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Le lettere dei sostenitori dei pedofili: ”siamo mondi accostabili solo per contrasto”.

Le lettere dei sostenitori dei pedofili:
”siamo mondi accostabili solo per contrasto”.

La politica di questo blog (e del sottoscritto) è sempre stata quella di applicare la TOLLERANZA ZERO a chiunque ci scrivesse difendendo persone condannate per pedofilia e, soprattutto, attaccando/diffamando i bimbi abusati dai soggetti medesimi.
Per questo, abbiamo sempre posto sullo stesso piano chiunque abusi di un bimbo a parole (insultandolo quindi) con chiunque lo abbia appunto abusato (coi fatti).
Per questo, quando sono arrivate  lettere come quelle di cui parleremo oggi, il cestino è sempre stata l’unica risposta plausibile. Poiché dare un palcoscenico a soggetti abituati a parlasi addosso in un chiuso e minuto circolo vizioso popolato da simili, ci sembrava assolutamente ridicolo e non coerente con quanto da noi fatto.

D’altro canto fareste salire sullo stesso palcoscenico, che ne so, di un Paul Mc Cartney o  Bono, un qualsiasi Leone di Lernia? Ecco, appunto, vi siete risposti da soli.

Solo in una paio di occasioni – l’ultima mi pare fu di una insoddisfatta fan di Pinuccio La Monica – l’educ-attore di Reggio Emilia condannato a 9 anni e 9 mesi in primo grado per detenzione di 399 files pedopornografici estremi e abusi su ben 9 bambine accertate – ne abbiamo parlato, ma sempre come dato “folkloristico” che come altro.

Già, folkloristico. Credo sia il termine giusto per inquadrarle.
Folkloristico ed antropologico, aggiungerei, poiché ci permettono di studiare  e capire in quale terreno chi abusa, si muove. In quale mondo si rispecchia. Quale società imbroglia per ptoer delinquere. Prendendosi pure beffa di loro, che per lui marciano (o marciscono…oggi ho problemi coi verbi), sbraitano, scrivono.
Quel mondo che se è complice nelle parole permette di conseguenza una complicità nei fatti concreti.
Ma veniamo alle  lettere. Ne riportiamo alcuni stralci.

Partendo da quelle dei due sostenitori di Marco Baresi, ex vice rettore del seminario di Brescia (seminario su cui ricordiamo un interessante articolo che trovate qua: http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=0&ip=299&iv=299&im=423 ) , condannato (a Brescia!!!!) in primo e secondo grado.
Dopo la seconda condanna riceviamo quanto segue:

1 – “Ma io mi domando, (premettendo che i pedofili non sono assolutamente giustificabili!) vi che tanto state sputando su don marco, lo conoscete? Lo avete mai visto? Sapete chi è? e poi, sapete davvero cosa è successo? come sono andate davvero le cose? O vi riferite solo alle notizie che passano ai telegiornali, i quali godono nel inzuppare il pane in queste cose? Credetemi, non sempre ciò che viene detto in televisione risponde a verita… e anche se effettivamente c’è un processo in atto, che attualmente non lo ha ancora scagionato, siete davvero sicuri di cosa sia successo?

(…) spero davvero che non cancelliate questo mio commento, ma che ci sia qualcuno che abbia voglia di rispondermi, perchè vorrei tanto avere delle risposte…sentirsi dire “non ho coscienza”, quindi “che non provo vergogna” non è una cosa piacevole…certo che i bambini abusati devono avere tutta la compassione di questo mondo, ma credete a chi, forse, conosce la situazione, non è questo il caso…spero ci sia qualcuno che abbia voglia di rispondere alle mie domande…”.
Firmato Giulia 92
A cui fa seguito:
2- “Non conoscete i fatti, dovreste almeno prendervi la briga di approfondirli.
Il vostro lavoro è importante, non c’è dubbio, ma quando vi capita tra le mani il caso di un uomo condannato ingiustamente, il danno che fate senza rendervene conto è incalcolabile.
Questo vale anche per Padre Mario Pezzotti.
Non penserete davvero che i condannati ingiustamente non esistano?
Non sapete chi sia il ragazzo che ha denunciato don Baresi, non sapete in cosa consisteva la detenzione di materiale pedopornografico, non sapete in quale melma sono finiti i giudici. Non sapete niente.”
Firmato gianmario

