Articoli marcati con tag ‘pedofilia in internet’

Minori e internet.

E’ una delle battaglie più difficili da far passare: “minori e internet”. In tutte le sfaccettature possibili. Foto dei minori in rete. Utilizzo da parte dei minori, di social network già dalle elementari.
Quando questi genitori arrivano a noi è troppo tardi. E tutti, ma proprio tutti, avrebbero potuto evitare il peggio se solo si fossero informati e tutelati non lasciando soli i propri figli nella rete.
Ogni giorno ci sono persone che entrano in questi spazi con un solo intento: predare i nostri figli. E quando riescono ad agganciarli (nei loro siti preferiti, in quelli dei giochi ad esempio) scatta una violenza psicologica che è spesso preludio di quella fisica.
Non controllando i loro accessi nella rete apriamo le porte di casa a qualsiasi pedofilo che stia là fuori. Lo invitiamo ad accomodarsi. E mentre nell’altra stanza gli prepariamo il caffè, lo lasciamo comodo indisturbato e tranquillo: con i nostri bambini.
Ma è così difficile capirlo?

 

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Pedofilia in internet: un video da vedere. Con chi chattano i nostri figli?

Dall’altra parte.

pericolo in internet per chat e facebook

Una campagna inglese dice “ma tu sai con chi i tuoi figli hanno chattato in rete ieri sera?”. Questo video, duro e diretto, è un’ottima risposta…unico dato: l’età della ragazza, che supponiamo per ovvi motivi, non si auna bambina – come dovrebbe invece essere nella realtà….-  . Da guardare, digerire, meditare:

https://www.youtube.com/watch?v=y8xi8RNxEQw

 

Condividete,
Blog Staff

 

Il N.I.T. di Siracusa: un prestigio tutto italiano nella lotta alla pedofilia

Il N.I.T. di Siracusa: un grande esempio nella lotta alla pedofilia.

Ed a proposito di pedofilia online, riportiamo un’intervista al comandante dr. Domenico Di Sommma, responsabile del N.I.T. di Siracusa, esperienza importantissima in Italia nel contrasto al lato oscuro della rete.

 

http://www.siracusanews.it/node/53166

A cura di Blog Staff.

Nel computer foto di bimbi uccisi. Loro persone normalissime!

Nel computer foto di bimbi uccisi. Loro persone normalissime!

La notizia è di un paio di giorni fa. E riporta quella che è una consuetudine per la maggior parte dei pedopornografi, o perlomeno un loro punto di “arrivo”: il poter godere mentre si guardano immagini di bimbi, torturati fino alla morte.
Follia? No, per loro normalità. Giustificata magari in tribunale come “ricerca per motivi di studio”, giusto per citare uno di questi esemplari.
A Torino due predatori di bambini sono finiti nel registro degli indagati grazie alle indagini della Polizia Postale. Avevano archivi con migliaia e migliaia di immagini e di video. Tutti con bimbi, anche piccolissimi, vittima di abusi. E molti, appunto, torturati o uccisi.
I giornali li hanno definiti “gli insospettabili della porta accanto” e questo potrebbe riaprire una discussione vecchia come la pedofilia, quella per cui il predatore non è un orco ma appunto un insospettabile, mascherato da persona “normale”.
Uno dei due arrestati scambiava da 10 anni (dieci anni!!!!!) snuff movie, film spesso catalogati come leggende metropolitane ed invece amarissima e dolorosissima realtà: i protagonisti vengono infatti uccisi. Senza finzione alcuna. Ed i protagonisti sono BAMBINI nel suo caso.
Nel pc del suo “collega” immagini di neonati.
Questa storia riassume quanto da anni diciamo e conferma più che mai il perché qualcuno cerchi di non far passare questa voce, un perché presto detto e la cui risposta, chissà, magari sta proprio nel loro computer….
L’indagine della polizia è avvenuto usando anche da noi un agente sotto copertura, che per un anno ha lavorato fingendosi pedofilo.
Di lui non saprete mai il nome. Di lui noi possiamo solo dirvi che se esistono ancora gli eroi: sono fatti così.

Fate attenzione ai predatori in internet.

Fate attenzione ai predatori in internet.

Non ci stancheremo mai di dirvelo. E sì che evitarli è davvero facile!!!!! Basta un clik!

