Articoli marcati con tag ‘prete pedofilo’

La confessione

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<<In collegio mi confessavo dal prete che mi abusava ogni giovedì.
Ed ogni giovedì, non avendo peccati, ero solo un bimbo, gli chiedevo “ma le cose brutte che mi fai devo confessartele?”.
E lui rispondeva di no, perchè, diceva, “le facciamo insieme perchè ti voglio bene”.>>

Dal coordinamento nazionale vittime pedofilia.

Per la cronaca: causa prescrizione il prete è rimasto impunito e oggi, pare, diriga un nuovo centro giovanile.

Il Prete arrestato mentre abusava di una bimba di 13 anni dice Messa….

don giacomo ruggeri
Fano, in attesa di giudizio il prete pedofilo: inviato a Perugia
E’ pensantemente accusato di pedofilia Don Giacomo Ruggeri – 44 anni – ed è stato trasferito a Perugia dove lavora direttamente nella biblioteca della diocesi. Un luogo di fatto destinato ad essere a contatto con il pubblico anche se questa situazione varia a secondo delle mansioni e non si conoscono quelle del parroco. Don Ruggeri è stato filmato, seguito e arrestato da agenti in borghese dopo che aveva fatto del sesso sulla spiaggia di Torrette con una minorenne di 13 anni della sua parrocchia. Dal dicembre scorso è stato rimesso in liberà ed è in servizio al Vescovado di Perugia. ” Il 20 aprile sapremo se la Procura lo rinvierà a giudizio.

Serve che aggiungiamo qualcosa?

Link:  http://www.perugiatoday.it/cronaca/prete-sesso-spiaggia-minori-don-ruggeri.html

 

Don Lù è tornato libero. La vittima “seduttiva”, forse non ancora.

Due post. Due versioni. Decidete voi quale la migliore. O la più reale….

don luciano massaferro siamo con te

 

CINICO BLOG. Post 1/1 Guardo delle foto. Bambini con i fucili in mano ed in alcuni casi, cinture di esplosivo, legate ben strette. Vere macchine da guerra. Altre foto. Bambini in marcia. So dove vogliono arrivare. Fingono di stare male camminando nel fango, ma poi occuperanno i nostri  posti asilo. Magari esigendo di mangiare gratis alle nostre mense. Ed un domani, avranno le nostre donne e il nostro lavoro. Leggo poi di adulti che da altri bambini sono stati “sedotti”. Scopro che ci sono bimbe di 4 anni che girano per casa in mutande (mutande capite?) e che fanno arrapare il povero nonno, fino ad allora casto ed innocente. Si tranne che per qualche scappatella con le minorenni sui marciapiedi, ma quelle sì sa mica sono bambine, ma nulla di più…e se lo fa la colpa è della donna che ha vicino, che non ci sta più, forse dovrà tornare a ricordarle, con la cinghia, chi comanda in quella casa: una volta funzionava… Leggo di altri bimbe più grandicelle che seducono il proprio Parroco, il quale anziché accompagnarle al rito della prima comunione , le accompagna sotto alle lenzuola. Ovviamente non volendo, ma da loro spinto con la forza. Don Luciano Massaferro è uno di loro. Un prete pedofilo. Doveva scontare quasi 8 anni di carcere per abusi su una bimba (messa al rogo, metaforicamente ma non tanto, dai parrocchiani) ma tra sconti di pena e domiciliari in carcere, c’è stato solo 3 anni. Alla sua uscita dal carcere, la sorella, da sempre sua sostenitrice, “ha bofonchiato che è stato ingenuo a dare confidenza a tutti, un prete una suora devono stare attenti, quante volte gliel’ho ripetuto di essere meno esuberante?” (fonte Il secolo XIX), sottolineando quindi ancora una volta quanto pericolosi siano questi mostriciattoli minorenni. Quindi lancio una proposta. Questi abomini mica li possiamo sopprimere (già vedo i titoloni: infanticidiooooo!), né sinceramente possiamo scappare da loro. Poiché troveranno sempre un letto in cui infilarci. Allora, se ce li troviamo davanti. Se davvero ci seducono, freghiamoli. Apriamo la finestra, e buttiamoci dal balcone. O ancora meglio, applicando ciò che il Vangelo ci ha insegnato, leghiamoci una pietra al collo e buttiamoci in fondo al mare. Sperando che fino a lì, non ci raggiungano.

