Articoli marcati con tag ‘violenza sulle donne’

Violenza sulle donne. Convegno con Equanime.

Chi mi segue sa che non accetto mai inviti per le giornate di…. Di difesa dei bambini, di difesa delle donne, etc. etc. Non per snobismo, ma perché mi scoccia in quel giorno dover vedere decine e decine di eventi, con pseudo esperti o esperti veri che poi svaniscono come neve al sole, già 24 ore dopo. E dato che di conferenze ne faccio già abbastanza di solito in quelle giornate, preferisco andare al cinema. Stavolta però ho accettato subito per due motivi: la presenza di una relatrice come l’amica Milva Facchetti, riferimento storico per chi da sempre si occupa veramente di tutela delle donne maltrattate ed il fatto che ad organizzare il tutto sia l’associazione Equanime, che ho visto praticamente nascere e nella quale ritrovo l’entusiasmo e l’energia che avevamo in Prometeo vent’anni fa, al nostro nascere. Quindi segnatevi data ed evento amici della Valle (e non solo) per questa importante iniziativa.

 

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DIGLI NO! Non è amore il suo.

 

Ti chiederà scusa…quando capirà che te ne stai andando…e si presenterà proprio con quei fiori là, i tuoi preferiti, quelli di cui i tuoi vasi però sono stati sempre carenti…ti porterà fuori a cena e magari scapperà pure una lacrimuccia…è bravo…le sa far venire a comando…ha indossato l’abito che ti piace tanto e quel profumo che aveva quando vi siete conosciuti…ti dirà con voce suadente che a volte si può sbagliare, a chi non capita di alzare la voce e poi è stressato, il lavoro sempre più in mano a chi arriva coi barconi la squadra di calcio che non vince perché gli arbitri sono tutti corrotti il campionato il governo ladro e le stagioni che non si capisce più quali sono, su dai come non capirlo?! POVERINO…. Ti farà sentire bellissima, certo lo saresti ancora di più se non avessi tutti quei lividi ma sei una povera COGLIONA che manco sa prender le botte e si fa uscire tutti quei lividi, se solo imparassi a coprirli meglio str…ops no no fermi intendeva dire BUONA ma gli è scappato cogliona già a chi non scappa una parola di troppo nella foga di un discorso…o una mano alzata, che diventano due, tre quattro, cinque, seiiii perché lo sai ben che ricomincerà…che il suo giuro non lo faccio più vale come neve al sole… E mente i tuoi figli assistono a tutto questo tu muori ogni giorno di più….fino al giorno in cui non muori per davvero…e ai tuoi bambini rimarrà una foto su una lapide a cui portare i fiori colti nel prato sotto a casa perchè lui mica spreca i soldi per il fiorista.. Sarai sola nelle tue scelte, ma se cerchi bene là fuori qualcuno che ti dà una mano c’è…lascia però che quella mano ti venga presa, poi stringila forte e non lasciarla mai più…per fortuna non tutte le mani sono fatte per fare del male….lascialo, vattene e vivi…chi fa del male a una donna lo farà SEMPRE…. Quanto a noi tutti, tuoi vicini di casa, parenti, amici, colleghi: oggi più che mai siamo chiamati a fare qualcosa, a togliere quegli occhiali da sole e quel cerone che coprono l’incopribile e darti un concreto aiuto. Per non ritrovarci poi a piangere in diretta Tv, scusi non mi riprenda troppo da vicino che mi si vedono le rughe…

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La difesa del branco

stuproUna giovane nigeriana costretta a prostituirsi interviene per difendere un’amica, obbligata anch’essa a stare in strada, da una rapina. I tre ragazzi rapinatori reagiscono a loro volta. E la pugnalano. A morte.
Ora stanno in carcere, in attesa di giudizio. Usciranno tra non molto e la loro vita, si sa, sarà sempre e solo quella.
Perché quello è il loro mondo. Il mondo dove tre “maschi” si arrogano il diritto di prendersi ciò che vogliono. Quando vogliono. Come vogliono.
Se poi lo fanno sulla pelle di una donna, “negra” e per giunta “puttana”, dai su, ragioniamoci bene, chissenefrega? Dove sta il dolo?
Ed infatti, puntuale, arriva la difesa del branco. Con quegli striscioni che di solito vedi appesi in occasione dei matrimoni. Manca il filmino commemorativo dove Kevin mostra il tatuaggio o Maicol (scritto così) i muscoli e la vecchia zia addobbata come un albero di Natale in finto Versace o in Guci ma con una sola C e ci sono tutti.
Lo striscione esprime solidarietà. A loro. Rapinatori, stupratori ed assassini.
Per la vittima, inutile dirlo, nulla.
Lo facciamo allora noi. Chiedendole scusa. E impegnandoci a restituirle un mondo migliore. Dove i branchi non abbiano terreno fertile e sugli striscioni ci siano parole di solidarietà verso le vittime. Mai verso i delinquenti.

