Articoli marcati con tag ‘scuola e pedofilia’

Il tema di una piccola guerriera. “Sono stata una bimba abusata”!

Una “nostra” bimba, oggi cresciuta, trova il coraggio di “disintossicarsi” dall’abuso. Prende carta e penna e scrive, in un tema, alla propria professoressa, gli anni di buio che le hanno segnato l’infanzia. Un passo gigante, verso la rinascita. Bravissima. Orgogliosi di te. Questa è la strada giusta.

testimonianza di abuso Massimiliano Frassi

Cara professoressa,

conosciamoci meglio!

Ci sono molte cose di me che vorrei proprio lei sapesse…

Prima di cominciare però, vorrei fare una piccola premessa: non so perché queste cose mi sento di dirle proprio a lei, so solo che mi ha ispirato fiducia dal primo giorno in cui è entrata in questa classe.

Cominciamo dal mio passato… Avevo solo sette anni: ero una bambina come tutte le altre, felice e spensierata; poi arrivò settembre, iniziò il grest ed io, euforica come non mai, decisi di andarci per la prima volta. Passò la prima settimana, la seconda ed arrivò la gita finale: saremo andati alle grotte di xxx.

Eravamo in pullman, al ritorno, tutti dormivano, tutti tranne me e lui. Lui era un animatore facente parte della mia stessa squadra. Era un ragazzo alto, moro e finora simpatico, avrà avuto una ventina d’anni.

Mi si avvicinò e buttò letteralmente a terra la bambina seduta accanto a me, al suo posto, si sedette lui.

Adesso voglio evitarle tutti i particolari, anche perché scoppierei a piangere e probabilmente mi verrebbe uno dei miei soliti attacchi di panico, le dirò solamente poche parole che basteranno per descrivere tutto: QUEL GIORNO, SONO DIVENTATA UNA DELLE TANTE BAMBINE VITTIME DI PEDOFILIA.

Dei giorni successivi mi ricordo il dolore, la sofferenza, i “no” urlati contro mia madre, gli schiaffi dati a mio fratello che allora aveva solo un anno, i calci tirati a mio padre e a mio nonno.

Mi ricordo che in quel periodo ero diventata sonnambula. Alla notte mi alzavo e lì la mia sofferenza prendeva il sopravvento: mi alzavo, mi vestivo e provavo ad uscire di casa, volevo solo scappare lontano, ma non ci riuscivo, perché mio padre mi fermava sempre. Andai avanti così per circa cinque mesi; non volevo dirlo ai miei. Tornavo a casa da scuola e correvo in camera a piangere. Mia madre mi chiedeva cosa avessi, ed io le urlavo sempre “niente!”. Quel maledetto “niente”, quella maledetta bugia.

Poi una notte di febbraio mi alzai, presi un foglio, un pennarello nero e scrissi le parole di quell’animatore: “NON DIRE NIENTE A NESSUNO, PICCOLA T****, ALTRIMENTI VENGO A CASA TUA E UCCIDO TUTTA LA TUA FAMIGLIA”.

La mattina seguente mia madre trovò il foglio, cercò per tutta la mia camera e trovò il mio diario, lesse tutta la storia e lì le crollò il mondo addosso.

Quando tornai da scuola non andai in camera a piangere, andai da mia madre, l’abbracciai e le sussurrai all’orecchio “TI VOGLIO BENE”.

Scoppiammo a piangere.

Da quel giorno iniziai a fare un percorso da una psicologa, poi un’altra e un’altra ancora.

Passarono gli anni e, solamente a nove anni, conoscevo già a memoria com’era fatto un tribunale. Oggi, pensando ai miei comportamenti, mi sento un orribile mostro  e so che non è colpa mia, ma non posso evitarlo. I miei si sentono in colpa per avermi iscritta al grest, e per quanto il gli dica che non devono, loro lo fanno lo stesso. Sembro una ragazza allegra e spensierata, ed è vero, perché ho imparato a sorridere, ma ho solo dodici anni e ho già un passato orribile.

Le chiedo scusa per il mio sfogo e, allo stesso tempo, le dico grazie per avermi ascoltata.

Mi sento un po’ una piccola guerriera, e come tutti i soldati porto le mie cicatrici.

Nuovo maestro pedofilo arrestato in Piemonte.

Scuola e pedofilia.
Un binomio inaccettabile, ma tristemente reale.
Un nuovo caso. Incastrato, per fortuna, dalle microcamere delle forze dell’ordine (queste sì, utilissime, a differenza delle altre, quelle che tutti vorrebbero nelle scuole e che poi dubitiamo fermamente, all’occorrenza servirebbero).
Il tutto è accaduto (nuovamente) in Piemonte, a Collegno per l’esattezza, dove un maestro poco più che trentenne è stato arrestato per molestie a danno di bambine di quarta elementare.
I genitori allarmati dai racconti dei bambini si sono rivolti all’Arma, che ha proceduto con le dovute e minuziose indagini.
I filmati a detta di chi li ha visti sono “inequivocabili”.
L’uomo prendeva in braccio le bimbe e le molestava (“sai mamma che il nuovo maestro ci prende sulle sue gambe e ci fale coccole?” “E come?” “ ci accarezza….”).
Prima che si soliti idioti si scatenino, avvertiamo loro di non perdere tempo con illazioni e falsità (continuate a scriverle su di noi, ma giù le mani dai bambini!), li avvisiamo che davanti alle inequivocabili immagini il pedofilo ha confessato.

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