Don Luciano Massaferro primo grado

Post 2/2:

Esce dal carcere Don Luciano Masaferro, prete pedofilo. Doveva scontare quasi 8 anni di carcere per abusi su una bimba ma tra sconti di pena e domiciliari in carcere, c’è stato solo 3 anni. Alla sua uscita dal carcere, la sorella, da sempre sua sostenitrice, “ha bofonchiato che è stato ingenuo a dare confidenza a tutti, un prete una suora devono stare attenti, quante volte gliel’ho ripetuto di essere meno esuberante?” (fonte Il secolo XIX), sottolineando quindi ancora una volta il concetto che lei e i suoi colleghi di parrocchia hanno portato avanti: i bambini seducono gli adulti. E poi, li incastrano in qualche modo. La seduzione del bambino è il fondamento di qualsiasi logica pedofilia. Da anni mostriamo i danni fatti dal comitato a favore di Don Lù (così lo chiamano, manco fosse l’ultima delle pornostar: Lù e Mandingo. Prossimamente su You Porn…brividi). Le fiaccolate, il sito internet, le offese alla bambina abusata. E la necessaria fuga della famiglia di quella bimba, da un posto per loro pericoloso ed infetto. Oggi scopriamo che il Vaticano, probabilmente, non rimuoverà Don Lù . Il processo canonico sta per terminare e secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano si potrebbe arrivare alla assoluzione, con Don Lù reintegrato. Come sacerdote. Rabbrividendo non vorremmo pensare che ancora una volta, la tanto sbandierata “pulizia” all’interno della parte malata della Chiesa, coinvolga ancora una volta le vittime e NON i carnefici.

Il bimbo abusato dal prete e il prezzo da pagare. Un messaggio.

<<Luglio 2001. Sono in vacanza a Rovetta, passo del tempo a ricamare il corredino x mio figli che nascerà a settembre. Spesso accanto a me c’è un bellissimo bambino con degli occhi stupendi ma tristi. Mi hanno detto di stare attenta xche’ se un’adulto gli rivolge la parola, lui gli sputa. I suoi coetanei lo evitano xche’ e’ aggressivo. Sta’ accanto a me in silenzio. Solo un giorno mi chiede ” Ma cosa fai????” e gli rispondo che nel mio pancione portavo un bambino e che stavo ricamando il suo corredino. Era un bambino che aveva subito violenze sessuali all’asilo da una suora ed un prete che ha pensato bene di suicidarsi in carcate( uno in meno). Ieri da un’amica comune ho saputo che sei stato tu a difenderlo ( a caro prezzo). Non so che fine abbia fatto. Ma ti ringrazio con tutto il cuore ed una lacrima. Baci Emoticon heart>>

Post apparso sulla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.
A cura di Blog Staff.

Quasi 10 anni di condanna a Don Davide Mordino.

padre davide mordino condannato per abusi 

Condannato Padre Davide Mordino, ex parroco della basilica di San Calogero“. Tra le accuse mosse a Mordino, anche quella di avere indotto minori a posare nudi per foto che lui stesso avrebbe realizzato. Secondo l’accusa, avrebbe avvicinato i ragazzi con la scusa di fargli fare un test sulla sensibilità corporea e a questo sarebbero seguiti gli atti sessuali.” Dopo quattro ore di camera di consiglio la condanna di 9 anni ed 8 mesi di reclusione, a fronte dei 15 anni richiesti dal Pubblico Ministero Alessia Sinatra

Abusi su minori? Ma nooo, sono esperimenti universitari! (sic).

padre davide mordino chiesa e pedofilia

Suvvia ma quali abusi?????! I suoi erano esperimenti scientifici, già, per l’esattezza “esperimenti di sensibilità corpore” per conto di una nota università siciliana. E per farli pagava pure, anche 300 euro ad “esperimento”. Peccato che dietro alla sperimentazione universitaria ci fossero dei veri e propri abusi. Per questo per Padre Davide Mordino 44 anni (ex parroco della Chiesa di San Calogero, a Sciacca, accusato di avere compiuto atti sessuali con minorenni) è arrivata una richiesta di condanna di anni 15, da parte del Pm Alessia Sinatra, figura di spicco in Italia tra le persone che lottano per contrastare e debellare il turpe crimine della pedofilia. Al sacerdote ed agli abusi si è arrivata per conto di un’alta inchiesta, denominata Mata Hari e che aveva a che fare col traffico di stupefacenti, scoprendo che uno degli indagati aveva relazioni sessuali col prete. E intanto dal Vaticano finalmente una buona notizia: Papa Francesco istituirà un tribunale per punire i “vescovi omertosi”, rei di aver coperto casi di pedofilia.