Abusi sulle donne….anche quando la moglie è incinta…i nuovi dati

violenza sulle donne i datiLa quotidianità della presa di coscienza delle violenze sulle donne (violenze che sfociano sempre più spesso con la morte delle stesse: 124 nel 2012 e già 65 nei primi mesi di quest’anno) si accresce nel suo incontenibile orrore, nella sua folle inarrestabile corsa, disabilmente frenata da servizi incompetenti o peggio ancora complici, da un nuovo dato. Agghiacciante. Pericoloso. Non nuovo quindi dato che i due aggettivi, pericoloso ed agghiacciante, riecheggiano in quanto già conosciamo.
Il nuovo dato è il seguente: ogni 4 donne pesantemente abusate/maltrattate una è incinta e le violenze continuano (ovviamente) anche dopo la nascita del figlio. Il quale se “cresciuto in un ambiente familiare violento” avrà “il 50% di possibilità in più di abusare di alcool, di droga, un rischio sei volte maggiore di tentare il suicidio, più alte probabilità di sviluppare effetti di stress sul cervello e comportamenti delinquenziali”.
E ancora, la donna vittima di violenze dal compagno è due volte più a rischio depressione, due volte a rischio dipendenza alcool/droga e una volta e mezzo più a rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale AIDS in primis). Il “42% di chi ha subito questo tipo di violenza ha poi avuto seri danni alla salute” e non si pensi che il tuto avvenga in ambiti “poveri”. Nelle fasce alte di reddito la percentuale è del 23,2%.
A riportare questi dati l’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna creato dall’Oms, che in tempi di crisi riporta anche un dato economico: 2,4 miliardi di euro all’anno i costi , diretti ed indiretti, causati dalla violenza contro le donne.

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Nota: a tal riguardo riporto un mio post da Facebook

Mamme sveglia! in più scuole medie milanesi agli alunni viene dato un questionario. centinaia gli allievi, maschi e femmine, rispondono. per il 31% di loro se una donna “viene maltrattata è perchè ha combinato qualcosa per provocarlo!”. per il 21% “a volte la violenza è l’unico modo per esprimere i propri sentimenti”. per il 68% “nella società il ruolo della donna è principalmente quello di madre” (leggasi casalinga)…e ancora “un uomo NON maltratta senza motivo” (19,6%); e ultimo ma non ultimo “se qualcosa va male la colpa è della donna”. Vogliamo rimboccarci le maniche, donne ma anche uomini, e trasmettere a noi stessi un futuro diverso…o siamo lieti di aver concepito una futura generazione di piccoli insulsi maschi senza attributi, lieti di sfogare le loro frustrazioni sul corpo di una donna, su un bambino da abusare, su un “frocio” da picchiare?

Lettera per la ragazza violentata in strada a Bergamo che ha dovuto abortire.

Lettera per la ragazza violentata in strada a Bergamo che ha dovuto abortire.

La notizia è uscita venerdì scorso….ma riesco a parlarne solo ora. Non so perché ma ci sono storie che ti entrano più di altre “dentro”, sedimentano e per questo fanno ancora più male.
Tutto inizia a Bergamo, in una via centrale, un paio di settimana fa. Una ragazza esce da un bar e accidentalmente incontra sulla sua strada uno stupratore.
La ragazza ha 24 anni ed è incinta.
Pochi giorni fa il ricovero in ospedale ed il bambino che viene perso.
A lei oggi rivolgo il mio pensiero…chissà magari qualche conoscente comune glielo farà avere.

Cara sconosciuta, mi piacerebbe dirtelo a parole ma uso l’unico mezzo che ho per raggiungerti….forse dirò cose ovvie, che hai già risolto, o forse (temo) no…
Ti auguro di elaborare quello che ti è accaduto come un brutto incidente. Incidente già. Alla stregua del fatto che quella sera anziché finire addosso ad un mostro fossi stata investita da un auto. Non è per sminuire nulla, il dolore resta grande, ma è per ripareggiare le cose.
Mia Martini cantava “Gli uomini non cambiano” e sì, spesso è vero. Ma quello che ti auguro è di tornare al più presto a credere ancora che esistano uomini (come quello che credo tu abbia accanto) che sono diversi da certi altri maschi. In minoranza quest’ultimi ma di sicuro molto più rumorosi.