“Adescava minori su Facebook: arrestato imprenditore vicentino”.

Premessa: se ricevessimo un centesimo per ogni genitore che non dà a Internet il giusto “valore”, anche in termini di pericolosità, arrivando ad aprire ai propri figli (che magari vanno ancora alle elementari) profili su Facebook, saremmo i più ricchi del pianeta.

“Adescava minori su Facebook: arrestato imprenditore”.
L’indagine partita dalla denuncia di una mamma di un ragazzino di 14 anni padovano. L’uomo chiedeva l’amicizia ai ragazzini e pagava ricariche telefoniche in cambio di favori sessuali.

Ciao, come sei carino. Ho visto la tua foto”. “Dammi il tuo numero di cellulare che ti faccio una ricarica”. Adescava così i minorenni su Facebook un imprenditore vicentino di 56 anni arrestato dalla squadra Mobile di Padova diretta dal vicequestore aggiunto Marco Calì con l’accusa di pedofilia. L’imprenditore, titolare di una grossa ditta di componentistica per prodotti elettronici nel vicentino, si era costruito un profilo nel social network grazie al quale entrava in contatto soprattutto con ragazzi fra i 14 e i 17 anni. L’indagine è iniziata con la denuncia di una mamma padovana il cui figlio, di 14 anni, aveva ricevuto sul suo profilo Facebook alcuni messaggi a sfondo sessuale. L’uomo aveva regalato al ragazzino una ricarica telefonica. Quest’ultima era una prassi sovente nell’approccio dell’indagato con i minori contattati soprattutto in Facebook ai quali veniva dato denaro attraverso anche ricariche di carte postpay. Numerosi i minori caduti nella rete dell’uomo e vari invece, sia maschi che femmine tra i 16 e i 17 anni, che hanno avuto rapporti sessuali. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip di Venezia, su richiesta del pm lagunare Giovanni Zorzi. “Facebook è uno strumento bellissimo, ma anche pericoloso – è l’appello della polizia ai genitori – controllate sempre i profili dei vostri figli per evitare che vengano in contatto con malintenzionati”. FONTE : IL MATTINO DI PADOVA.

Ma quanti sono???

E meno male che le reti di pedofili “non esistono, sono solo una invenzione della Prometeo per farsi pubblicità” (a cosa, ancora non l’ho capito):

 

PEDOFILIA: OPERAZIONE INTERNAZIONALE IN 14 PAESI,100 ARRESTI

(ANSA) – CATANIA, 16 MAR – Una vasta operazione internazionale contro la pedofilia on-line e’ in corso in 13 Paesi d’Europa e negli Stati Uniti. Per la polizia postale e delle comunicazioni e’ una delle maggiori indagini mai compiute in questo specifico settore. Da fonti giudiziarie si e’ appreso che e’ stato colpito il settore ‘ideologico’ della pedofilia. Secondo quanto reso noto sul sito di Europol gli arresti compiuti nell’ambito dell’operazione sono oltre cento. Le indagini sono state avviate dalla Polizia postale di Catania e coordinate dalla locale Procura distrettuale in collegamento con Europol. Particolari sull’operazione saranno resi noti alle 14 durante un incontro con i giornalisti che si terra’ nella sala conferenze della Procura di Catania. In contemporanea si terranno altre conferenze stampa a L’Aja, nella sede di Europol a L’Aja, e in altri 11 Paesi europei e negli Usa.(ANSA).

“IO PEDOFILO? SI IN PASSATO, MA ORA MI È PASSATA E MIA MOGLIE MI RIPRENDE IN CASA.”

