Articoli marcati con tag ‘le mamme di prometeo’

Le mamme di Prometeo – parte 1 / 2

Che belle che sono le mamme di Prometeo. Dolci leonesse, scogli che possono arginare il mare.
Hanno sguardi dolci e sorrisi generosi, anche quando sul cuore scendono copiose lacrime.
Si alzano di notte in punta di piedi per non turbare quei sonni già minati e contano le ore, aspettando che l’alba porti quella serenità sottratta qualche luna orsono.
Alcune di loro quelle ferite le conoscono bene e il dolore per questo è stato ancora più intenso.
Le mamme di Prometeo attraversano gelidi inverni a piedi scalzi e scalano lisce pareti di ghiacciai spesso senza alcun appiglio.
Il rischio di cadere nel vuoto è enorme, ma nulla può fermare il loro desiderio di riscatto, il bisogno di giustizia, il dovere di riportare pulizia dentro quelle mura sporcate da tristi vili mani.
Le mamme di Prometeo dovrebbero tenere delle lezioni. Nelle scuole. Dall’asilo all’università.
Per insegnare? No, troppo umili.
Per spiegare come il buio possa interrompere, all’improvviso, la vita ad  ognuno di noi. Ma anche poi, come da quell’interruzione, si sappiano trovare nuove energie per far risplendere il sole.
Grazie….è bello sapere che ci siete.

Le mamme di Prometeo – parte 2/2

Ieri si è tenuto il terzo grado di un processo per pedofilia. La mamma che ha atteso di sapere che ”nel nome del popolo italiano” il pedofilo che ha tolto serenità a lei e alla sua bambina venisse o meno condannato, era la numero 27. Davanti a lei quindi, in attesa del medesimo responso, 26 altre vittime dello stesso crimine. Compiuto da 26 predatori di bambini, provenienti da ogni parte d’Italia.
Come tutte le mamme (ed i papà, ma oggi solo di mamme parliamo) che incontriamo ha dovuto subire le peggiori cose, col solo scopo di restituire dignità e serenità alla propria bimba ferita. Nel suo caso dall’amico di famiglia, da quello di cui ci si può fidare, perché i pedofili, si sa, mica vanno in giro con la scritta “sono un abusante” in fronte.
Il lieto fine della sua storia non sempre arriva per tutte, ce l’ha raccontato ieri un’altra madre, andata due anni fa a chiedere aiuto ai servizi “istituzionali”, quelli predisposti a dare aiuto alle vittime (almeno sulla carta) ma che nella realtà dei fatti hanno nuovamente abusato di lei. E della sua bambina. Stringendo invece la mano al di lei marito, accogliendolo, proteggendolo.
Due mamme, due storie. Entrambe comunque a lieto fine. Poiché a prescindere dall’esito di una sentenza (che resta importante ma non deve prevalere sul resto) tutte e due oggi abbracciano forte le loro piccole e sanno che, quel abbraccio farà la differenza tra un futuro incerto e la giusta meritata serenità.

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