Una breve riflessione sul futuro delle vittime.

Grande  successo ieri sera a Matrix (con record di ascolti! Qua trovate la puntata:
http://www.latvsulweb.com/programmi-tv/matrix/puntata-matrix-del-24052011/?type=med&code=video%2Fmatrix%2Ffull%2F228136%2Fchiesa-e-pedofilia.html ).
Mi state letteralmente sommergendo di messaggi e di lettere, grazie di cuore, a breve rispondo a tutti.
Vorrei sottolineare solo una cosa che, in puntata poi non ho più detto, ovvero quella del futuro delle vittime e del loro dolore, riflessione questa nata dopo che uno degli ospiti di Matrix, Francesco Zanardi, ha detto che “dalla droga si esce e dalla pedofilia no”.
È questo un tema per me “caldo” che chi mi segue da anni e legge questo blog, conosce molto bene.
Da sempre il mio/nostro lavoro consiste (anche e soprattutto) nel restituire dignità e futuro alle vittime, lavorando con loro proprio affinché “escano” da quel abito stretto troppo stretto per indossare le maglie della vita.
E quella ferita cicatrizzarla. Non rimuoverla, ma cicatrizzarla.
Cicatrizzarla significa smettere di farla sanguinare, smettere di darle potere.
Anche per questo abbiamo dato il via ad un esperimento per ora unico in Europa, ovvero il coordinamento delle vittime e dei loro familiari.
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=2&im=3&ip=0

“Maria” ha 86 anni e quando la incontro piange come quando aveva 3 anni (83 anni fa) e hanno cominciato a farle del male. Ha letteralmente gettato via la sua vita, poiché nessuno l’ha mai creduta, abbracciata, consolata, amata.
Lei stessa si è impedita di diventare madre (perché “se fosse nata una figlia femmina come avrei potuto proteggerla?”).
Ed ha vissuto in completa solitudine. Con quella ferita, aperta apertissima.
Luciana pure ha iniziato a subire abusi all’età di 3 anni. Quando l’ho incontrata alcuni anni fa era luglio ma portava un pensate maglione di lana, per coprire soprattutto le braccia, ricoperte di tagli “freschi”.
Faceva fatica a guardarmi negli occhi e tremava, malgrado i 40 gradi esterni.
Oggi sta per sposarsi. Ha un fidanzato fantastico. Progettano già di diventare genitori. In più si è laureata e lavora a contatto con i bambini.
Le sue colleghe mi confermano essere bravissima.
Continuerò ad impegnarmi per Maria, ma voglio che sia Luciana l’esempio. A lei devono guardare i sopravvissuti. E da lei imparare che l’abuso non dura in eterno.
Altrimenti dovremo continuare a raccontare storie, come quella che trovare nel post seguente a questo. La storia di Carlotta….

(ora sì, ho detto quello che dovevo dire e spero di essere stato chiaro).

4 Commenti a “Una breve riflessione sul futuro delle vittime.”

  • MARY:

    Caro max,ieri ti ho seguito con grande interesse e ammirazione…ogni tanto ti vedevo che cambiavi colore ed espressione del viso e ho pensato..”adesso scoppia” ahahahahahaha sei sempre straordinario e sono convinta che lo spazio che ti danno per parlare dell’associazione e di quello che fate tu e i tuoi collaboratori,sia sempre troppo poco,questo è un argomento che vrabbe bisogno di piu’ attenzione e non solo quando succedono cose orrende come quel…. “signore” che spero marcisca in prigione per il resto della sua vita…………. un abbraccio di cuore

  • 😉 chissà come mai…un bacione

  • comunque record di ascolti e picchi di contatti!!!! e questo ci rende stra felici!!!!!

  • anche solo 3 ani fa una puntata così sarebbe stata impossibile!!!!!

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