Se il prete è stato abusato se ne deve andare, se è abusante deve restare!

endenna preste lascia la vesteC’è una notizia che rischia di scomparire dentro le (a tratti ipocrite) cronache locali, non avendo invece la visibilità nazionale che necessita, non fosse altro per la gravità che porta con sé.
Da sempre siamo abituati a questo: un sacerdote viene coinvolto in vicende legate alla pedofilia (in quanto abusante) e subito a suo favore si erge una levata di scudi, finalizzata a tutelarlo, proteggerlo, riabilitarlo e magari farlo riapparire tempo dopo, biancochepiùbiancononsipuò, nel nuovo posto liberatori per lui: in oratorio.
Oggi però in provincia di Bergamo (Endenna) un sacerdote, don Alessandro è costretto a lasciare la propria veste, “spretarsi”, tornare allo stato laicale..perchè abusante? Macchè, se così fosse sarebbe al suo posto. Lascia perché “ha subito abusi in seminario” e il vescovo a cui ha chiesto un supporto “non l’ha accolto”, come umanamente e cristianamente avrebbe dovuto fare. Anzi sul giornale della Diocesi si è scritto che questo sacerdote deve pure “chiedere scusa”…
Dubito che questa notizia sia arrivata a papa Francesco, lo dubito seriamente. Ma urge invece che gli arrivi…perché non può finire così…perché anche se la scelta di Don Alessandro è irreversibile probabilmente, non è accettabile che un adulto che ha subito abusi debba lasciare il suo ruolo (riconosciuto da tantissimi fedeli!) di parroco stimato ed al servizio della comunità. Per colpa di chi in quella comunità non si fa gli stessi problemi a lasciare i predatori di bambini travestiti da preti….
pedofilia e chiesa blog frassi

Predatori come Don Desio. Di lui si sapevano tante cose…tantissime..ma non è bastato. E si è dovuti arrivare all’ennesima inchiesta, quella che lo ha portato 48 ore fa ad essere arrestato con un’ordinanza che parla chiaro: “è una persona con una spiccata spregiudicatezza e una totale assenza di freni inibitori”, che l’hanno portato, pare, ad aver abusato diversi minori. Questo sì nella Chiesa continua a stare….Capite che forse è ora di cambiare il corso degli eventi?

Il caso del prete pedofilo di Como ed il silenzio delle istituzioni. L’appello delle vittime a Prometeo.

don marco mangiacasale prete pedofilo

“Il prete pedofilo di cui ci siamo fidati”….e la solita omertà
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di un gruppo di genitori.
Ci impegniamo da oggi a seguire questo caso e tenervi aggiornati su ogni eventuale novità. Ma prima della lettera una breve cronistoria del caso, riportando un articolo de Il Giorno:
Como, 29 maggio 2013 – I giudici della Corte d’Appello hanno confermato sentenza di colpevolezza e quantificazione della condanna. Con solo una leggera ridefinizione di uno dei capi di imputazione. Don Marco Mangiacasale, sacerdote di 49 anni ed ex economo della Diocesi di Como, è stato condannato anche in secondo grado a 3 anni e 5 mesi e 20 giorni di condanna, dieci giorni in meno dei 3 anni e 6 mesi di primo grado, in considerazione della ridefinizione di una delle accuse riguardanti una delle ragazze, che nel frattempo aveva compiuto i 16 anni di età. Le imputazioni infatti, riguardavano una serie di episodi di violenza sessuale, avvenuti a partire dal 2008. Adolescenti avvicinate in un contesto circoscritto e confidenziale, quando avevano tra i dodici e i tredici anni, e quasi sempre frequentate per almeno tre o quattro anni, quasi tutte gravitanti attorno al contesto della parrocchia di San Giuliano di Como, dove Mangiacasale era stato parroco prima di essere trasferito al ruolo di economo, e per le quali costituiva un punto di riferimento. Nelle imputazioni, comparivano i nomi di cinque ragazzine. A scatenare le indagini su di lui, e l’arresto avvenuto il 7 marzo dello scorso anno, era stata la denuncia di una di queste ragazzine, che si era confidata ai genitori. Da qui erano partiti gli accertamenti che avevano portato a configurare le accuse legate a cinque minorenni.
In particolare, l’abuso sessuale contestato dal sostituto procuratore di Como Simona De Salvo, si configurava esattamente nel ruolo che lui ricopriva rispetto alle giovanissime frequentatrici della sua ex parrocchia, e quindi nell’aver approfittato del suo ruolo nel momento in cui ha portato a termine le condotte di cui è stato accusato. Dopo un periodo di alcune settimane trascorso in carcere al Bassone, a don Mangiacasale erano stati concessi gli arresti domiciliari in una struttura religiosa in Piemonte, dove si trova tuttora. Va da sé che i legali del sacerdote, ricorreranno ulteriormente in Cassazione, cercando così di allungare il più possibile i tempi di custodia cautelare che consentono all’imputato di consumare un periodo più lungo possibile agli arresti domiciliari, e scongiurando la possibilità di un nuovo ingresso in carcere in seguito alla pronuncia della sentenza definitiva. Infatti, per reati di questo genere, non è previsto l’affidamento in prova, e qualsiasi residuo di pena da scontare quando la condanna sarà definitiva, scorporata da quanto già scontato, lo porterebbe verso il periodo obbligatorio di osservazione della personalità, che avviene obbligatoriamente in carcere. Sollecitata circa il procedimento canonico, la Diocesi ricorda che, come da prassi, tale procedimento è già stato avviato «nei modi, nei tempi e nei termini previsti». Ricorda inoltre che «per la sua prosecuzione è comunque necessario attendere che il procedimento penale in atto esaurisca tutti i gradi di giudizio».
don marco mangiacasale
Questa la lettera che abbiamo ricevuto:
<< Ecco un pezzo della nostra storia: siamo nel 2003: nella nostra parrocchia arriva un nuovo parroco, persona attiva, entusiasta che “affascina” soprattutto i ragazzi e i giovani. Noi siamo una famiglia che crede fortemente nella realtà dell' oratorio e della parrocchia e per questo ci avviciniamo volentieri a San Giuliano anche perchè desiderosi di entrare a far parte di un gruppo famiglia. Arriviamo a giugno 2008: la nostra figlia maggiore ha appena compiuto 13 anni e si sta preparando ad affrontare l'esame di Terza Media. Da un po' di tempo, però, la vediamo un po' strana, distratta, triste e poi felice.....Forse periodo tipico dell'età, ma quello che un po' ci preoccupa è che pensiamo che si sia “infatuata”, “innamorata” del nuovo parroco. Insieme decidiamo che io , mamma , parlerò di questa cosa direttamente con lui, don Marco Mangiacasale anche perchè nostra figlia è poco più che una bambina e lui è un uomo maturo di 45 anni ; sicuramente potrà capire e ci potrà aiutare. Gli dico quello che penso e anche lui mi risponde di aver avuto un' impressione simile, ma che è tipico dell' adolescenza e del carattere egocentrico di nostra figlia. Ma, vista la mia preoccupazione, mi tranquillizza, mi rassicura dicendomi testualmente che ”ci avrebbe pensato lui”. Poi più nulla. Nostra figlia supera l'esame e si iscrive alla scuole asuperiore. La scuola è difficile, impegnativa e “Simonetta” (nome fittizio messo da me! M.F.) trascorre il suo tempo sui libri a studiare. Unico sfogo l'oratorio, gli amici della parrocchia e il catechismo. Ma a don Marco non pensa più(o meglio cosi' fa credere a noi genitori). Inoltre alla fine del 2009 don Marco viene nominato economo della diocesi e da noi arriva don Roberto. Tuttavia don Marco, non avendo una casa dove stare, viene invitato da don Roberto, che chiede il permesso al Vescovo, a rimanere ad abitare nella casa di San Giuliano, in oratorio. Il Vescovo concede il permesso , così don Marco può continuare ad occuparsi degli adolescenti a San Giuliano. L'anno successivo don Marco viene incaricato di seguire la pastorale giovanile a Lomazzo, paese limitrofo a Como, dove aveva svolto fino al 2003 il ministero di vicario. Arriviamo al 24 di febbraio 2012: “Simonetta” confessa al nuovo parroco (prima in confessione e poi fuori) quello che lei ritiene il “suo” peccato: dall'età di 13 anni tiene nascosto e sopporta da don Marco carezze sempre più insistenti che si spingono fino a far provare il piacere a “Simonetta” e a far si che anche “Simonetta” gli procuri piacere, sms spinti, fotografie delle parti intime, richieste morbose, celate da rassicurazioni, velate minacce rinchiuse dentro la parola “segreto” diventata una fortezza. L' insistenza aveva un' unico obiettivo chiaro: “ catechizzare” con la forza del proprio ruolo di potere, una ragazzina per convincerla ad avere rapporti sessuali completi e soddisfare le proprie perversioni senza scrupoli. Queste cose avevano avuto inizio nell'autunno 2008, nel dopo-catechismo, in casa di don Marco insieme agli altri amici dell'oratorio e continuavano anche durante i campi estivi. Ogni anno don Marco organizzava i campi estivi in una località piuttosto lontana da Como, in Piemonte a Sant'Anna di Vinadio in provincia di Cuneo. Più volte noi genitori dei ragazzi abbiamo chiesto a don Marco perchè non scegliesse posti più vicini e più comodi da raggiungere , ma lui rispondeva che quel posto era migliore di tutti. (Noi abbiamo fiducia che l'esperienza dei campi parrocchiali farà crescere i nostri figli e li farà maturare anche nella fede.....). Ma quando don Roberto ci chiama e insieme a “Simonetta” ci raccontano la verità di quegli anni, noi non riusciamo a credere che quel don Marco sia lo stesso che ha frequentato spesso casa nostra, che ha gioito per noi e con noi in tanti bei momenti familiari.... Il tempo di renderci conto che tutto questo non è un incubo ma pura realtà, e, grazie all'aiuto di don Roberto, ci rivolgiamo all'autorità giudiziaria anche perchè, nel frattempo, incontriamo altri 2 genitori la cui figlia era stata molestata da don Marco nell'estate del 2008 e che si erano già rivolti al Vescovo nell' autunno di quell'anno, denunciando verbalmente l'episodio e chiedendo al Vescovo di prendere dei provvedimenti. In pochi giorni don Marco finisce in carcere dove, oltre ad ammettere che è tutto vero, fa il nome di altre 4 ragazzine. Adesso, a più di un anno di tempo da ciò che è successo, la nostra sofferenza è ancora tanta, ma , soprattutto, quello che ci fa più male, è l'atteggiamento del nostro Vescovo, dal quale non abbiamo mai avuto un conforto diretto, neanche una telefonata, solo freddi comunicati stampa e parole vuote di vicinanza ufficiale. Anzi ha confuso le vittime con il carnefice , sono le ragazzine ad essere state violate e tradite nella loro apertura all' amicizia accogliente verso il prete, verso il “padre” e “l' educatore”. E' la loro dignità di donne e di figlie di Dio ad essere stata calpestata e infangata, è la loro innocenza che è stata rubata e violata. Lui , che oggi continua a nascondere l' evidenza dei fatti, a sminuire ciò che è successo, a dire che non è stato nulla di così grave, a far sentire in colpa noi genitori, nella speranza che tutto venga presto dimenticato. Ci sembra che noi di colpe proprio non ne abbiamo se non quella di esserci fidati di un suo uomo e da lui essere stati traditi. Ma noi non possiamo dimenticare e non riusciremo mai a dimenticare. Tutto questo non è giusto e noi vogliamo dire la nostra verità , quella vera, lo dobbiamo a “Simonetta” e agli altri nostri figli. Lo dobbiamo alla comunità, a tutta la Chiesa che non è nostra ,è di Dio che ce l' ha affidata perchè la custodissimo. Non dobbiamo fare come si è sempre fatto, dobbiamo cambiare le cose e dobbiamo “salvare” la Chiesa. Un Vescovo non può continuare a farci ancora tanto male. Dice il Papa che il Vescovo deve difendere il suo gregge dai lupi, deve custodire, edificare e difendere il suo popolo. Come può un Vescovo essere così distante, come può predicare le parole di Gesù, come può “infangare” una cosa cosi' grave e, in più, accusarci di colpe che, sinceramente, non pensiamo di meritare, come accaduto durante un'intervista trasmessa in una televisione locale e mandata in onda il giorno di Natale. Durante questa intervista il Vescovo ammette di essere stato avvisato delle “strane” inclinazioni di don Marco ma in merito ad un solo episodio, una “prima limitatissima segnalazione”. Poi aggiunge :” Ho convocato dopo la segnalazione don Marco e gli ho contestato quanto mi era stato riferito, e lui mi ha fornito le giustificazioni sufficienti”. Ma come possono esserci giustificazioni a questo ? Sempre durante la stessa intervista il Vescovo se la prende con la stampa:” il Vescovo sapeva, hanno scritto i giornali. Ma è seccante. Potrei dire a questi genitori: vi eravate accorti di altri episodi, come mai non siete venuti da me? E ci avete messo tre anni? “ Ci sembra che questo non lo meritiamo proprio! Noi non possiamo permettere che queste cose continuino a succedere e continueremo a far sentire la nostra voce perchè non vogliamo assolutamente che succeda mai più quello che è successo a San Giuliano. Vorremmo conoscere a che punto è arrivato lo svolgimento del processo canonico, se è vero che bisogna attendere la fine del processo civile ( che ha già espresso i primi due gradi, con la condanna a 3 anni 5 mesi e 20 giorni) . Con questo scritto noi genitori di “Simonetta” chiediamo di essere ascoltati e chiediamo che vengano presi provvedimenti seri nei confronti di un prete che ha infangato per anni il proprio abito e il volto della Chiesa stessa , rendendo 5 ragazzine oggetto delle proprie turpi pulsioni. E' troppo? E' troppo aspettarsi un po' di umanità da parte di chi ricopre la più alta responsabilità nella nostra Diocesi? Era troppo aspettarsi meno superficialità in occasione della prima denuncia? E' troppo restare sorpresi dal fatto che, pur avendo già ricevuto una denuncia, il Vescovo conceda il permesso di far risiedere don Marco ancora a san Giuliano continuando ad occuparsi degli adolescenti ? E ancora di più nominarlo responsabile della pastorale giovanile della Parrocchia di Lomazzo! E' troppo attendersi dagli uomini di Chiesa un' ammissione di responsabilità e una parola di scusa? Se tutto questo e' troppo allora siamo in una brutta Chiesa. Attendiamo fiduciosi una Vostra risposta e alleghiamo la nostra “lettera aperta” pubblicata dal Corriere di Como dopo l' intervista del nostro Vescovo: <>

“Se fai sesso con me, tuo nonno andrà in Paradiso”.

Il Belfast Telegraph riporta la notizia della condanna dell’ennesimo prete pedofilo, che vedete nella foto (tale James Martin Donaghy, anni 55). Il sacerdote è stato condannato a 17  anni (anche perché l’Irlanda non è l’Italia). Fino a qua nulla di nuovo, non c’è giorno oramai che non si leggano notizie così. Ciò infatti che tutti riportano nei titoli dei pezzi ripresi da questo, è la frase che il pedofilo usò per colpire la sua giovane vittima. Il bimbo andò da lui per la prima confessione e chiese aiuto perché il nonno “era in Purgatorio”.
La risposta, e la seguente azione del prete pedofilo, u la seguente: “ lo puoi aiutare ad andare in paradiso, basta che mi soddisfi sessualmente”.

http://www.belfasttelegraph.co.uk/news/local-national/northern-ireland/paedophile-priest-told-boy-7-he-could-get-dead-grandfather-into-heaven-if-he-performed-sex-act-29389769.html

Pedofilia: l’ex parroco don Luigi Mantia patteggia

Pedofilia: l’ex parroco don Mantia patteggia

Dall’altare davanti ai fedeli attoniti  Aveva fatto sapere di essere stato indagato. Poi come se non bastasse aveva pure scritto loro una lettera aperta (che ritrovate qua: http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/don-luigi-mantia-rinviato-a-giudizio-per-abusi ).Sempre ribadendo la sua estraneità ai fatti contestatigli (abusi su minori che avrebbe portato nella sua abitazione privata; ricordiamo che pe r10 anni operò nel cremonese e poi per due ani presso la prestigiosa sede di Caravaggio).
Oggi sappiamo che Don Luigi Mantia ha concordato un patteggiamento di due anni, con (ovviamente) il conseguente beneficio della sospensione condizionale.
La sentenza arriverà il 26 febbraio. Anche in caso di condanna a questo punto il soggetto se ne resterà libero…..

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