Due esempi. Su cui effettivamente c’è ben poco da dire.
Partiamo dall’ultimo, quello di gianmario che unico portatore di verità perde tempo a scrivere a noi, anziché rivolgersi ad una Procura portando tutti gli elementi in suo possesso per far scagionare il povero sig. Baresi.
Certo appare incredibile come anche davanti alle prove provate (leggasi pedopornografia) qua come peraltro fu nel caso di Pinuccio, c’è sempre la ricerca di un alibi, una personale versione dei fatti.
Una cosa però mi va di aggiungere. Dato che cita anche Mario Pezzotti, le faccio presente che quello che sappiamo sul prete pedofilo (di cui hanno parlato il Washington Post, il New York Times, il Times, ma dubito lei lo sappia dato che forse legge solo i bollettini parrocchiali dove spiccano le foto di Pezzotti circondato da bimbi indios seminudi o il Giornale di Brésa), quello che sappiamo dicevo, va molto oltre quello che fino ad oggi è uscito……
A Giulia92 rispondiamo solo che sono quelli come lei (se 92 non è la sua età ma la data di nascita inorridiamo due volte….) che da soli si sono resi ridicoli e senza vergogna.
E l’hanno fatto nel momento stesso in cui anziché pregare per il proprio amato Don, stargli vicino vicino, sostenerlo, sono scesi in piazza, hanno fatto le t-shirt ed i tatuaggi (ma si rende almeno conto????) manco fosse l’ultimo dei tronisti di Maria De Filippi. Hanno fatto i tappetini per il computer e gli adesivi per l’auto (a proposito, sto sempre aspettando la t-shirt che avete detto avreste regalato a chi ne faceva richiesta! Taglia L grazie). Quelle sono le cose che li hanno resi ridicoli. E stupidi, terribilmente stupidi. Perchè hanno banalizzato un dolore enorme (per le vittime). Per questo parlavo prima di iniziative folkloristiche. A questo dobbiamo ricondurli, altrimenti ci sarebbe davvero da preoccuparsi, pensando che là fuori ci sono dei giovani che ragionano ed agiscono come lei…..
Quanto alle sue parole di circostanza (poveri bambini…cattivi i pedofili) gliele rimando al mittente perchè è evidente che della sofferenza dei bimbi abusati lei non sa/capisce molto. E non gliene può importare di meno. Altrimenti non perderebbe tempo a scrivere simili deliri.
Deliri. Già. Non si possono definirei diversamente certe frasi, come questa, che togliamo dalla seconda lettera:
“E per di più ci date degli “imbecilli”. Siamo 500 persone adulte che hanno reso pubblico il loro nome a difesa di don Marco. Nel nostro paese il rapporto tra accusatori e innocentisti è come minimo di 1:1000. Pensateci.”
Nel mio libro nero della pedofilia, racconto del paese di Jedwabne (Polonia). Il 10 luglio del 1941 metà della popolazione…massacrò l’altra metà. Donne, anziani, bambini, addirittura neonati (arsi vivi nel fieno): non si guardò in faccia nessuno. E persone da sempre vissute in armonia tra di loro, si accanirono improvvisamente, diventando folli assassini.
Il tutto avvenne in poche ore. In poche ore metà della popolazione (quella di religione ebraica) fu spazzata via.
Perché? Solo perchè qualcuno disse loro che andava fatto….
”Caro Massimiliano Frassi la tua lotta alla pedofilia è una cosa che ti fa onore e ti stimo per questo ma nel caso di Don Ruggero Conti hai fatto una gaff gigantesca. Prima di tutto la vicinanza della comunità a Don Ruggero è sempre costante con lettere, fiaccolate, sere di veglia con candele (sic).
Sono state oltre tutto smontate tutte le accuse. Inoltre non ci sono prove materiali degli abusi. In conclusione vorrei dirti che parlare di cose che non si sanno è da ignoranti”.
Don, pardon, il sig,. Ruggero Conti è stato condannato a 15 anni e 4 mesi per aver abusato, nel periodo che va tra il 1998 ed il 2008, ben sette bambini. I reati che gli hanno attribuito sono: atti sessuali con minori e induzione alla prostituzione minorile”. Il Pm aveva chiesto 18 anni, chiedendo che l’imputato rispondesse alla legge italiana per “condotte di una gravità inaudita, insidiose ed insistenti”.
Durante il processo sono state ascoltate vittime di Don Conti di abusi che sarebbero avvenuti negli anni ’80 prima della sua ordinazione a sacerdote. Tali presunti reati sono però caduti in prescrizione.
Concordo su un punto: “parlare di cose che non si sanno è da ignoranti”.

Nota:
Pochi giorni fa Padre Fedele Bisceglia è stato condannato per aver stuprato una suora. La condanna in primo grado è di 9 anni (rifletta Pino La Monica, su quanto gli è andata bene!). Le immagini di lui vestito di bianco in aula di Tribunale mentre inveiva contro Giudici e Suore hanno fatto il giro del mondo. Creando pure delle grasse risate, se non fosse che si parla appunto di uno stupro e non di una puntata mal riuscita del Muppet Show. Quello che però mi ha più colpito di quelle immagini, non è tanto la verve dell’ex fraticello, ma le t-shirt di 3 poverelli che posano per i fotografi, in piedi nell’aula di Tribunale. Tre t-shirt con la scritta: “Padre Fedele Innocente”.
Anche per Pacciani (il contadino che abusava delle proprie figlie, picchiava la moglie e fu fatto passare per uno dei mostri di Firenze) in aula apparvero delle simili magliette (“io sto con Pacciani”), segno forse che il gene dell’imbecillità si può pure trasmettere. Di generazione in generazione. Come un virus. Subdolo. Ridicolo. E per questo ancora più pericoloso.

Questo è quanto. Inutile dire che eventuali mail seguite a questo articolo verranno subito cancellate (non fosse altro che riceviamo una media di 500 lettere a settimana e dobbiamo smaltire un po’ il lavoro…), anche perché, lo ripetiamo, noi e voi siamo due mondi inconciliabili:
accostabili solo per contrasto (come dimostra il post che segue).

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