Ti auguro di tornare presto a credere nell’amore ed a fare l’amore con chi ti vuole bene. Quel amore che nulla ha a che fare con la fame di un bastardo che si sente onnipotente solo quando riesce a farla franca…solo se usa l’unica arma che la sua vita gli ha dato: la violenza…salvo trincerarsi dietro tardivi quanto ipocriti pentimenti…

Il tuo tornare a vivere. Ad uscire la sera. A non vedere negli occhi di ogni maschio che incontri camminando in strada un possibile pericolo, questa sarà la tua risposta.
Torna a vivere, torna ad amare.
Ed a lasciarti amare.
E chissà, già tra 9 mesi, oppure tra 10, 11, il tempo che ci vorrà, casa tua si tingerà di rosa o di azzurro e sarà ancora una volta la conferma della tua diversità.
Diversità sì. Tu sai dare vita. Lui cercava solo di toglierla quella vita.
Per questo ti chiedo di non permettergli di credere di esserci riuscito per sempre.
Con sincera stima ti mando il mio abbraccio migliore.
E se mai passassi dalle mie parti (pare che non viviamo poi tanto distanti) sarò qua a condividere un caffè ed una lunga chiacchierata con te.

Massimiliano Frassi

Due note a margine:

1) Non accadrà, perché in Italia accade sempre più spesso il contrario e perché manco in carcere l’hanno mandato. Ma se fossi io il Pubblico Ministro, ora lo condannerei non solo per stupro ma anche per omicidio!

2) Mi chiedo dove sono finiti tutti. Le femministe dell’ultima ora (così lontane anni luce dalle loro colleghe degli anni ‘70, forse quelle fin troppo estremiste e chiassose ma almeno attive). Mi chiedo dove sono le associazioni. I politici. Perché ora, davanti (anche) alla perdita di un bimbo, tutti tacciono? Perché si sono già spente le telecamere e cercano nuovi riflettori altrove?

Violenza sulle donne. Parla una vittima.

violenza sulle donne

Quanto segue è apparso  come commento. Ma mi è piaciuto così tanto che ve lo riporto:
“La festa delle donne violate…
Da dove incominciare? non lo so… da donna violata avrei sperato che qualcuno sapesse leggere i miei occhi, avrei voluto che qualcuno si soffermasse a guardare il mio corpo tremante di paura..
forse avrei dovuto trovare la forza di uscirne da sola, ma ho avuto bisogno di toccare il fondo per capire che non esistevo più… i lividi sulla pelle fanno male, ma con il tempo non li vedi più, quelli che porti dentro continuano ad insinuarsi nella tua vita, come una cantilena costante che ti impedisce di alzare la testa e volerti bene..
si perchè, credo che la più grande violenza di ciascuna donna violata sia quella psicologica, la tua anima si frantuma, diventi un niente in mano ad uomo che dice di amarti, nonostante tutte le tue colpe…
e tu ti perdi…non vedi via d’uscita perchè perdi la stima di te, perchè non riesci a credere di valere qualcosa…
e allora voglio dire a tutte le donne che come me conoscono il ritmo di terrore del proprio cuore, che hanno incontrato un “uomo” che le ha annientate che c’è una speranza, è difficile uscirne ma si può e lo si deve a se stesse.
Io sono una donna fortunata perchè ora posso iniziare a riprendermi la mia vita con tutte le difficoltà che il mio vissuto comporta, e voglio gridare al mondo che il nemico da combattere è la vergogna!! Non dobbiamo vergognarci di quello che siamo e di quello che ci è successo, abbiamo il DIRITTO E DOVERE di vivere pienamente la nostra vita!!”

Cosi qualcuno festeggia la giornata delle donne violate: massacrando la moglie.

Nella giornata più ipocrita dell’anno (dopo quella sui diritti dei bambini) una notizia che ben riassume la situazione in cui migliaia di donne sono costrette a vivere quotidianamente. Donne che non hanno alcun aiuto e spesso si trovano costrette a restare dentro quelle 4 malate mura. La notizia arriva da Brescello. L’uomo (sic) che vedete nella foto (Mohamed El Ayani) si è presentato l’altro ieri alla stazione dei carabinieri di Poviglio. In braccio teneva la propria figlia di 4 anni.
Non sappiamo bene cosa abbia detto, ma il colloquio deve essere stato più o meno di questo tipo. “Ho ucciso mia moglie”.
Massacrato, sarebbe il termine più adatto, poiché la moglie è stata appunto massacrata con una furia inaudita a colpi di martello. Il motivo? Era stanca dei soprusi del marito e voleva andarsene, portando in salvo le figlie di 4 e 10 anni.
Peccato per l’uomo. Non l’avesse uccisa, gli avrebbero potuto dedicare una bella fiction strappalacrime, sui padri separati e le donnacce cattive.
Invece ha preferito seguire la sua natura, il suo istinto. E da ieri due bimbe si trovano sole. Con una madre morta ed un padre violento, assassino.
Nota: la donna, apprendiamo, era seguita dai servizi sociali. In passato aveva già denunciato il marito per maltrattamenti. Qualcuno ci può spiegare in quale modo i servizi sociali la “seguivano”?  Grazie.

