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Il senso del nostro Natale. Viaggio al Budimex 2014

MOS NICOLAE  2014

 associazione prometeo

Sembra ieri che siamo tornati da Bucarest e siamo già in partenza un’altra volta, è di nuovo tempo che Babbo Natale porti gioia ai bambini dell’ospedale Budimex.

Abbiamo lavorato intensamente nei preparativi, controllato e ricontrollato che ogni bimbo ricevesse doni in egual misura, preparato regali per ogni fascia d’età per gli arrivi in ospedale dell’ultimo minuto.

Ora tutto è a posto, abbiamo spedito 54 scatoloni,  rimane da preparare solo il nostro bagaglio personale che ogni anno si fa sempre più ristretto, dobbiamo  fare spazio alle ultime cose perché potrebbero servire per qualche bimbo.

Con Patrizia e Rocco raggiungo l’aeroporto alle 6 del mattino.

Il nostro aereo partirà con 35 minuti di ritardo, cominciamo bene……

Arriviamo a Bucarest intorno alle 12 circa, ci accoglie una città imbiancata dalla neve, il cielo è grigio, la pioggia che cade è ghiaccio ancora prima di toccare terra, fa molto freddo.

Andreea ci attende all’uscita, ci abbraccia felice di rivederci, carichiamo i bagagli e diamo inizio alla nostra avventura.

Arrivati a casa scopriamo che 20 scatole non sono ancora arrivate, speriamo arrivino al più  presto il tempo è prezioso per noi, Babbo Natale non si può far attendere.

Diamo inizio ai lavori,  scatola dopo scatola il tempo scorre veloce e si è fatto buio,non abbiamo notizie del corriere, lo chiamiamo più volte al cellulare senza mai ricevere risposta, poi finalmente ci comunicano che arriverà domani di prima mattina.

prometeo bambini di bucarest

Torniamo in albergo. La notte è passata senza che l’ansia mi abbia abbandonata, quelle che mancano sono scatole molto importanti, e se il corriere non dovesse arrivare??? Ma dopo varie peripezie alla fine tutto va a posto, il trasportatore al mattino arriva.

Verso le 12 facciamo un primo carico di farmaci e andiamo in ospedale per incontrare il primario.

Ci accoglie con un grande sorriso, la stima, l’affetto è reciproco  ci abbraccia come se fossimo parte della sua famiglia, parliamo dei nostri bambini, delle sue necessità. Si illumina in volto nel vedere i farmaci che abbiamo portato, la gioia per le mascherine, da giorni sono finite e non sapevano come fare.

Tra una chiacchiera e l’altra scopriamo che nella stanzetta accanto è ricoverato il ns. piccolo Alexandru, è stato dimesso e può tornare a casa per un periodo tra un ciclo e l’altro di chemio, ma non può viaggiare in treno. Sono giorni che aspetta l’arrivo di una ambulanza che porti in ospedale qualche ammalato, così lui può tornare a casa approfittando del mezzo. Il piccolo vive molto lontano e il viaggio è troppo costoso. Il medico ci assicura che entro domani mattina dovrebbe arrivare un nuovo paziente e Alexandru potrà tornare a casa. Decidiamo così che per lui arrivi babbo natale prima di tutti gli altri. Quanta gioia, incontenibile,  il piccolo guarda i suoi regali estasiato e sembra non credere sia tutto per lui.

prometeo al budimex

Tornati a casa riceviamo una gradita sorpresa, un calciatore molto importante, con la moglie appassionata di cucina, ci porta il pranzo, due enormi vassoi pieni di tartine di ogni tipo, carne, verdure, ed una splendida torta, il tutto per ringraziarci per quello che facciamo.

Siamo arrivati a sera, sembra tutto pronto, contiamo e ricontiamo i pacchi, spuntiamo e rispuntiamo i nomi dei bimbi, i sacchi trabordano di regali, eppure ogni volta che uno di noi si muove, chissà perché, aggiunge ora a uno ora all’altro un sacchetto di caramelle, un giochino, un quaderno in più…..

Prima di tornare in albergo come è ormai consuetudine di ogni anno, portiamo i regali ad Andreea ed Horia che abitano in Bucarest.

