Articoli marcati con tag ‘pedofilia a reggio emilia’

Legalizziamo pedofilia, cannibalismo e infibulazione.

Tempo fa in uno dei nostri corsi per le forze dell’ordine un operatore di Scotland Yard segnalò quanto in Inghilterra accadeva in situazioni di abuso/maltrattamento da parte di cittadini stranieri, provenienti in particolar modo dall’Est Europa o dall’Africa.
Sottolineando come la legislazione inglese fosse molto chiara: “quello che culturalmente può essere accettato in società che non tutelano i diritti delle donne e dei bambini (leggasi matrimoni di bimbe all’età di 11 anni e via dicendo) da noi è assolutamente fuorilegge”.
Mi è venuto in mente questo passo in seguito all’assoluzione in primo grado dell’albanese che a Reggio Emilia fu arrestato dopo la Procura parlò di immagini assolutamente chiare, inerenti quelli che parevano essere rapporto orali tra il padre ed il proprio figlioletto. Bimbo che fu addirittura portato in piazza, davanti tutti, per manifestare a favore della scarcerazione del padre medesimo.
Oggi riporto anche un passaggio dalla Gazzetta di Reggio, dove parla a sentenza avvenuta, la Procura. Non prima  di chiedere anche qua, quanto manca affinché sia legalizzata l’infibulazione…o, per assurdo, il cannibalismo….
“(…)  Ma se per la procura quelle immagini erano la prova di un abuso vero e proprio, di una violenza sessuale; per la difesa quei gesti dovevano essere interpretati invece come un gesto d’affetto di un padre nei confronti del figlio. Alla luce anche delle differenti usanze, è stato ripetuto in questo mesi, all’interno della comunità albanese.
LA PROCURA. «Leggeremo le motivazioni e valuteremo se fare appello, ma dalla lettura del dispositivo che sostiene che “il fatto non costituisce reato” rilevo che il fatto storico è stato ritenuto sussistente, in genere si usa questa formula quando è l’elemento psicologico a essere mancante o carente» è la prima reazione del procuratore capo, Giorgio Grandinetti. «Ci tengo a dire – aggiunge – che questo procedimento non è stato mai trattato né con leggerezza né con pregiudizio, ma è il frutto di ponderazione e approfondimento in tutte le sue fasi. E si è arrivato al dibattimento non attraverso una via breve, ma attraverso un impianto accusatorio serio e solido, validato due volte in fase di indagini preliminari dal gip che lo hanno sempre giudicato adeguato. Ora, prendiamo atto di quanto avvenuto».
«Va detto – sottolinea il magistrato – che viviamo un momento storico complesso, per quanto riguarda i reati culturalmente orientati. I rapporti sociali sono complessi. Noi non siamo organismi politici, ma siamo vincolati alla legislazione positiva. Abbiamo agito in scienza e coscienza, senza trascurare nulla».
«La dottoressa Pantani ha lavorato in stretto collegamento con me, ho condiviso le sue scelte, non per niente ero presente in aula in rappresentanza dell’ufficio del pubblico ministro» ha concludo il procuratore capo.
A fianco della dottoressa Pantani, al momento della lettura della sentenza, erano presenti oltre a Grandinetti anche tutti gli altri pm della procura reggiana.”

SENTENZA PINO LA MONICA. Parte 3 – La voce delle bambine.