Donne & Violenza: la vostra voce

Un paio di giorni fa si è tenuta la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Che, ricordiamolo, nel nostro paese fa milioni di vittime ogni anno. Dalla bimba in fasce, all’anziana maltrattata. Il campionario è vastissimo, diversissimo, unito solo da quell’unica matrice che risponde al nome di VIOLENZA.
A cui si aggiunge, purtroppo, ancora troppo spesso un aggettivo: IMPUNITA.
Che non deve farci venire meno la fiducia nelle forze dell’ordine, né quella verso la speranza in una seconda possibilità per molte di voi. Però….però è vero che ancora troppe storie terminano drammaticamente. E che la recente legge sullo Stalking, se riesce a frenare alcuni di questi soggetti, nulla fa/può contro i peggiori della specie.
Ricevo una mail Tra le tantissime ricevute in questi giorni. Che mi chiede di raccontare la violenza sulle donne anche in questo modo.
La riporto. Dando a voi il compito di risponderle:

 “…ora ti racconto una storia, in seguito ti spiego che rabbia si prova.
E’ la storia di una bambina abusata che, arrivata all’eta’ di 18 anni decide di chiudere con qst schifo minacciando l’abusante con un coltello ma, purtroppo lo schifo poi arriva dall’esterno. La ragazza all’eta’ di 19 anni conobbe un ragazzo,sembrava piacevole simpatico ma,d opo 3 mesi di frequentazione si accorse che aveva degli atteggiamenti violenti e decise di lasciarlo con una conseguente violenza da parte sua e due suoi compari,la ragazza senza aiuto da parte di nessuno cercò di rifarsi una vita,si sposò mise al mondo 2 creature stupende. dimenticavo di dire che la violenza fu massacrante e mandò la ragazza all’ospedale per un bel po’ di giorni con cicatrici ancora addosso,arrivò l’anno 2003 e per caso la ragazza che divenne ormai donna vide la sua faccia stampata in tv. Lui e i suoi due compari avevano violentato una decina di donne,la donna fece armi e bagagli andò in ….,ci mise coraggio e faccia e i tre furono condannati ma, per la donna il calvario non finì qui, la donna una sera uscita dal lavoro fu aggredita e violentata di nuovo da un loro amico per fargliela pagare,da li la donna incominciò il suo percorso,cercò aiuto e non l’aveva mai fatto,voleva solo farla finita ma,aveva qls di importante per viveve, la vita stessa e i suoi figli. Ora qst sono già fuori di galera, lei pensa a cosa serve denunciare ed è delusa dal fatto che certi fatti accaduti per certa gente è paragonata a fatti di poco conto, poi c’è la rabbia,con scatti isterici di rabbia quando le viene detto da qualche stupido che non sei forte, la donna gira sempre con un’arma e pensa che se dovesse succedere ancora qls un omicidio lo commette, ed è sicuro che se qst accadesse farebbe la prigione a vita,ogni tanto viaggia in un mondo tutto suo ma, ama la vita vorrebbe solo in certi momenti avere avuto un destino diverso ma con il destino a volte bisogna farci a pugni(….)
…. tu sei qui per ascoltare, io con qst giornata il 25 novembre non sono solidale, ogni tanto si ricordano quello che certe donne devono subire e ci sono certi uomini che affermano che per la donna è più semplice vivere che un uomo, io penso proprio di no, ma non vorrei essere proprio un uomo, io su tutti qst fatti ci sto ancora lavorando il cantiere è sempre aperto.tu ascolti le storie di tutti e allora ti ho raccontato questa,e scusa se ti stresso con i mess, ho solo bisogno di alcune risposte che non riesco ancora a trovare ciao e buona giornata.

 Nota mia: una richiesta: smettetela di chiedermi scusa. Non dovete, non mi disturbate (non con lettere così almeno). Semmai è il mondo che deve chiedere scusa a voi. Ed io con lui…..

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