La bambina è non vedente, ogni anno la troviamo sempre più grande e meno spaventata, sembra ci riconosca. Ci aspettavano con ansia, subito Horia comincia a togliere dalla scatola i regali, ogni oggetto lo fa toccare alla sorellina e la spiega cos’è. Quanta tenerezza, quanto amore in questi gesti, mi rendo conto che faccio fatica a trattenere le lacrime. La mamma parla, parla racconta un anno della loro vita, di quanti problemi hanno e della fatica ad affrontarli, lei è sola nessuno che le dia una mano, ci ringrazia, lo fa continuamente anche mentre ci accompagna alla macchina.

Ci congediamo da loro e rientriamo in albergo, siamo esausti, domani ci aspetta la giornata più bella ma anche la più difficile.

Ho contato tutte le ore, i minuti di una notte lunghissima che non finiva più, finalmente è arrivata l’ora di lasciare la camera.

Abbiamo trasferito tutti i pacchi in ospedale e li abbiamo sistemati nella stanza delle infermiere, ora manca solo Babbo Natale, ma eccolo che arriva, bellissimo nel suo abito rosso, occhialini sul naso, barba fluente, pronto per regalare  un momento di felicità…

Da ora in poi è tutto un susseguirsi di emozioni, nella prima stanza ci sono due ragazzi grandi ed uno piccolo, i ragazzi esultano di gioia nel vedere entrare Babbo Natale accompagnato dalle renne cariche di doni. Il piccolino invece non sa se avere paura o no, ma quando vede i suoi regali è un’esplosione di gioia.

Nell’altra stanza ci sono 3 bambine, nel primo letto la bimba è senza capelli, molto pallida, con due occhioni strabici che rimangono fissi nei nostri per un attimo, poi tendendoci le braccia ci regala uno strabiliante sorriso. Ci guardiamo e….ma è lei??? ….si è lei !!!! è Ana Maria, le sta accanto un’assistente che la segue durante il ciclo di chemioterapia. Scopriamo così che anche lei è stata abbandonata dalla mamma e messa in orfanatrofio.

Di questa bimba vi racconto cosa ci capitò lo scorso anno.

Una operatrice di Prometeo ci aveva dato due lupacchiotti  pregandoci di darli tutti e due ad un bimbo/a, fu così che facemmo conoscenza con questa meravigliosa bambina alla quale regalammo i due peluches.

La sua storia è un poco “strana” la bimba è sola, non c’è nessuno accanto a lei, ha due occhioni che brillano, sono strabici, quando sorride il viso si illumina, diventa bello. Quando le consegniamo i suoi doni, lei tocca il cielo dalla gioia. Ci veniva difficile staccarci da quella piccolina. Al termine della festa ci accorgiamo con stupore che è rimasto un sacco da consegnare, eppure lo avevamo dato a tutti. Ricontrolliamo nuovamente e scopriamo che ci erano stati dati due nomi diversi ma la bimba era la stessa. Torniamo nella stanza e chiediamo dove possiamo trovare questa bimba e lei ridendo felice risponde….sono io…

Ora la cosa strana è che, anche quest’anno per questa bimba abbiamo preparato due pacchi senza rendercene conto. C’è sicuramente qualche cosa di “magico” che riguarda Ana Maria/Adelina.

Ci sono stanze purtroppo nelle quali non possiamo entrare,  i bimbi hanno le difese immunitarie troppo basse, mandiamo loro i regali e guardiamo i loro visi, tanto provati, stendersi in un lieve sorriso.

Ogni anno Babbo Natale mi regala una speciale emozione, quest’anno è stato l’incontro con la piccola Ana, 17 mesi, ammalata di leucemia. Le abbiamo consegnato tanti regali che ha guardato con attenzione, abbiamo tolto dal sacco una coperta e l’abbiamo aperta stendendola sul letto, da una piega è sbucata una stella, la bimba l’ha presa immediatamente, si è sdraiata appoggiandovi il visino, ed è lì in quei momenti che sembrano normali, ma che in realtà non lo sono, che il cuore impazzisce, batte ad una velocità incontrollabile e senti l’emozione che ti chiude la gola, poi la bimba si rialza tende le braccine, vuole essere stretta e coccolata, non c’è nulla al mondo di più bello.

In questa stanza ci sono tre ragazzine, la mamma di una di loro si fa vicina e sottovoce ci racconta che la figlia studia per diventare ballerina, ma ballerina di musica classica, non può far sapere alle sue compagne che è ammalata di leucemia perché ha paura che poi la scuola lo scopra e non le permettano più di ballare.  Ha dei capelli stupendi, lunghi oltre le spalle, un viso molto bello, ma pallido, diafano. La mamma ci dice che rifiuta la chemio perché non può perdere i capelli. Le promettiamo che il giorno dopo la nostra psicologa andrà a fare una chiacchierata con la ragazza e che saremo pronti qualora volesse a portarle una parrucca.