CINICO BLOG:

Da tempo denunciamo dalle pagine di questo (scomodo) blog una sorta di “normalizzazione” del crimine pedofilia (attenti bene alle parole).
Crimine che ha per vittime bimbi sempre più piccoli, soli, indifesi.
Bimbi a cui qua diamo voce.
Bimbi che vengono periziati e contro periziati (e con loro i propri genitori! A meno che non sia un caso di abuso familiare, allora nessuna perizia sul presunto abusante…..).
Oggi vi commento un’intervista. Apparsa a dire il vero alcuni mesi fa. L’ho tenuta nel cassetto, per farla macerare. Poiché se l’avessi commentata subito il tono sarebbe stato decisamente diverso….
L’intervista è apparsa su un mensile pubblicato in Lombardia. Carta patinata. Ricchi industriali sorridenti in copertina.
Servizio sulla pedofilia. In esclusiva intervista ad un pedofilo. Purtroppo anonimo.
Padre (felice) e marito (ora sereno).
Già da manuale l’apertura del pezzo (attenti alle parole…non solo alle mie 😉 ).
“…ci racconta e ci spiega quali sono i meccanismi che, in alcune circostanze, prendono il sopravvento creando le occasioni che portano l’uomo a commettere ciò che è impossibile anche solo immaginare”.
Scusa? Circostanze? Perché ci sono forse circostanze che ti fanno diventare pedofilo?
Per capirlo leggiamo l’intervista:
”Un amico mi passa alcuni file, tra l’altro scaricabili gratuitamente da programmi conosciuti e diffusi a livello mondiale. Tra le altre cose, musica, filmati, immagini, suonerie…da questi programmi è possibile scaricare materiale pedopornografico che, per curiosità, comincio a guardare”.
Domanda: “Come si presentano questi filmati?
Risponde il pedofilo: “Privi di qualsiasi forma di violenza, è questa la “furbata” da parte di chi li divulga. Le musiche di sottofondo sono piacevoli, i bambini “appaiono” sereni e consenzienti. Il tutto è compiacente. Potrei dire che l’impressione  generale è di avere a che fare con un contesto giocoso”.
Fermiamoci un attimo.
E andiamo a tradurre.
Si parla di “bambini consenzienti”. Che sorridono in quelle immagini, segno quindi che a loro piace quanto di lì a poco saranno obbligati a fare.
In più ci sono le musichette….
Suvvia e questo sarebbe un reato?
Poco prima invece leggiamo che i “furbi” sono quelli che divulgano. Poiché “non c’è violenza”, anzi è tutto un “gioco”.
A cui peraltro si arriva da programmi che si scaricano gratuitamente, come a dire, sono lì a portata di tutti, dov’è il male?
Il male  (il reato)c’è eccome se c’è, c’è in parole così, in atteggiamenti, pensieri, attitudini così. Ed in chi le sostiene.
I bambini delle foto/filmati che lui aveva, mi preme ricordare, avevano un’età massima di 10 anni. E minima di  3.
Ma continuiamo a leggere:
DOMANDA:
”Per soddisfare la sua curiosità, non le è bastato guardare il materiale una sola volta?
RISPOSTA: “. Ho continuato per qualche anno a fare uso di filmati che ho collezionato in una sorta di archivio personale.”
Ah ecco, per anni. Qualsiasi persona appartenente alla specie umana se si imbattesse in una singola  immagine pedopornografica, fosse pure fatta di bimbi sorridenti (…..) e con le musichette gioiose, se ne andrebbe a gambe levate.
Lui no. Lui (come tutti loro) ci sta dentro per anni. Anni che permettono che a monte, in qualsiasi parte del mondo, ci sia chi prenda quei bambini (sorridenti e con le musichette) e li abusi davanti all’obbiettivo. Per permettere a quelli come lui…di soddisfare una curiosità…
Curiosità che viene interrotta dalla Polizia Postale. Che smantella l’ennesima rete di predatori e arriva una mattina prue a casa sua. Toc toc…manette….
Ma il meglio (nell’intervista) deve ancora arrivare.
Alla domanda: “non ha mai sentito il bisogno di passare da spettatore ad autore?”, il pedofilo risponde:
”sinceramente no. Chi legge Diabolik non necessariamente ruba. Non so se non ci ho mai pensato o non ho mai voluto pensarci. So che non ho mai passato quel confine e non ho mai nemmeno né divulgato né condiviso con altri il materiale che avevo archiviato”.
Ma va?! Pensa un po’ che io avrei scommesso il contrario. Puntando sul fatto che davanti all’abile giornalista subito il predatore avrebbe ammesso di essersi stuprato i figli, quelli del vicino di casa, masturbato al parco guardando altri bimbi giocare e mandato a mille simili come lui decine di foto.
Ma non lo fa….chissà come mai…forse per non aggravare la sua posizione confessando dei nuovi crimini?
Forse….  
Peccato che gli studi scientifici dicano ben altro. E cioè che tutti i pedofili che scaricano immagini prima o poi (più prima che poi) passano all’azione, “stanchi” di limitarsi a fantasticare sul loro computer……
L’articolo prosegue, parlando dell’arresto e poi dei domiciliari. Che passa per i primi sei mesi in una comunità gestita da un religioso (e qua inorridisco poiché è la stessa –  mi risulta – che ospita ragazzini tolti dalla strada. Spero in stanze ben separate. Spero) poi entrando in cura presso il locale centro dell’Asl (su cui sorvolo…..), centro che grazie al lavoro svolto lo riavvicina alla famiglia.
Mia moglie aveva chiesto la separazione, ma ora siamo tornati insieme.
Evviva. Amo le storie con il lieto fine.
Chiedo solo alla sua signora cosa si prova a fare l’amore con una persona che magari, per eccitarsi, pensa di stare a letto non con un adulto: ma con un bambino. Dell’età dei propri figli che, preghiamo, stiano dormendo sereni nella loro stanza…….
Chiedo alla sua signora come si sente quan
o va al supermercato e lascia lei solo a casa, lei che quando la donna è uscita era in pigiama, sul divano con i suoi figli. Atteggiamento normalissimo che hanno migliaia di padri. Che però a differenza del marito, non hanno un’erezione davanti alla foto di un bimbo. Abusato (ma sorridente).
Mi fermo qua.

