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Turismo sessuale: l’estate indimenticabile. Per certi adulti. E per molti bambini.

Turismo sessuale. Per loro (adulti e bambini) sarà un’estate indimenticabile.

Un articolo così lo mettiamo ogni estate. Purtroppo.
Più o meno con le stesse parole e  fotografie simili per l’orrore che portano con sé.
Solo i dati cambiano. Quelli ogni anno sono superiori all’anno precedente.
Poiché ci sono crimini che non conoscono battute d’arresto. Si nutrono del loro stesso male e per questo aumentano, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno.

LETTURA CONSIGLIATA A CHI ABUSA DI UN BAMBINO: effetti collaterali.


Ebbene sì. Una volta tanto non parlerò di “loro”, ma a “loro”.
Poiché questo post che state per leggere è un suggerimento, o per meglio dire, una indicazione a chiunque….abusi, collezioni materiale pedopornografico, faccia viaggi di turismo sessuale, in poche parole, abbia sul passaporto alla voce segni particolari, la dicitura PREDATORE DI BAMBINI.
Che nel suo delirio di onnipotenza, nella sua certezza di farla sempre franca (con la complicità di quel “gruviera” che è il sistema giudiziario/sociale italiano) e di essere sempre e comunque un intoccabile. Di poter “andare oltre” (neonati), di agire impunito per decenni, di abusare e volere svolgere lavori a contatto con i bambini, insomma di essere un pedofilo con tutti i sacri crismi ed il marchio “doc”, spesso dimentica quanto sto per dire.
I cosiddetti “effetti collaterali”. A cui invece deve assolutamente pensare. Magari dando loro quel uno per cento di possibilità che possano mai capitargli. Ma che, per fortuna, è un 1% reale, possibilissimo, concreto.
Mi spiego meglio (aggiungendo che quanto sto per scrivere nasce da ben 5 colloqui fatti ieri, con donne ferite direttamente da simili soggetti: loro padri, zii, mariti, vicini di casa):
il pedofilo non mette mai in conto quanto può capitargli per i crimini che commette.
Detto così il pensiero vi sembrerà banale, ma credetemi, banale non lo è affatto.
Poiché dà l’idea della reale psicologia dei predatori. Il bandito che sta per fare una rapina in banca, sa che potrebbe incontrare una guardia o dei sistemi di allarme che cercheranno di contrastare il suo crimine, il pedofilo no.
Parte con la certezza che niente e nessuno lo fermerà (e qua a volte, ammettiamolo, non si sbaglia) o lo riuscirà a fermare (e qua si sbaglia e pure tanto).
Il marito abusante che dice alla moglie che ha avvisato la polizia che “quei giochetti con i figli – di 3 e 5 anni – erano fatti per educarli e non serviva fare tutto questo baccano addirittura chiamando gli sbirri” ne è un esempio.
Anche colto con le mani nella marmellata il soggetto nega. Non riconosce di essere un criminale. Resta nella certezza di essere nel giusto. Certezza sempre pericolosamente accresciuta da chi gli sta intorno e crea per lui quegli incivili movimenti di piazza di cui in questo blog ci siamo spesso occupati.
Ecco allora il vademecum con gli effetti collaterali. Che, dato che ci legge, è importante metta nella sua personale agenda:
– la pedofilia è un crimine, forse il peggiore, e per questo va sempre perseguito;
chi la compie rischia il carcere e quando (per fortuna) in carcere ci finisce non se la passa mai bene. Nel piatto dei pedofili carcerati chi gestisce la mensa spesso ci sputa. Le botte e le minacce dai detenuti, fossero pure i peggiori criminali della terra, così come gli abusi sessuali, sono all’ordine del giorno.
Finire in carcere significa perdere la propria libertà. Ma anche il posto di lavoro e nel 99% dei casi l’affetto e la stima dei propri parenti, che soffriranno, e molto.
E poi ci sarà chi ricorderà sempre al mondo quanto siete pericolosi. Quanto male fate, avete fatto, potreste fare. E non vi servirà infangarci (il vostro fango vale come la neve al sole), poiché il vostro dna non viene certo modificato dal numero di infamie che create contro chi come noi difende i bambini, o contro le vittime stesse che di volta in volta sono “fantasiose”, “matte”, “paranoiche” e via dicendo…
Ecco, questa una sintesi sufficientemente efficace degli effetti collaterali. Poiché se davanti ad un bimbo di tre anni non vi fermate, se la sola idea di abusarlo non vi fa venire il vomito, se nel pc non tenete le foto delle vacanze al mare, ma delle bambine thailandesi o di bimbi torturati (leggasi pedofilia sadica) e quindi non provate alcuna empatia per le vostre prede, allora pensate egoisticamente a questi effetti. Che forse, anzi sicuramente non saranno un deterrente, ma che è importante qualcuno vi ricordi.
Perché siete pedofili. E questo e solo questo è ciò che vi spetta.

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