Le ore passano veloci, quanta felicità abbiamo dato a questi bimbi, ognuno con la sua storia di dolore che da oggi è diventata anche nostra.

Purtroppo quest’anno è accaduto un fatto increscioso, non dipendente da noi, ma da gente che ha lucrato sulle immagini dei bimbi malati, così che tantissime mamme non ci hanno firmato la liberatoria per fotografare i loro bambini, ma a noi non importa poiché li abbiamo visti con i nostri occhi.
bambini del budimex

Ora dobbiamo andare dai bimbi che sono temporaneamente a casa, ma che ci hanno raggiunto in ospedale per ricevere i loro doni.

Sono tutti lì che ci aspettano in spasmodica attesa, c’è Leo con la nonna e la sorellina piccola, Lucian con la mamma, la piccola Adriana dagli occhioni che ridono con il papà, Fabian con la mamma, Andreea con la nonna, Antonia con la mamma, Ana Maria con la mamma, Daiana con il fratellino e la mamma….. e così via uno dopo l’altro ritirano i doni da Babbo Natale, poi ci regalano i loro disegni. Sono diventati grandi e belli, è una gioia stare a guardarli.

Ritorniamo in reparto e facciamo un ultimo giro per salutare e controllare che tutti siano felici, distribuiamo gli ultimi dolci alle mamme, salutiamo tutti e da questo momento in poi sappiamo che faranno per sempre parte di noi,  sono entrati nel nostro cuore e da lì non usciranno mai più.

Abbiamo portato tanti regali, abbiamo dato e ricevuto tanto amore, mentre lasciamo l’ospedale possiamo dire…..ehh sì… Mos  Nicolae,  anche quest’anno sei stato grande.

Caterina x Prometeo, Natale 2014

bambini romania progetto prometeo

 

Il viaggio di Natale al Budimex e il compito per l’orsetto.

Non vi abbiamo ancora raccontato il nostro ultimo viaggio al Budimex.
Ma a breve lo faremo, mettendo anche delle foto.
La prima che pubblicherò, oggi mi limito a raccontarla.
E’ quella di un bimbo…che tre giorni prima dell’arrivo degli aiutanti di San Nicolaus chiede alla mamma di lasciarlo morire in pace e non si muove più dal letto, entrando in un “brutto” dormiveglia.
Tre giorni dopo è la festa di San Nicolaus e gli operatori di Prometeo “invadono” il reparto carichi di doni e sorrisi.
E il bimbo si sveglia…..
Il resto è una stanza occupata da automobiline e da un gigantesco orsacchiotto morbidissimo, da coccolare.
A cui viene affidato un compito importante….prenderlo per mano, coccolarlo, allontanare quelle nuvole ed accompagnarlo verso il sole…

Viaggio al Budimex. Il peluche, la chitarra e la bimba non vedente.

Viaggio al Budimex. Il peluche, la chitarra e la bimba non vedente.

Tra il miracolo che ogni anno si ripete nella giornata di San Nicolaus, al Budimex, c’è il ritorno del sorriso sui volti dei bambini.
Bimbi come questa, a cui la vita ha già chiesto tanto.
Ha 6 anni, è cieca, vive in una casa che non riesco a descrivervi. Fino a poco tempo fa con lei, la mamma, il fratellino (ed il papà) c’era anche la nonna. Da pochi giorni morta dello stesso male della nipotina: il cancro.
La bimba quest’anno ci ha sorriso. E sentendo queste voci straniere entrare in casa sua non ha pianto né gridato, ma appunto sorriso.
E dopo aver abbracciato forte l’orsacchiotto, sentendo il suono della piccola chitarra giocattolo che le abbiamo dato, ha cominciato a ridere. Ed a “parlare” col peluche, pensando che quei suoni fossero pronunciati proprio da lui.
Chissà cosa si sono detti. La piccola bimba ed il cicciotto orsacchiotto, a cui spetta un compito difficile. Ma forse neanche tanto. Quello di entrare nel suo buio, cantarle una ninna nanna e dirle che le vuole bene e che nessun male, può durare per sempre.

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