Continua l’analisi della sentenza di Pino La Monica, condannato in primo grado a
9 anni e 9 mesi per abusi su 9 bambine e detenzione di 399 files pedopornografici (files, giusto per ricordarlo a chi ha manifestato per lui catalogati, pescando un esempio tra i tanti, in cartelle così: “stupro anale di bambine”).
Abbiamo riportato alcuni giorni fa la prima parte con le testimonianze delle bambine. Testimonianze accomunate, l’ho già detto, da due fattori:
la grande dignità delle stesse e l’altrettanto grande sofferenza/paura, provata sulla propria pelle.
Continuiamo con altre voci, pescate nelle 100 e rotti pagine che ridanno senso alla parola giustizia. Ripartiamo da pagina 17 e da quei segnali che inequivocabilmente ci avvisano che c’è un disagio. Disagio che in questo caso, purtroppo, prende la parola di ABUSO SESSUALE.
La bimba fa la prima media e partecipa ai corsi di Pinuccio, “con entusiasmo e contentezza”. Tuttavia “durante l’anno, la ragazzina era visibilmente cambiata negli atteggiamenti e nell’umore ed aveva iniziato a rinchiudersi in sé stessa, ad intristirsi, come se stesse progressivamente sfiorendo, ed a manifestare sintomi di disagio e di ansia”.
Proprio perchè come sostengono i La Monica fans è tutta una cospirazione contro di lui, interessante evidenziare questo elemento (che pure ricorre spesso, perché l’ultima cosa che gli adulti pensano, è che possa esserci un abusante nel loro mondo!):
la mamma interroga la bimba su cosa stia accadendo ma la stessa sminuisce e dice che non c’è nulla, lasciandosi solo “sfuggire il desiderio di non andare più a teatro, cioè di non frequentare più i corsi pomeridiani, ma la mamma – per sua stessa ammissione – non aveva dato peso a ciò ed anzi aveva spronato la figlia a continuare le lezioni, non immaginando nemmeno lontanamente che i problemi fossero legati proprio a quei corsi”.
Come vedete è chiaro sia il contagio che il partire subito convinti che Pino sia un pedofilo…….
Finalmente la madre riesce a superare il muro di vergogna e silenzio della bimba. Che, con grandissima difficoltà, comincia  a parlare (altra dimostrazione pratica di come i bimbi puntino subito il dito contro i poveri innocenti accusati di abusarli):
“…le ha faticosamente rivelato, in notevole imbarazzo e con ritrosia (“cercava di parlarmi però poi faceva marcia indietro”), usando “mezze parole”, senza mai riuscire a dire apertamente, preferendo mimare i gesti, di avere subito, assieme alle amiche, toccamenti da parte dell’insegnante di teatro…”.
Dopo questa prima dolorosa rivelazione, nei giorni a seguire la bimba parla, aggiungendo particolari. Dice ad esempio che “tale insegnante, le prendeva la mano e gliela metteva a contatto con le proprie parti  intime, facendosele toccare” ed ancora che “durante un gioco al buio si è trovata sotto ad un banco con l’insegnante che le ha fatto infilare la mano nei propri pantaloni”.
Ancora una volta percepiamo la paura dei bimbi. Che in un contesto che doveva essere di gioco si ritrovano ad essere meri oggetti sessuali, manipolati per placare malate frustrazioni.
Un’altra bimba aggiunge:
”durante le lezioni di teatro , il professore (alt. Fermi. Errore nella sentenza. La dicitura esatta non è professore, ma:
“docente di attività espressiva propedeutica alle attività espressive e dinamiche comunicative e abilità razionali”. Continuiamo) si appartava in un’altra stanza con lei e con altre tre alunne, lasciando da solo il resto degli alunni in un’altra aula adiacente…a turno palpeggiava le ragazze toccandole il sedere e la vagina ed abbracciandole cercando ogni pretesto per porre in essere quei comportamenti…in particolare ad una delle ragazze ha afferrato la mano facendosi toccare il pene mentre con lei si era limitato ad abbracciarla forte avvicinandola alle sue parti intime”.
Un’altra bimba invece “rivela” ai genitori quanto accade in un modo quanto mai singolare.
È domenica ed il padre la sente urlare. La raggiunge e la bimba è al telefono che grida:
“mi devi lasciare in pace! Mi devi lasciare in pace!”.
Dopo la telefonata la bambina in “preda a disperazione e rabbia, gli ha rivelato che l’insegnante aveva iniziato a toccarle le tette e poi in seguito veniva fuori (dal bagno) con il pene dritto e se la tirava a lei…dicendole anche frasi del tenore <<mi sono innamorato di te, se vuoi scappiamo insieme>>.
Non posso esimermi dal segnalare che parliamo della stessa persona che dopo la condanna ha dichiarato che avrebbe continuato a lavorare con i bambini!
A tal riguardo questa bimba aggiunge che La Monica “teneva analoghi comportamenti anche nei riguardi di altre bambine più piccole di lei”.
Il padre della bimba dice: “mi ha detto che c’erano della bambine molto piccole che lui, con delle scuse banali, se le tirava a lui…”.
Un’altra bimba ancora aggiunge: “al termine di questo gioco la sensazione che restava sulle sue mani era quella di “bagnato…umido”, con un odore che la piccola ha definito “non proprio l’odore di lavanda…tipo come il pesce marcio”.
Direi che per oggi può bastare. Non vorrei che alla lettura di altri passaggi simili i suoi fans dovessero corressero ad aprire un altro mutuo. Sapete, coi tempi che corrono….

CONTINUA…..

Pino La Monica sentenza shock! Costringeva le bambine ad atti sessuali!

