ad un caso che altrimenti sarebbe stato fatto passare nell’assoluto silenzio (insomma, una sorta di Prometeo ante litteram 😉 ).
Matteo Teresi, prima di dover lasciare l’Italia, come avvocato si occupava di persone indigenti, contadini analfabeti truffati dai grandi latifondisti, etc., ma soprattutto stampava a sue spese un giornaletto “La Battaglia” dove denunciava ogni giorno crimini e misfatti di certi soggetti (sì, era proprio Prometeo!).
 Con grande coraggio faceva nomi di mafiosi, denunciando i loro legami col clero, con la nobiltà.
Nel 1901 in paese un prete finisce in carcere, per aver messo incinta una minorenne.
Il fatto resta un chiacchiericcio tra paesani, giusto per ricamarci sopra durante le bevute al Bar, fino a quando il nostro Teresi intuisce che sotto pare esserci molto di più di una singola violenza, finita con la gravidanza della vittima. E fa una scoperta, che rende nota. Portando sotto agli occhi dell’opinione pubblica nazionale, quanto ora vi dico.
Alcuni preti di Alia si erano riuniti segretamente in una sorta di setta (con tanto di statuto regolare!) che aveva come scopo quella di convincere (riuscendoci, parliamo di due secoli fa!) giovani neo spose e bambine, che avere con i preti medesimi, rapporti sessuali, avrebbe permesso loro di acquistare indulgenze per andare in paradiso (sic e doppio sic).
Teresi raccoglie le prove e pubblica tutto. Partendo dai nomi dei pedofili. La notizia come dicevo poc’anzi esplode in tutta Italia. Don Sturzo prende una forte presa di posizione e definisce i suoi “confratelli come non degni del nome di uomini”.
Ma cosa capita a Teresi?
Facile pensarlo. I compaesani, che dapprima fanno finta che nulla sia accaduto, poi passano all’attacco. Di lui e delle vittime, colpevoli di aver “sporcato il buon nome del paese” (colpevoli loro certo non gli abusanti!).
Il Vescovo di Cefalù esce per primo allo scoperto e indice una manifestazione riparatrice (che passa sotto la casa di Teresi, il quale si mette a volantinare sulla folla in processione, svelando nuovi crimini commessi dai preti difesi dalla piazza).
Il girono dopo il Prefetto ordina la chiusura immediata del suo giornale perché “turbava l’ordine pubblico” e poi, ultima ma non ultima, arriva la Mafia.
Prima via lettera anonima. Poi con una serie di teste di animali decapitati e lasciati sanguinanti in bella vista.
E Teresi per non perderla lui la testa si imbarca per gli States.
Camilleri ha dichiarato: “a me di tutta la storia interessò il trattamento che  paesani, nobili, mafia e autorità riservarono a Teresi, reo di aver rivelato una verità sgradita…l’attualità della sua storia mi sembrò evidente”.
Questa la trama, di un libro che vi consiglio. Chissà, ripeto, se il vescovo l’abbia letta. Forse no. Chissà però anche se tra cent’anni (o magari meno) il Camilleri di turno non racconti qualcosa di simile, ambientando magari il tutto a Siracusa. Durante la festa di Santa Lucia. Con un ospite d’onore che ha sulla coscienza “solo” 5mila bambini abusati.
È proprio vero che la Storia non ci ha insegnato nulla.

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe