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Il ragno nella pancia della bambina

pedofilia

 

Fu uno dei miei  primi casi. Lei, una bimba di 6 anni. Lui, un prete con uno zero in più dopo quel 6. Era una bimba solare e vivace, curiosa e sempre allegra, con le treccine bionde, motivo per il quale la nonna la chiamava “la mia Pippi”, come Pippi calze lunghe. La bimba adorava i micini. A casa non poteva averli, ma la nonna, ne aveva ben due. Lei adorava la sua nonna, anche per questo. Frequentava l’oratorio, ci andava a piedi poiché abitava proprio davanti a quel luogo e i suoi genitori si fidavano. In una giornata di fine giugno come quella di oggi, di circa 20 anni fa, il prete decise che quel sorriso glielo avrebbe spento per sempre. Ed iniziò ad abusarla. Prima dei palpeggiamenti. Poi rapporti orali. Ogni volta che raggiungeva il suo orgasmo le diceva che un ragno era stato messo dentro di lei e che se lei avesse svelato il segreto che c’era tra di loro quel ragno, insieme ai “suoi fratellini”, l’avrebbe mangiata dal di dentro. La pancia comincio a gonfiarsi. La bimba aveva paura che anche solo espletando le sue funzioni corporee un ragno sarebbe uscito (per la cronaca lei aveva il terrore dei ragni). Mesi di visite ma nessuno capì. Poi un giorno la nonna la sentì piangere mentre confidava ai suoi micini una storia atroce: quella che stava vivendo sulla propria pelle. Il resto è storia nota: la denuncia, il paese spaccato in due. Le difese del pedofilo. Che purtroppo morì di infarto prima della fine del processo. Accadde in Kenya….stava lì in vacanza…. Ci vollero mesi di terapia, lunghi ricoveri per far caprie alla piccola che i ragni dentro di lei non esistevano. Nel frattempo la famiglia aveva dovuto lasciare il paese, poiché “avevano letteralmente tutti contro”. Il giorno che la mia vita si incrociò con quella della bambina lei era già una foto stampata su un’immaginetta ricordo. “Una complicazione”, come dissero i medici, l’aveva portata via. Aveva solo 10 anni. Anche la nonna se n’era andata, il giorno dopo la scomparsa della nipote. E, incredibile a dirsi, pure uno dei due micini. Chissà forse non volevano lasciarla sola lassù in cielo. La madre venne da me, mi raccontò la sua storia e mi fece giurare che avrei sempre difeso i bambini abusati. Poi sparì. Ogni tanto una cartolina a Natale. Un saluto. Oggi non so dove sia. Come stia. Ma so per certo che ogni qual volta leggo , 20 anni dopo, di bambini abusati finiti sotto accusa, di inquirenti o realtà come al mia accusate di chissà quale complotto, e di difese ad oltranza di esseri per i quali l’unica risposta certa, è chiuderli in gabbia per sempre, penso ad una bambina con le trecce bionde che amava i gattini.

p.s. Il mio formatore Ray Wyre mi raccontò una storia simile…accaduta a lui de da lui seguita con Scotland Yard…chissà forse i pedofili si scambiano pure le idee su come spaventare i bambini, non solo i supporter.

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