Il fatto lo conoscete tutti. Chiunque si occupi di legalità e di tutela dei bambini, ma anche chiunque abbia anche solo casualmente letto un articolo sulla pedofilia, oramai sa chi è Pino la Monica. Questo grazie alla campagna di informazione fatta da lui e dai suoi sostenitori. Da quel irrefrenabile desiderio di mostrarsi, sempre e comunque.
Tutto inizio così, con un titolo che faceva correre un brivido e che anche se il signor Pinuccio fosse stato l’ultimo dei santi, sarebbe stato scandaloso:

“APPLAUSI COME UN EROE”.

Poiché il primo giorno di un processo non si può accogliere un indagato per abusi “come un eroe”.
Questo in realtà fu solo il primo di tutta una serie di episodi, nati dagli esempi dei comitati falsi abusi, che fecero non poco male (altro male…) alle vere vittime: bambine e loro familiari.
Ma anche a quelle vittime che mi preme ricordare (e lo faccio sempre) sono i bambini delle immagini pedopornografiche! Quegli stessi bimbi che verosimilmente oggi potrebbero non essere nemmeno in grado di sapere che la Giustizia li ha difesi, per il solo fatto che non cisono più……..
Per esserci (giustamente) scandalizzati davanti a gazebo per raccolta firme, corsi per insegnare agli educatori a come occuparsi dei bambini (corsi di Pino La Monica ovviamente: ricodate “quella carezza della sera”?),solidarietà di parroci garantisti a senso unico e quant’altro, siamo stati sommersi, non solo dalla vostra sensibilità ferita, ma anche da una serie di insulti e minacce da parte di uno sparuto, ma rumoroso e ben coordinato, gruppo di sostenitrici del Pinuccio nazionale.
Chissà se oggi le stesse hanno letto i giornali. Chissà a dire il vero se sanno leggere…..
La sentenza integrale a breve la mettere nel nostro sito. E sarà disponibile per qualsiasi studio legale ne facesse richiesta.
Oggi riportiamo la rassegna stampa.
Testimonianza che il male non sempre vince. Né vince chi è più arrogante, chi grida più forte, chi cerca di portare i processi in piazza. Chi accusa quelli come noi di fare “chiacchiere da bar” o di “speculare sulla pelle dei bambini” (certo non c’è concorrenza se la speculazione sulla pelle dei bambini è quando la stessa serve per farci la formichina….).

Partiamo dai titoli:

PINO LA MONICA SCHOCK.

“In forme subdole, insidiose e camuffate costringeva le bambine ad atti sessuali”.
Innamorato delle adolescenti. A Santiago per dimenticare una 13enne.
“Lle bimbe sedotte subdolamente”. Depositata la sentenza sul caso La Monica: “soggiogava le allieve”
“Trovate nel pc 399 immagini pedopornografiche: era una detenzione consapevole”.
“Non concesse le attenuanti: “per le ragazzine era un maestro, non si è mai pentito”.
“Gravi atti sulla piccola di 9 anni: è ancora turbata”.
“I servizi sociali non hanno lanciato l’SOS”.
“Adesso deve pagare i danni”.

Buon anno bambine. Che vi siete ritrovate a crescere troppo alla svelta.
Posso l’anno nuovo non presentarsi alla vostra porta, anzi, vi mandi un suo anno precedente. Che vi ripaghi, sotto forma di tempo, di quei giorni perduti, sprecati direi, nel dolore, nel pianto, nella paura.
E che davanti a voi ci siano solo il sereno. Quel orizzonte ricco di colori che tutti i bambini si meritano, ma voi, concedetemelo, un po’ di più.
Con al certezza che un domani, diventiate vostra volta donne e madri serene. Combattive (come le vostre), che guardando quella piccola indolore cicatrice, dicano al mondo che No, nessuno, ma proprio nessuno deve fare del male, ad un bambino! MAI!
A voi il mio abbraccio più pulito,  ai Pinolamonica di questo mondo  il mio più assordante silenzio.

Un mutuo per Pino. Ma sarà vero? Le vostre perplessità.