Per completare, leggete il post successivo.

“ANNUNCIO: Bravi ragazzi. Seri. Intelligenti. Sensibili. Cercano persone da abbindolare, ottenendo lavoro a contatto con i bambini.”

L’annuncio di cui sopra potrebbe riassumere le due storie che sto per presentarvi. Accadute a distanza di 15 giorni l’una con l’altra nel Regno Unito. Dove per l’appunto due ragazzi, “buoni, onesti, bravi, socialmente impegnati, seri, etc. etc. etc.” sono finiti in stato di arresto, in quanto pedofili.
Quelli peraltro altamente pericolosi. Che lavorano in strutture (leggasi scuole) dove noi mandiamo tranquillamente le loro prede (leggasi nostri figli).
Partiamo dal primo.
Nome: Brian Syme.
Età: 32 anni.
Professione: insegnante di sostegno.
Passatempo: aprire profili come fosse una ragazzina sui social network più noti per catturare bambini.
Davanti agli agenti di Scotland Yard in lacrime ha ammesso di averne adescati giusto…una novantina.
Il Giudice che l’ha condannato ha affermato che una  delle sue colpe più grandi “è quella di aver violato la fiducia delle sue giovani vittime”.
Tra i capi di imputazione non poteva mancare la detenzione di materiale pedopornografico.
Interessanti le parole del Giudice al momento della condanna (da usare per qualsiasi caso di pedofilia):
“alla luce di quanto ho visto e sentito su questo caso credo che i bambini debbano essere protetti da un soggetto come lei!”.
Insieme al signor Brian è finito nel registro dei sexual offenders anche un altro suo simile.
Nome: Oliver Corbett.
Età: 25 anni.
Datore di lavoro: scuola.
Passatempo: nel computer aveva 62mila fotografie e 1.585 video di bambini. Chiaro il passatempo?
Arrestato, ed ora in carcere, resterà nel registro dei pedofili A VITA.
Un plauso agli agenti di Scotland Yard che per arrivare a lui hanno visionato 6milioni di fotografie…
Del soggetto aggiungiamo che è un esperto informatico, un “bravissimo ragazzo, senza precedenti penali o nemmeno sospetti che potesse avere una doppia vita”, e tutto quanto sapete oramai ricorrere nei più consueti standard pedofili.
“Bravi ragazzi. Seri. Intelligenti. Sensibili. Cercano persone da abbindolare, ottenendo lavoro a contatto con i bambini.”
Chi saranno i prossimi?

 
Link: la canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=N3A6jaAzNQg

Per qualsiasi “problema” possiate incontrare in internet:
http://poliziadistato.it/articolo/982-Polizia_postale_e_delle_comunicazioni

Il video della Polizia Postale:
http://www.youtube.com/watch?v=u6mLirrz_8I

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