In un periodo in cui siamo letteralmente in “overbooking” per mail e richieste di aiuto, forse ce la siamo cercata. Dico questa battuta  per spiegare che i 2 articoli di ieri, quello sugli abusi sul bimbo disabile e quello sul mutuo fatto per supportare Pino La Monica, hanno mandato in tilt il nostro sistema. Ed oggi sono tantissime le mail e le telefonate al riguardo (please, stop alle telefonate!).
Di gente furibonda, indignata, schifata, desiderosa di aiutare i nostri bimbi.
Sul tema abusi e disabilità, l’abbiamo detto e lo ripetiamo, abbiamo deciso di portare avanti una campagna molto forte, sia all’interno dell’opinione pubblica, che con interventi mirati, proprio in quelle realtà dove i piccoli disabili dovrebbero essere curati ed amati (mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo).
Per il caso La Monica diciamo quanto dal primo giorno abbiamo detto:
ogni nostro intervento è in risposta a posizioni (le loro, loro intese quelle dei suoi supporters) che sono costantemente in bilico tra l’arroganza e l’inciviltà).
Oggi riportiamo giusto alcune osservazioni, che ci avete fatto.
Tutti vi chiedete una cosa, che in verità ci chiediamo anche noi, che come Onlus abbiamo (giustamente) un mare di controlli, anche di carattere fiscale.
Questa gente sostiene di poter raccogliere con alcune cene delle cifre elevatissime, per pagare appunto i centomila euro e rotti di spese legali / risarcimento alle vittime degli abusi.
La domanda è:
chi controlla questo flusso di denaro?
C’è qualcuno delle istituzioni che verifica il tutto, fino all’ultima pezza giustificativa?

Ed ancora, se bastano poche cene (le facciamo anche noi e credetemi se vi dico che da una cena solidale si ricava davvero ben poco) per coprire simili spese, la domanda che in tanti vi siete fatti è:
gli introiti arrivano appunto solo da quelle cene o c’è ben altro. Nessuno di voi infatti (e noi ci aggreghiamo) crede che ci sia solo quello. E nessuno vuole credere che una persona sana di mente apra un mutuo così elevato senza avere la certezza che quei soldi rientrino. Certezza matematica, non ideologica.
La domanda che quindi è legittimo farsi ed a cui chiediamo, alle istituzioni preposte, una risposta è:
chi finanzia realmente Pino La Monica?
Ma soprattutto una persona che aveva 399 files pedopornografici che giro di soldi realmente ha a disposizione?
È forse giunto il momento in cui qualcuno ci spieghi (e mi auguro che le motivazioni della sentenza in arrivo ce lo dicano) se quelle immagini sono state tutte scaricate gratuitamente o anche acquistate / scambiate. Poiché se prevalesse il secondo punto, credo sia legittimo porsi interrogativi ben più inquietanti ed indignati, di una cena natalizia o di un mutuo aperti per un pedofilo.
Dato che sappiamo tutti quanti che giri economici stiano dietro alla pedopornografia (anche) nel nostro paese.

Il Pedofilo adescatore.

Dopo Jesi un altro pensionato che adesca i bimbi nel suo garage.
È successo a Reggio Emilia  e solo a dirlo ho un brivido.
Non sia mai che da domani i soliti noti si mettano a manifestare insieme a tutti gli amministratori di condominio perché sono state violate chissà quali regole.
Sicuramente, per loro, non quelle della tutela dell’infanzia. Quelli si violano, eccome se si violano.

“Un pensionato di 65 anni e’ stato arrestato dai Cc di San Polo d’Enza con l’accusa di violenza sessuale su due bambini di eta’ inferiore ai 14 anni..
L’uomo in ottobre avrebbe avvicinato una bimba, vicina di casa, mentre giocava in cortile e l’avrebbe indotta a seguirlo nel garage, dove ha subito le ‘attenzioni’ del pensionato. La bambina e’ fuggita, ha raccontato in lacrime alla madre quello che era accaduto e i genitori hanno denunciato l’episodio ai militari. Le indagini hanno appurato che di recente analoghe attenzioni erano state rivolte ad un bimbo, pure ‘under 14’.”

TRIBUNALE DEL RIESAME: IL PEDOFILO È PERICOLOSO!

Dell’ennesima (vergognosa) manifestazione di piazza tenutasi a Reggio Emilia abbiamo già parlato nei giorni scorsi.
Per chi fosse distratto è quella manifestazione che ha portato in piazza un bambino per chiedere la liberazione del suo papà. Attualmente in carcere. Per averlo abusato.
Cose così nemmeno Stephen King quando si faceva di whiskey e cocaina (leggasi ai tempi di Pet Sematary) riusciva a scriverle.
Ora torniamo a parlrne qua ,poiché è di sabato la notizia per cui il “padre” albanese presunto abusante resterà in carcere.
Per il Tribunale del riesame infatti è un soggetto “pericoloso”.
Non così per la parente/sostenitrice di un altro noto pedofilo, Pino La Monica, che su Facebook pare se la sia presa  con i cittadini di Reggio Emilia che “non sono scesi in piazza ma al contrario forse hanno preferito fare shopping” (forse avranno fatto pure shopping, perché così facendo sono stati lontani dalle finestre e soprattutto dal desiderio di lanciare olio bollente sui manifestanti!). Insieme a lei, sempre dal micromondo di Facebook gli organizzatori delle manifestazioni di piazza pro indagato, che tuonano così:
L’UNICA SOLUZIONE PER LIBERARE XXXX E’ :
– GIUDICE MARIA RITA PANTANI SI DEVE DIMETTERE DAL SUO LAVORO ;
LO STAFF TECNICO, CHE STA MASSACRANDO I FIGLI DI XXXXX  SI DEVE DIMMETTERE; “

IL MINISTRO ALFANO DEVE INTERVENIRE! NON DEVE FA…RE FINTA DI NON VEDERE! SALVIAMO LA GIUSTIZIA IN ITALIA!!!!! GIOVEDI, 04 NOVEMBRE, ORE 11,00 – PROTESTA A TIRANA DAVANTI
ALL’ AMBASCIATA ITALIANA !

(Nota mia: come vedete anche stavolta NOI del blog anti pedofilia non abbiamo messo il nome del presunto pedofilo, poiché essendo un caso di abuso in famiglia, vogliamo non dare riferimenti indiretti al nome della vittima).
Incommentabile. Torniamo quindi per un attimo al Tribunale del Riesame.
I baci appartenenti alla cultura albanese, sono in realtà “rapporti orali”, “con un’invasione della sfera sessuale del piccolo non tollerabile dall’ordinamento italiano anche se sulla vicenda dovessero avere un peso le consuetudini rurali albanesi”.
Il soggetto in questione è ritenuto, come già detto, pericoloso, ma se scarcerato potrebbe pure “inquinare le prove” (domanda in un caso così sapete cosa vuol dire “inquinare le prove”?! Arrivateci da soli. Pensate solo che le prove qua sono una bambino….).
Mi auguro che al fronte di tutto questo, la comunità albanese ospite nel nostro paese (e l’ambasciata!) prenda ufficialmente le distanze, da un manipolo di soggetti “culturalmente” pericolosi.
Per i loro figli. E per i nostri.
p.s. siamo sempre in attesa che gli abitanti dei paesi dell’Africa sub-sahariana, residenti in Italia, manifestino a favore dell’infibulazione. Pratica che per loro è assolutamente “normale”.
Magari tra le isteriche sostenitrici dei pedofili ne troviamo pure una disposta a farsi infibulare, per dimostrare che la cosa è assolutamente normale e che se qualche bambina si è lamentata, è per colpa di qualche mamma ansiosa….…..

 Il film:
“Lamerica”, di Gianni Ameglio

ANCORA TU, MA NON DOVEVAMO VEDERCI PIÙ

“Pino terrà insieme a me i corsi teatrali: per adulti e per bambini”
Queste le parole di Elena La Monica, sorella dell’educ-attore condannato in primo grado per abusi su 9 bambine (accertate) nonchè sue (ex) allieve e detenzione di 399 files pedopornografici “estremi”, che ha presentato ieri i nuovi corsi, che vantano già “una trentina di scritti, che vogliono tutti Pino”.
Al momento Pinuccio è in Scozia, “perchè ha vinto una borsa di studio”, ma presto tornerà a Reggio per dare vita ai suoi nuovi corsi.

Le coincidenze…della pedofilia

Coincidenze.
Secondo il dizionario della lingua Italiana, si definiscono “coincidenze”: le “casualità”, le “concomitanze occasionali”.
Una coincidenza è il più delle volte un doppio avvenimento, che accade nello stesso momento.
Con le stesse modalità.
“Che coincidenza!”, pensate a quante volte l’avete pronunciata questa frase. A quante volte due similitudini sono apparse, repentine e non invitate, ai vostri occhi.
Oggi è proprio di questo che vorrei parlarvi, di concomitanze occasionali, di casualità, coincidenze per l’appunto.
Incontri del destino che col destino nulla hanno a che fare, ma che nascono dal caso, dal puro non calcolato incontro di due fatti identici. E casuali.
Casuale che a pochi giorni dalla Cassazione, e con due pesanti condanne alle spalle, un prete pedofilo sia scomparso.
Casuale che stamani, mentre a Milano (e non più a Brescia) la corte d’appello doveva analizzare il controverso caso degli abusi della scuola materna Abba di Brescia, tutto sia saltato e rimandato in là nel tempo. Poiché i faldoni con gli atti pare siano andati persi durante il “trasloco”. Ennesima – fortuita – coincidenza.

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